Associazione
Comitato Romano Antirumore
C. R. A.
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00196 ROMA
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ILL.MO SINDACO DI ROMA
ILL.MI PRESIDENTI MUNICIPI DI ROMA
Nellâambito dei molteplici movimenti ambientalistici
di tutto il mondo è la prima volta che ha preso vita spontaneamente
un movimento di cittadini che chiedono e pretendono dagli Amministratori
della propria città di essere difesi dal "rumore".
Non a caso, credo, ciò accade nella nostra città,
Roma, che da sempre è stata ritenuta la culla della civiltà
e del diritto.
Infatti, se da un lato è vero che il progresso
ha fatto aumentare in misura esponenziale "i rumori" soprattutto nelle
grandi città, dallâaltro il legislatore ha ben compreso lâeffetto
dannoso dellâinquinamento acustico sulla salute dellâuomo.
Il legislatore ha, pertanto, ritenuto degna della massima
attenzione tali possibili rischi, tantâè che in Italia esiste corpus
di norme speciali sullâinquinamento acustico tra le più avanzate
in Europa; ma a tuttâoggi il Comune di Roma, pur attenendosi formalmente
alla conformità dellâazione amministrativa, in concreto, non ha
raggiunto quel grado di efficacia ed efficienza tale da pervenire ad una
soluzione del problema.
Ciò emerge chiaramente dallâassoluta mancanza
di consensi che oggi hanno i responsabili amministrativi e politici del
Comune di Roma da parte delle numerosissime vittime dellâinquinamento acustico
di tutta la città.
Le passate stagioni estive hanno posto nuovamente e con
maggior risalto lâattenzione sulla problematica inerente lâinquinamento
acustico provocato dalle emissioni sonore provenienti, fino a tarda notte,
dai locali (nonché dal "rumore" antropico provocato dalla moltitudine
degli avventori) e dai luoghi di pubblico spettacolo e intrattenimento,
che, proprio con la bella stagione, proliferano nella Capitale con conseguente
grave disturbo al riposo ed alle occupazioni delle persone che risiedono
nelle vicinanze, le quali, specie negli ultimi tempi, sempre con maggiore
frequenza, chiedono lâintervento delle Autorità Comunali e delle
Forze di Polizia per ottenere un ridimensionamento del disagio subito.
Il generale malcontento rende sempre più pressante
lâesigenza di garantire che tal genere di divertimenti, oltre a svolgersi
nel più completo rispetto delle norme atte a salvaguardare, gli
interessi degli esercenti e degli avventori, non costituisca anche disturbo
al riposo delle persone.
Come è noto, lâinquinamento acustico, concretandosi
in un pregiudizio per la tranquillità esistenziale delle persone,
ha rilevanza penale, sostanziandosi nella configurazione del reato di cui
allâart. 659 C.P. e quasi costantemente con lâaggravante della continuazione
del reato.
Il nostro ordinamento giuridico dispone finalmente sia
di una definizione ufficiale di "rumore", quantunque non perfetta:
-
la semplice emissione sonora diventa rumore soltanto quando
produce determinate conseguenze negative sullâuomo o sullâambiente, e,
cioè, quando in sostanza compromette la qualità della vita,
art. 2 L. 447/95 "la Repubblica garantisce la salvaguardia dal rumore,
potenziale rischio per la salute umana o per lâambiente"
che della definizione di inquinamento acustico:
-
"lâintroduzione di rumore nellâambiente abitativo o
nellâambiente esterno tale da provocare fastidio o disturbo al riposo ed
alle attività umane, pericolo per la salute umana, deterioramento
degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti, dellâambiente abitativo
o dellâambiente esterno o tale da interferire con le legittime fruizioni
degli ambienti stessi".
La lotta allâinquinamento da rumore, data la mancanza di
una disciplina generale, richiede una ridefinizione dei presupposti della
convivenza civile nei centri urbani, che va dal comportamento del singolo
ad un controllo più mirato da parte dello Stato ed anche un maggiore
impegno dellâAmministrazione a dotarsi di strumenti di intervento e di
programmazione territoriale.
Oggi, i cittadini provenienti da tutti i quartieri della
città chiedono a Voi Presidenti dei Municipi ed al Sindaco di Roma
che la legge sia effettivamente applicata, in quanto sino ad oggi il Comune
di Roma è stato assente e/o latitante perché,
-
non ha risolto concretamente e definitivamente i casi segnalati
dalle vittime dellâinquinamento acustico, che in molti casi perdurano da
una decina di anni,
-
non si accorge che in alcuni spazi o piazze della città
ha permesso ed autorizzato la concentrazione di locali, che, per la tipologia
delle specifiche attività, richiamano di notte centinaia
di persone, le quali, per attività antropica di risa e schiamazzi
ed il conseguente effetto moltiplicatore sul traffico ed i rumori, (come
confermato dalla dichiarazione dellâAssessore dei Lavori Pubblici DâAlessandro,
La Repubblica del 29.03.2002) producono livelli di inquinamento acustico
dannosi per coloro che abitano in tali zone.
Il mezzo, che tutti i commentatori, in maniera pressoché
unanime, ritengono di incidenza fondamentale in questo settore sono,
chiaramente, gli strumenti di prevenzione, purché realmente operanti.
Un ostacolo allâefficacia di questi interventi
è, spesso, la mancanza di un effettivo controllo sullâapplicazione
delle norme esistenti, come da anni lamentato dai cittadini.
Oggi, noi siano qui per denunciare che: il diritto
alla salute, di rango costituzionale in quanto espressamente riconosciuto
come fondamentale diritto dellâindividuo e interesse della collettività,
a Roma è un diritto "disarmato" in relazione alle aggressioni del
rumore, in quanto non gode di alcuna effettiva tutela.
È stato osservato come lâinquinamento sonoro aggredisce
direttamente il bene salute comportando maggiore pericolosità delle
altre forme dâinquinamento (dellâacqua o del suolo), stante lâimpossibilità
dellâuomo di bloccare la funzione uditiva, a differenza degli altri organi
sensoriali (occhi, bocca ecc.), finanche durante il sonno, quando entra
in azione il sistema di vigilanza (neurovegetativo), che reagisce allo
stimolo rumore indipendentemente dalla volontà del soggetto. Maggiore
la pericolosità, quindi, dellâinquinamento acustico anche a causa
della particolare natura del rumore, destinato, infatti, a diffondersi,
propagarsi, riverberarsi ben oltre i confini spaziali del luogo di emissione.
Il bene della salute, quindi, deve essere assicurato
come uno, anzi come il primo, dei diritti fondamentali anche nei
confronti dellâautorità pubblica, cui è negato il potere
di disporre di esso; "Nessun organo di collettività,
neppure di quella generale, e del resto neppure lâintera collettività
generale, con unanimità di voti, potrebbe validamente disporre,
per qualsiasi motivo di pubblico interesse, della vita o della salute di
un uomo, o di un gruppo minore. Né le cose appaiono diverse se il
bene della salute è considerato come bene dellâambiente quale dimensione
spazio-territoriale della vita associata. Eâ chiaro che lâamministrazione
non ha il potere di rendere lâambiente insalubre neppure in vista di motivi
dâinteresse pubblico di particolare rilevanza. Segue che essa non ha il
potere di compiere né di autorizzare attività suscettive
di determinare tale insalubrità senza lâimpiego di cautele "
(Sezioni Unite della Cassazione).
Il degrado di cui in premessa, già segnalato ampiamente
dal Comitato Romano Antirumore in altri casi, oggi, è segnalato
ancora una volta dal C.R.A. che fornisce con la presente alcuni suggerimenti:
-
istituire una rete di monitoraggio costante del rumore nelle
zone a rischio;
-
migliorare lâattività di prevenzione: maggiore attenzione
allâimpatto ambientale prima di concedere autorizzazioni o licenze;
-
modificare il Regolamento dâIgiene: prevedere la chiusura
graduale, fino alla chiusura definitiva dei locali recidivi;
-
applicare il Regolamento di Polizia Urbana;
-
chiarire quale tutela tempestiva possono avere i cittadini,
dal momento che lâorgano di controllo, lâARPA, può intervenire solo
su segnalazione del X Dipartimento;
-
diffidare formalmente, fino ad un massimo di 3 volte i responsabili
delle attività rumorose, affinché riducano il livello delle
emissioni sonore; in caso negativo, le Forze di Polizia hanno titolo ad
effettuare il sequestro preventivo, ricorrendo le previsioni normative
di cui allâart. 321/3°comma C.P.P. e ad informare la competente Autorità
comunale per promuovere lâirrogazione del provvedimento amministrativo;
-
uniformare il comportamento ed effettuare il relativo coordinamento
tra i vari uffici comunali (i provvedimenti di sospensione del V Dipartimento
e/o i verbali redatti dai VV.UU. non sono resi noti al IV Dipartimento);
tale sistema, in sostanza, darebbe una "mappatura" dei locali tendenzialmente
"irregolari" e renderebbe noto al IV Dipartimento la effettiva carenza
di quei presupposti sulla base dei quali ha rilasciato lâautorizzazione
comunale, che, in tal caso, può essere revocata per abuso del titolare;
-
chiarire quali difese hanno concretamente i cittadini disturbati
nei confronti degli illeciti perpetrati dalle cosiddette Associazioni Culturali;
-
emanare precise disposizioni, in conformità a quanto
indicato dal Segretariato del Comune di Roma, che obblighino gli uffici
competenti ad una verifica attenta delle Relazioni di Impatto Acustico,
presentate dai gestori di attività già oggetto di Ordinanza
Sindacale di Sospensione, concedendo la ripresa dellâattività, sia
pure provvisoria, soltanto nei casi in cui tali relazioni contengano elementi
realmente innovativi della precedente situazione e non siano meri aggiornamenti
formali ( nota del 15.01.2001 prot. 467)
-
incrementare gli organici dellâARPA e dei VV.UU. per unâadeguata
vigilanza anche nelle ore notturne;
-
sensibilizzare lâAssociazione dei tecnici competenti, che,
in caso di conclamata incompetenza o inaffidabilità dei propri membri,
li richiami ad un codice deontologico;
-
impegnare tutti i Municipi ad attivarsi nei confronti del
IV Dipartimento, al fine di essere informati, prima del rilascio di autorizzazioni
per intrattenimenti musicali, per la preventiva verifica di eventuali motivi
ostativi allo stesso rilascio;
-
pervenire ad una riqualificazione della Qualità urbana.
Aderiscono : Comitato Romano Antirumore, Comitato di Base Rione
Borgo, Associazione Abitanti Tutela e Valorizzazione Centro Storico, Comitato
Antirumore di Via Golanetto, Comitato Verde e Mare di Ostia Levante, Comitato
Ostia Ponente, Comitato Biscione, Comitato Coppelle-Spagnoli-Vaccarella,
Comitato Ponte Parione, Associazione dei Residenti di Campo deâ Fiori,
Comitato Capannelle, Comitato dei Residenti di Campo deâ Fiori, Comitato
Tor di Valle, Comitato Prati Trionfale, Gruppo Via dellâOca, Comitato Torrino,
Comitato Residenti Corso Sempione, DAC XVII, Associazione di Promozione
Sociale CIVES, Comitato Ostiense, Un Progetto per S. Lorenzo, Progetto
Trastevere