Associazione
Comitato Romano Antirumore
C. R. A.
Via Cesare Beccaria 92
00196 ROMA
Telef. 06 3611180
Cell. 338 4414675
Fax 06 3614025 ILL.MO SINDACO DI ROMA
ILL.MI PRESIDENTI MUNICIPI DI ROMA


Nellâambito dei molteplici movimenti ambientalistici di tutto il mondo è la prima volta che ha preso vita spontaneamente un movimento di cittadini che chiedono e pretendono dagli Amministratori della propria città di essere difesi dal "rumore".

Non a caso, credo, ciò accade nella nostra città, Roma, che da sempre è stata ritenuta la culla della civiltà e del diritto.

Infatti, se da un lato è vero che il progresso ha fatto aumentare in misura esponenziale "i rumori" soprattutto nelle grandi città, dallâaltro il legislatore ha ben compreso lâeffetto dannoso dellâinquinamento acustico sulla salute dellâuomo.

Il legislatore ha, pertanto, ritenuto degna della massima attenzione tali possibili rischi, tantâè che in Italia esiste corpus di norme speciali sullâinquinamento acustico tra le più avanzate in Europa; ma a tuttâoggi il Comune di Roma, pur attenendosi formalmente alla conformità dellâazione amministrativa, in concreto, non ha raggiunto quel grado di efficacia ed efficienza tale da pervenire ad una soluzione del problema.

Ciò emerge chiaramente dallâassoluta mancanza di consensi che oggi hanno i responsabili amministrativi e politici del Comune di Roma da parte delle numerosissime vittime dellâinquinamento acustico di tutta la città.

Le passate stagioni estive hanno posto nuovamente e con maggior risalto lâattenzione sulla problematica inerente lâinquinamento acustico provocato dalle emissioni sonore provenienti, fino a tarda notte, dai locali (nonché dal "rumore" antropico provocato dalla moltitudine degli avventori) e dai luoghi di pubblico spettacolo e intrattenimento, che, proprio con la bella stagione, proliferano nella Capitale con conseguente grave disturbo al riposo ed alle occupazioni delle persone che risiedono nelle vicinanze, le quali, specie negli ultimi tempi, sempre con maggiore frequenza, chiedono lâintervento delle Autorità Comunali e delle Forze di Polizia per ottenere un ridimensionamento del disagio subito.

Il generale malcontento rende sempre più pressante lâesigenza di garantire che tal genere di divertimenti, oltre a svolgersi nel più completo rispetto delle norme atte a salvaguardare, gli interessi degli esercenti e degli avventori, non costituisca anche disturbo al riposo delle persone.

Come è noto, lâinquinamento acustico, concretandosi in un pregiudizio per la tranquillità esistenziale delle persone, ha rilevanza penale, sostanziandosi nella configurazione del reato di cui allâart. 659 C.P. e quasi costantemente con lâaggravante della continuazione del reato.

Il nostro ordinamento giuridico dispone finalmente sia di una definizione ufficiale di "rumore", quantunque non perfetta:

che della definizione di inquinamento acustico: La lotta allâinquinamento da rumore, data la mancanza di una disciplina generale, richiede una ridefinizione dei presupposti della convivenza civile nei centri urbani, che va dal comportamento del singolo ad un controllo più mirato da parte dello Stato ed anche un maggiore impegno dellâAmministrazione a dotarsi di strumenti di intervento e di programmazione territoriale.

Oggi, i cittadini provenienti da tutti i quartieri della città chiedono a Voi Presidenti dei Municipi ed al Sindaco di Roma che la legge sia effettivamente applicata, in quanto sino ad oggi il Comune di Roma è stato assente e/o latitante perché,

Il mezzo, che tutti i commentatori, in maniera pressoché unanime, ritengono di incidenza fondamentale in questo settore sono, chiaramente, gli strumenti di prevenzione, purché realmente operanti.

Un ostacolo allâefficacia di questi interventi è, spesso, la mancanza di un effettivo controllo sullâapplicazione delle norme esistenti, come da anni lamentato dai cittadini.

Oggi, noi siano qui per denunciare che: il diritto alla salute, di rango costituzionale in quanto espressamente riconosciuto come fondamentale diritto dellâindividuo e interesse della collettività, a Roma è un diritto "disarmato" in relazione alle aggressioni del rumore, in quanto non gode di alcuna effettiva tutela.

È stato osservato come lâinquinamento sonoro aggredisce direttamente il bene salute comportando maggiore pericolosità delle altre forme dâinquinamento (dellâacqua o del suolo), stante lâimpossibilità dellâuomo di bloccare la funzione uditiva, a differenza degli altri organi sensoriali (occhi, bocca ecc.), finanche durante il sonno, quando entra in azione il sistema di vigilanza (neurovegetativo), che reagisce allo stimolo rumore indipendentemente dalla volontà del soggetto. Maggiore la pericolosità, quindi, dellâinquinamento acustico anche a causa della particolare natura del rumore, destinato, infatti, a diffondersi, propagarsi, riverberarsi ben oltre i confini spaziali del luogo di emissione.

Il bene della salute, quindi, deve essere assicurato come uno, anzi come il primo, dei diritti fondamentali anche nei confronti dellâautorità pubblica, cui è negato il potere di disporre di esso; "Nessun organo di collettività, neppure di quella generale, e del resto neppure lâintera collettività generale, con unanimità di voti, potrebbe validamente disporre, per qualsiasi motivo di pubblico interesse, della vita o della salute di un uomo, o di un gruppo minore. Né le cose appaiono diverse se il bene della salute è considerato come bene dellâambiente quale dimensione spazio-territoriale della vita associata. Eâ chiaro che lâamministrazione non ha il potere di rendere lâambiente insalubre neppure in vista di motivi dâinteresse pubblico di particolare rilevanza. Segue che essa non ha il potere di compiere né di autorizzare attività suscettive di determinare tale insalubrità senza lâimpiego di cautele " (Sezioni Unite della Cassazione).

Il degrado di cui in premessa, già segnalato ampiamente dal Comitato Romano Antirumore in altri casi, oggi, è segnalato ancora una volta dal C.R.A. che fornisce con la presente alcuni suggerimenti:

  1. istituire una rete di monitoraggio costante del rumore nelle zone a rischio;
  2. migliorare lâattività di prevenzione: maggiore attenzione allâimpatto ambientale prima di concedere autorizzazioni o licenze;
  3. modificare il Regolamento dâIgiene: prevedere la chiusura graduale, fino alla chiusura definitiva dei locali recidivi;
  4. applicare il Regolamento di Polizia Urbana;
  5. chiarire quale tutela tempestiva possono avere i cittadini, dal momento che lâorgano di controllo, lâARPA, può intervenire solo su segnalazione del X Dipartimento;
  6. diffidare formalmente, fino ad un massimo di 3 volte i responsabili delle attività rumorose, affinché riducano il livello delle emissioni sonore; in caso negativo, le Forze di Polizia hanno titolo ad effettuare il sequestro preventivo, ricorrendo le previsioni normative di cui allâart. 321/3°comma C.P.P. e ad informare la competente Autorità comunale per promuovere lâirrogazione del provvedimento amministrativo;
  7. uniformare il comportamento ed effettuare il relativo coordinamento tra i vari uffici comunali (i provvedimenti di sospensione del V Dipartimento e/o i verbali redatti dai VV.UU. non sono resi noti al IV Dipartimento); tale sistema, in sostanza, darebbe una "mappatura" dei locali tendenzialmente "irregolari" e renderebbe noto al IV Dipartimento la effettiva carenza di quei presupposti sulla base dei quali ha rilasciato lâautorizzazione comunale, che, in tal caso, può essere revocata per abuso del titolare;
  8. chiarire quali difese hanno concretamente i cittadini disturbati nei confronti degli illeciti perpetrati dalle cosiddette Associazioni Culturali;
  9. emanare precise disposizioni, in conformità a quanto indicato dal Segretariato del Comune di Roma, che obblighino gli uffici competenti ad una verifica attenta delle Relazioni di Impatto Acustico, presentate dai gestori di attività già oggetto di Ordinanza Sindacale di Sospensione, concedendo la ripresa dellâattività, sia pure provvisoria, soltanto nei casi in cui tali relazioni contengano elementi realmente innovativi della precedente situazione e non siano meri aggiornamenti formali ( nota del 15.01.2001 prot. 467)
  10. incrementare gli organici dellâARPA e dei VV.UU. per unâadeguata vigilanza anche nelle ore notturne;
  11. sensibilizzare lâAssociazione dei tecnici competenti, che, in caso di conclamata incompetenza o inaffidabilità dei propri membri, li richiami ad un codice deontologico;
  12. impegnare tutti i Municipi ad attivarsi nei confronti del IV Dipartimento, al fine di essere informati, prima del rilascio di autorizzazioni per intrattenimenti musicali, per la preventiva verifica di eventuali motivi ostativi allo stesso rilascio;
  13. pervenire ad una riqualificazione della Qualità urbana.
Aderiscono : Comitato Romano Antirumore, Comitato di Base Rione Borgo, Associazione Abitanti Tutela e Valorizzazione Centro Storico, Comitato Antirumore di Via Golanetto, Comitato Verde e Mare di Ostia Levante, Comitato Ostia Ponente, Comitato Biscione, Comitato Coppelle-Spagnoli-Vaccarella, Comitato Ponte Parione, Associazione dei Residenti di Campo deâ Fiori, Comitato Capannelle, Comitato dei Residenti di Campo deâ Fiori, Comitato Tor di Valle, Comitato Prati Trionfale, Gruppo Via dellâOca, Comitato Torrino, Comitato Residenti Corso Sempione, DAC XVII, Associazione di Promozione Sociale CIVES, Comitato Ostiense, Un Progetto per S. Lorenzo, Progetto Trastevere