Trastevere è un rione dai molteplici aspetti, la sua ricchezza è costituita dalla sua peculiare struttura urbana e dalle numerose attività che vi si svolgono: Trastevere di giorno, Trastevere di notte, la vita quotidiana del quartiere e degli abitanti, il mercato e la rete commerciale, i cinema e i teatri, le librerie e le attività culturali, le gallerie e le accademie straniere, lâassociazionismo assistenziale e le grandi strutture religiose, i ristoranti, le pizzerie, i circoli privati; e poi le basiliche, le piazze, i musei, il verde, i parchi e lâorto botanico, lâAccademia dei Lincei, il Museo Corsini, le scuole italiane e straniere, gli ospedali, i ministeri, il carcere di Regina Coeli, la caserma Podgora e i carabinieri a cavallo, e, infine, la varietà di quanti qui convengono da ogni parte. Trastevere, il più grande rione del centro storico di Roma, ha le caratteristiche di un paese, ma allo stesso tempo quelle di una città ricca di funzioni aperte al resto del mondo. Questa ricchezza può risultare confusa, ma porta novità e dà fascino al rione.
Esiste tuttavia un pericolo specifico, qualcosa che può compromettere questo straordinario e radicato pluralismo: il dilagare di locali - spesso di scarsa qualità - che rischiano di ridurre Trastevere ad un territorio occupato principalmente da ristoranti, trattorie, pizzerie, locali notturni di vario genere, pub, circoli privati aperti alla ristorazione. Trastevere ha unâantica e apprezzata tradizione nel campo della ristorazione, che tutti noi apprezziamo. Ma ora si tratta di ben altra cosa, di una tendenza dilagante che sta mettendo in crisi gli equilibri funzionali del rione e che sta portando a conseguenze deleterie: fa lievitare i prezzi, già altissimi, delle locazioni, costringendo all'esodo altri esercizi artigianali e commerciali; entra, di fatto, in conflitto con i normali ritmi di vita dei residenti, spingendo alcuni persino ad abbandonare il rione; richiama un flusso incontrollato di avventori e di macchine, concentrato nelle ore serali e notturne, esorbitante rispetto alle dimensioni ed alle possibilità di accoglienza del rione e tale da metterlo a dura prova. A questo specifico rischio va aggiunto il permanere, anzi il diffondersi, di forme di abusivismo in diversi settori, in particolare la sosta, lâoccupazione di suolo pubblico, il commercio ambulante.
Così non solo si stravolge unâantica tradizione della qualità della ristorazione e della accoglienza, ma più in generale si rischia di cancellare la pluralità di espressioni che caratterizza il rione, imponendo una ´monoculturaª, come è avvenuto nei quartieri storici di altre antiche città europee, e peggiorando, con il diffondersi di varie forme di illegalità, la qualità dellâambiente urbano, proprio nella parte più antica della città, che è motivo fondamentale dellâattrazione culturale e turistica di Roma. Infatti queste tendenze non riguardano solo Trastevere, ma anche le altre parti di tutto il centro storico sulle due sponde del Tevere, la cui vita è strettamente e quotidianamente collegata.
Le idee guida
Proprio perché da anni ci occupiamo di tutto
ciò, riteniamo che non tutto sia compromesso, ma che si richieda
una ben più attenta e costante attenzione da parte di tutti coloro
che sono interessati alle trasformazioni in corso. Un primo impegno tocca
proprio ai cittadini residenti, che rappresentano la parte più stabile
e che, forse meglio di chiunque altro, sono in grado di conoscere da vicino
la realtà dei rioni: è essenziale, perciò, che essi,
come singoli o come associati, possano esprimersi nelle diverse sedi appropriate.
Ma la nostra proposta riguarda anche chi lavora nei rioni e ovviamente
tutte le istituzioni presenti, a partire dal Comune e dal Municipio. Proprio
a tale fine abbiamo realizzato - seguendo la impostazione "progettuale"
che ha sempre caratterizzato la nostra Associazione - un vademecum di base
in dieci punti per orientarsi nel complicato mondo delle leggi, delle deliberazioni,
delle disposizioni varie che regolano alcuni dei punti nevralgici da affrontare.
Si tratta, ovviamente, di un punto di partenza e senza pretese di completezza,
sia perché la normativa è ampia e in continuo cambiamento,
sia perché abbiamo scelto la strada di una pubblicazione per quanto
possibile tecnica, ma anche agile e accessibile. Insomma, abbiamo voluto
proporre un metodo di conoscenza e di confronto e ci auguriamo che altri
vogliano intervenire e allargare la strada da noi aperta. Il punto essenziale
è governare la situazione, che rischia sempre più di sfuggire
di mano, chiamando alle proprie responsabilità tutti coloro che
sono interessati, i cittadini che risiedono o che lavorano nei rioni, gli
enti e le organizzazioni che vi operano e, infine, le istituzioni competenti.
Se esistono norme vanno applicate e non ignorate; se poi risultassero inadeguate
vanno rapidamente modificate o integrate, anche con il confronto con i
cittadini.
Sulla base di tali premesse abbiamo evidenziato alcune idee guida:
L'iniziativa proposta intende, naturalmente, sostenere anche artigiani, commercianti ed operatori di attività culturali che insieme con le altre realtà costituiscono il tessuto connettivo della vita del rione: molte delle attività esistenti di tradizione e di qualità soffrono della concorrenza di un abusivismo selvaggio e delle continue aperture disordinate e senza controllo, vedendo in tal modo messa in discussione la propria sopravvivenza. A Trastevere è sempre esistita una ricca ed articolata rete di attività artigiane che, nonostante tutto, resiste ancora, fatta di fabbri, corniciai, orafi, doratori, tornitori del legno e del metallo, calzolai, falegnami e lucidatori di mobili, restauratori di lampade. Si tratta di un patrimonio da salvaguardare e sviluppare e, come è sua tradizione, l'Associazione Progetto Trastevere è pronta a concordare una piattaforma di proposte comuni su tutti questi aspetti.
La proposta, formulata nei termini di civile convivenza, contiene una richiesta di rispetto della legalità, ma non si traduce in una domanda di law and order: essa mira alla coesistenza tra le diverse attività e funzioni esistenti senza che una prevalga a danno delle altre. Si tratta di salvaguardare anche a Roma - la minaccia non riguarda solo Trastevere - la peculiarità dei centri storici italiani, affinché per degrado non perdano in modo irreversibile il loro carattere originale e la loro identità.
Ci guida la convinzione che la protezione e la fruizione del patrimonio ambintale ed artistico, la salvaguardia della vivibilità nel centro storico non è un aspetto meramente difensivo, o peggio ancora protettivo di privilegi di chi risiede o lavora nel rione, ma propositivo, rispetto alla conservazione ed alla fruizione da parte di tutti di un patrimonio assolutamente unico.
Questa pubblicazione
Che cosa è dunque, in concreto, questa pubblicazione?
Eâ un vademecum per i cittadini troppo spesso indifesi rispetto a meccanismi
economici, abusi, arroganza, inefficienza: in esso vengono forniti strumenti
di conoscenza per esercitare i propri diritti e rispettare quelli degli
altri. Infatti:
A chi ci rivolgiamo
alle istituzioni della città,
alle
quali si chiede:
la Legambiente Lazio che, con il suo ufficio legale, ha fornito una preziosa consulenza tecnica;.
lâAssociazione Trastevere Trilussa - a cui aderiscono, oltre a residenti, soprattutto artigiani e commercianti - che, in coerenza con le finalità che persegue, condivide l'impostazione del Progetto convivenza e si impegna ad una azione comune per la sua realizzazione;
il Coordinamento delle Associazioni Civiche ed altre di tutto il Centro Storico (1) che da alcuni anni sviluppa utilmente attività e posizioni comuni allâassociazionismo civico dei diversi Rioni e che anche in questa occasione ha manifestato sostegno e interessamento per il Progettoconvivenza.
Roma, 1 Ottobre 2001
(1) Ass.ne degli Abitanti per la Tutela e la Valorizzazione del Centro Storico di Roma, Ass.ne Campo Marzio, Ass.ne Cittadini per Testaccio, Ass.ne Cives, Ass.ne il Cielo sopra Esquilino, Legambiente Circolo Centro Storico, Ass.ne Progetto Celio, Ass.ne Progetto Trastevere, Ass.ne Residenti Campo deâFiori, Ass.ne Vivi Castrum, Comitato Borgo, Comitato Residenti Campo deâFiori, e inoltre Ass.ne Tutela del Centro Storico, Ass.ne Diritti dei Pedoni, Movimento Federativo Democratico.