Introduzione


Perché abbiamo elaborato questo progetto

Il 23 aprile 1994, in occasione della conferenza di presentazione del nostro libro "Valle della Caffarella: la storia ci racconta", l'allora Sindaco di Roma Francesco Rutelli definì come un obiettivo strategico dell'Amministrazione comunale il coinvolgimento dei cittadini nella gestione dei parchi urbani.

In particolare, il Sindaco rimproverò pubblicamente la nostra associazione per il manifestato desiderio di scioglierci non appena raggiunto l'esproprio, e ci invitò invece a proseguire verificando la possibilità di gestire il Parco non appena completata l'acquisizione delle aree.

Dopo oltre un anno di lavoro, e grazie alla collaborazione dell'associazione "Il Tarlo", è stato definito un programma mirato alla gestione del Parco della Caffarella e di alcune aree limitrofe, presentato pubblicamente con un'assemblea svoltasi il 10 maggio 1996. Per attuare le attività previste è stata creata una associazione culturale apposita, denominata "Humus"_onlus.

La fase preliminare è stata quindi avviata ufficialmente il 15 settembre 1996, con la cerimonia di inaugurazione del Parco. Il Parco regionale dell'Appia Antica ha autorizzato lo svolgimento delle varie attività in data 1 ottobre 1996.

La Caffarella (e in prospettiva le altre aree pubbliche comprese nel Parco regionale dell'Appia Antica) dovrà tendere all'autosufficienza nella gestione ordinaria: questo ci sembra il migliore strumento sia per la difesa del verde e dei monumenti, sia per pretendere in seguito dalle varie amministrazioni l'esproprio delle aree che rimarranno escluse dal primo programma di espropri.


La situazione del patrimonio pubblico

Il patrimonio archeologico pubblico soffre in generale di una serie di inconvenienti. Le aree archeologiche sono spesso limitate nella fruizione dall'accesso a pagamento, limitazioni di orario, palizzate acuminate, percorsi vincolati e spesso soggetti a cambiamenti, cantieri interminabili con periodiche chiusure al pubblico, presenza di mezzi pesanti, montagne di terra dove dovrebbero esserci i prati. Per quanto riguarda invece i monumenti singoli segnaliamo alcuni casi emblematici di competenza della Soprintendenza Archeologica di Roma e del Comune di Roma.

Fino a tutti il 1998 il Parco archeologico della via Latina era accessibile gratuitamente sia nella parte di superficie che, su prenotazione, nella parte ipogea. Nel corso del 1999 la metà del Parco con i monumenti più importanti è stata recintata per il cantiere di scavo e restauro finanziato con il Piano per gli Interventi del Giubileo; i visitatori della parte rimasta accessibile sono stati 14.000. Nel giugno 2000, benché il cantiere fosse terminato, la recinzione è rimasta, tuttavia gli ipogei sono tornati accessibili gratuitamente su prenotazione; alla fine del 2000 l'area è tornata inaccessibile per problemi di sicurezza, e i visitatori nel corso dell'anno sono stati 8.971. Dal giugno 2002 l'intera area archeologica è chiusa "per manutenzione".

Fino al 1998 la tomba di Cecilia Metella (Soprintendenza Archeologica di Roma) è stata aperta tutti i giorni dalle 9.00 al tramonto, l'ingresso era gratuito ed era sorvegliata a turno da 5 custodi. Registrando circa 10.000 ingressi/anno (ma forse i visitatori erano il doppio delle rilevazioni della Soprintendenza Archeologica di Roma), non aveva incassi, mentre il costo della sorveglianza è stato probabilmente superiore a 130.000 EURO/anno. Nel corso del 1999 il monumento è stato chiuso per il cantiere di scavo e restauro finanziato con il Piano per gli Interventi del Giubileo; i visitatori registrati prima della chiusura sono stati 7.413. Nel giugno 2000 il monumento è tornato accessibile ma con l'accesso a pagamento (2 EURO). Nel 2001 ha ottenuto 28.000 ingressi (di cui 11.000 gratuiti) con un incasso totale di 34.000 EURO. Va notato che il biglietto non è integrato né con il servizio Archeobus (Ente Parco regionale dell'Appia Antica) né con il servizio di visite in Caffarella (Comitato per il Parco della Caffarella) né con l'area archeologica del Circo di Massenzio (Sovraintendenza Comunale).

La villa dei Quintili (Soprintendenza Archeologica di Roma) è stata inaugurata nel giugno 2000 con l'accesso a pagamento (4 EURO), e nel 2001 ha registrato 25.000 ingressi (di cui 12.000 gratuiti) con un incasso totale di 51.000 EURO. Anche in questo caso va notato che il biglietto non è integrato con gli altri servizi nel Parco regionale dell'Appia Antica. Pur trascurando di approfondire qui l'opportunità di affidare i servizi aggiuntivi di questo monumento a una società a scopo di lucro (PIERRECI) piuttosto che alle associazioni locali o all'Ente Parco regionale dell'Appia Antica, resta il sospetto che le entrate non siano sufficienti a coprire neanche un quinto dei costi della gestione ordinaria.

Il Circo di Massenzio (Comune di Roma) è aperto 6 giorni a settimana dalle 9.00 al tramonto, l'ingresso è di 2,58 EURO (intero), 1,55 EURO (ridotto), gratis in occasioni particolari, è sorvegliato da 12 custodi. Visitato da 12.000 persone l'anno (paganti la metà), incassa 12.000 EURO/anno, mentre il costo della sorveglianza è probabilmente superiore a 300.000 EURO/anno.

Il 9 dicembre 2000 è stata inaugurata la navetta "Archeobus", che partendo ogni ora da piazza Venezia attraversa il Parco regionale dell'Appia Antica fino alla villa dei Quintili. A differenza della Sovraintendenza Comunale, la Soprintendenza Archeologica di Roma non ha disposto agevolazioni per i visitatori dei monumenti di sua competenza. Grazie ai dati dei primi tre mesi di esercizio è stata dimostrata teoricamente l'impossibilità di una gestione del servizio in pareggio. A fronte di un costo di esercizio di circa 25.000/mese si sono ottenuti ricavi di poco superiori a 5.000/mese.

mesecorse effettuatepasseggeri trasportaticosti (Lire)ricavi (Lire)
dicembre 200020063234.532.8009.480.000
gennaio 200128176448.518.58411.460.000
febbraio 200125277943.511.32811.685.000
totale7332.175126.561.71232.625.000

Per quanto riguarda invece le aree verdi, le ville e i parchi comunali sono sempre accessibili gratuitamente; la manutenzione del verde è a carico del Servizio Giardini del Comune di Roma, al quale costa da 1 EURO/(mqxanno) (parco campagna) ai 5 EURO/(mqxanno) (verde attrezzato di quartiere); la manutenzione degli edifici costa circa 30 EURO/(mqxanno); le presenze monumentali all'interno sono gestite dalla Sovraintendenza comunale di Roma.

Il risultato è spesso un'area in parte chiusa, in parte curata a giardino in modo elementare, scarsamente o per nulla sorvegliata, con gli edifici monumentali privi di manutenzione e che crollano, il tutto con un costo elevatissimo per il Comune. Come esempio basti il centro del centro di Roma: i giardini del Campidoglio, abbandonati a se stessi senza che si abbia il coraggio di farci una passeggiata a partire dal pomeriggio per timore dei malintenzionati.


La situazione della Caffarella

A Roma, città che possiede il più grande patrimonio storico, artistico e culturale al mondo, i monumenti sono o privati (e quindi poco o per nulla accessibili) o pubblici (quindi accessibili ma estremamente costosi per i contribuenti), mentre è inesistente il fenomeno delle agenzie governative con autonomia gestionale tipo English Heritage.

Per quanto riguarda la Caffarella, i tre monumenti più famosi e importanti sono la chiesa di S. Urbano, il ninfeo di Egeria e il Tempio del dio Redicolo, tutti di proprietà comunale; tutti sono sottoposti a speciale protezione dell'autorità essendo vincolati ai sensi del titolo I del T.U.BB.CC.AA..

Per la chiesa di S. Urbano, a tutt'oggi consacrata e amministrata per il culto dalla parrocchia di San Sebastiano, il Comune di Roma invia un proprio dipendente ongi domenica mattina per garantirne l'apertura.

Il ninfeo di Egeria, completamente accessibile fino all'estate 1999 (ora è in restauro), è rimasto abbandonato per anni, invaso da edera e rovi, sede perfino di una abitazione-laboratorio di tre cittadini extracomunitari, fino all'adozione da parte nostra nel dicembre 1996. Ora che è stato finalmente restaurato, l'ingresso è impedito da una palizzata acuminata.

Il Tempio del dio Redicolo è rimasto incluso in una villa privata per decenni, e non essendo soggetto a convenzioni con la Soprintendenza Archeologica, è rimasto totalmente inaccessibile; oggi, benché il monumento sia stato acquisito al patrimonio comunale, l'apertura è vincolata alla disponiblità di un dipendente dell'Ente Parco.


Caratteristiche generali del piano

Il seguente programma di attività mira alla gestione del Parco della Caffarella (il primo esproprio da parte del Comune di Roma è stato realizzato nel gennaio 1999) e delle aree limitrofe, su un territorio che comprende sia il perimetro incluso nel Piano di Utilizzazione dell'Ufficio Tutela Ambiente sia le aree attigue comprese nel Parco regionale dell'Appia Antica, come il Parco archeologico della via Latina e gli acquedotti, sia alcuni monumenti appartenenti al comprensorio della via Latina, come la fontana di via C. Baronio.

Il progetto è promosso dal Comitato per il Parco della Caffarella (associazione iscritta nel registro delle organizzazioni di volontariato della Regione Lazio nei settori "Cultura" e "Ambiente e natura"), che opera dal 1984 nel IX Municipio di Roma.

Le iniziative si sviluppano in coerenza con il Piano di Utilizzazione dell'Ufficio Tutela Ambiente del Comune di Roma (1995) e con lo statuto del Parco regionale dell'Appia Antica.

Il piano, nella versione originale come nelle revisioni successive, è stato sottoposto a tutte le autorità responsabili: Ministero per i Beni Culturali e Ambientali (Soprintendenza Archeologica e Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici di Roma); Parco regionale dell'Appia Antica; Regione Lazio (Assessorati all'Ambiente e alla Promozione della Cultura); Provincia di Roma (Assessorati all'Ambiente e ai Beni Culturali); Comune di Roma (Assessorati alle Politiche Ambientali e alle Politiche Culturali, Ufficio Tutela Ambiente, Ufficio Programma Roma Capitale, Ufficio Carta dell'Agro, Sovraintendenza comunale e Servizio Giardini); IX e XI Municipio.

L'unica risposta scritta è quella pervenuta il 14 novembre 1996 dal Soprintendente Archeologico di Roma Adriano La Regina, il quale, oltre a sostenere l'incompatibilità della proposta con la Legge Ronchey, è arrivato al punto di diffidare la nostra associazione persino dal divulgare la proposta. Nonostante l'approvazione della Legge 28 ottobre 1997 n. 352 "Disposizioni per i beni culturali" e le continue richieste di convenzione da parte nostra, la Soprintendenza non ha più risposto.


Obiettivi del Piano

Gli obiettivi primari del progetto sono:

  1. l'accessibilità del parco e dei monumenti per i cittadini;
  2. la valorizzazione delle risorse storico-ambientali;
  3. la salvaguardia da degrado, discariche, orti abusivi.

L'unica forma di gestione che secondo noi può garantire tali obiettivi è l'autosufficienza economica (con esclusione della sorveglianza notturna, del restauro dei monumenti, e dei costi iniziali di bonifica e attrezzatura, al di là delle nostra possibilità) nella gestione delle aree, raggiungibile per mezzo di criteri razionali di gestione e mantenendo i costi (anche in virtù dell'assenza di fini di lucro da parte delle associazioni proponenti) al di sotto dei parametri del Comune di Roma.

Naturalmente si cercheranno anche tutte le sovvenzioni, i contributi pubblici e le sponsorizzazioni possibili, che saranno però destinate a progetti specifici e non alla ordinaria amministrazione.


Le fasi del programma

Il programma si articola in quattro fasi:


La responsabilità delle iniziative

Per l'attuazione del piano è stata creata appositamente l'associazione culturale "Humus"_onlus, che coordina tutte le attività di gestione e promozione.

Il Comitato Scientifico avrà la responsabilità di verificare la correttezza dal punto di vista scientifico.


Per commenti e osservazioni potete contattarci via e-mail c/o:
caffarella@romacivica.net

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