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Nel territorio del Comune di Roma la IX Circoscrizione si distingue per l'esigua dotazione di parchi a fronte di un'alta densità di popolazione, tra gli spazi verdi ad uso pubblico si trovano alcune ville storiche, una di queste è Villa Lais costruita alla fine del secolo scorso acquisendo alcune "vigne" suburbane.
Il conte Lais, grazie alla sua competenza botanica ed alla sua passione fuori dell'ordinario, seguendo anche la tendenza dell'epoca che subiva il fascino del collezionismo, ha voluto l'impianto, in quella che era la sua villa padronale, di un numero eccezionalmente alto di piante rare, anche esotiche. Il loro attecchire e lussureggiare in questa terra straniera partecipa del miracoloso; viceversa in molti anni di utilizzo pubblico, il degrado ha preso il sopravvento su queste vite, e stavolta il dio Pan ha rischiato di scomparire ucciso, non da un nuovo credo o da una nuova religione, ma dal demone dell'indifferenza. Chi come noi ha frequentato Villa Lais, ma anche le altre ville dell'Urbe, ha conosciuto in prima persona le minacce e il degrado che incombono su ville e parchi pubblici - il cosiddetto verde - nelle metropoli contemporanee. Se per i prodotti artistici della mente umana la coscienza collettiva procede alla salvaguardia e conservazione utilizzando i più sofisticati mezzi scientifici (pensiamo alla microclimatizzazione delle pinacoteche), per il prodotto della natura quella attenzione non è ancora universalizzata. Il percorso in villa, che si articola attraverso la ricognizione e l'evidenziazione nel parco di tutte queste meraviglie, con la sua veste didattica da un lato e la partecipazione collettiva dall'altro, intende contribuire con un piccolo tassello alla ricostruzione del mosaico della natura; quale forse nemmeno il dio Pan nemmeno concepiva, ma la cui progettazione non è più vergognosamente eludibile da parte di uomini del XXI secolo. |