Lettere, petizioni, esposti e risposte


50 cittadini si appellano alle Istituzioni per sollecitare l'esproprio della Caffarella e per segnalare una serie di problemi

ai nostri amministratori e rappresentanti istituzionali:

on. Francesco Rutelli, Sindaco di Roma
Gaetano Benedetto, Presidente del Parco regionale dell'Appia Antica
on. Francesco Storace, Presidente della Giunta Regionale del Lazio
prof. Adriano La Regina, Soprintendente Archeologico di Roma
prof. Roberto Federici, Presidente della IX Circoscrizione

Grande è la nostra soddisfazione per aver visto i primi 77 ettari della Caffarella diventare una realtà; ciò ci rende fiduciosi che la Regione Lazio stia ora accelerando sia l'iter espropriativo per il completamento dell'esproprio dei 120 ettari approvati con l'Accordo di Programma nel 1997, sia l'approvazione della pianta organica dell'Ente Parco, che così potrebbe risolvere definitivamente il problema della qualifica di agente di P.G. per i Guardia Parco.

Dobbiamo invece segnalarvi certi aspetti negativi che si sono rivelati in questi primi mesi:

  1. i sentieri pedonali e ciclabili si stanno polverizzando;
  2. nessuno, a parte i cittadini che partecipano alle visite guidate, raccoglie l'immondizia diffusa;
  3. sia i giochi per bambini davanti alla scuola Ada Negri sia il percorso attrezzato "policrosalus" sono danneggiati, ma nessuno (a parte il Comitato per il Parco della Caffarella quando è in grado di farlo) li ripara;
  4. nessun "cartello didattico-informativo" illustra i monumenti del Parco, a parte i pochi collocati dal Comitato per il Parco della Caffarella;
  5. mancano frecce che indichino la direzione dei luoghi più importanti;
  6. mancano cartelli che segnalino il divieto di avvicinarsi con i cani alle aree giochi, e che ricordino l'obbligo di portare il sacchetto per gli escrementi;
  7. dopo i primi giorni la sorveglianza del Parco (VV.UU., Guardia Parco) è scomparsa, nessuno controlla che le regole del Parco siano rispettate, il cancello di via De Bildt è sempre aperto;
  8. il diserbo viene fatto dove non serve (vedi l'estirpazione del pungitopo lungo via della Caffarella) e non viene fatto dove serve (scavi di via Latina);
  9. nonostante la collocazione delle cisterne e la predisposizione degli attacchi, non è stato installato il sistema di innaffiamento automatico; scarseggiano le panchine con lo schienale;
  10. le aree archeologiche acquisite al patrimonio pubblico sono chiuse da recinzioni invalicabili e non sono fruibili;
  11. non esistono attività di informazione o supporto per i visitatori, a parte il punto informativo domenicale del Comitato per il Parco della Caffarella con le visite guidate e il prestito delle biciclette.

Noi avevamo sperato che Comune e Ente Parco avrebbero assunto le loro responsabilità per quanto riguarda la manutenzione dei terreni e delle attrezzature e la pulizia, e che il corpo dei VV.UU. avrebbe assicurato una presenza continua; constatiamo invece la solita difficoltà per le Pubbliche Amministrazioni dell'Italia meridionale di uscire dall'ottica delle emergenze e degli interventi straordinari per svolgere bene la normale amministrazione; continuiamo a non capire perché non vengono accolte neanche le proposte e le sollecitazioni del Comitato per il Parco della Caffarella.

- seguono 50 firme


Per commenti e osservazioni potete contattarci via e-mail c/o:
caffarella@romacivica.net

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