STES (Scienziati e Tecnologi per l'Etica dello Sviluppo/Scientists and Technologists for Ethical Development) is an association founded in Rome on 9 June 1989.
The principal purpose of STES is promote a new approach to the study of science and technology, rooted in the principles of personalistic bioethic.
This approach opens the way to the promotion of authentic human development.
The original Members of STES, guided by Monsignor Elio Sgreccia, professor of Bioethics as the Rome Catholic University of the Sacred Heart, set as their goal the introduction of the principles of personalistic ontology in to the various fields of science, tecnology and economics.
This goal is meant to give a new orientation to the understanding and search for solutions to the problems of the natural and human enviroment, thus contributing to the improvement of the quality of live.
Today STES has fifty members who are professionals and experts in their various fields of study and research.
They offer their expertise-freely and without recompense.
Through its activities and programs, STES promotes a multidisciplinary approach to raise the awareness of people to current problems and to create a bridge between academics and who work in industry, politics and economics.
STES therefore organizes interdisciplinary projects based on ethical principles, without attempting to replace existing public and private institutions.
Indeed, it contributes to the greater appreciation of the respective functions of all sectors.
STES works to create a cultural renewal thorough respect for the irreplaceable value of the human person, understood as the first agent and inspirer of culture.
For this reason the association considers it indispensable to revive ethical and philosophical considerations in all human activities, especially in contemporary science.
Only in this way can a positivistic and materialistic attitude be overcome.
STES does not conduct scientific research nor technical projects, but it promotes the development and valorization of everything that may contribute to the respect for human life.
Although it works primarily in western industrialized countries, STES nurtures a special interest for developing countries and those of the former communist block.
In order to realize these goals and to present the results of its work in a manner that is comprehensible to as many people as possible, STES organizes courses for professionals, industrialists and producers.
Furthermore, it publishes works for students at the preuniversity level and for centers of ethical studies interested in bioethics.
Conversion of nuclear warheads for peaceful use, e.g. electrical energy production; Reduction of CO 2 levels in the atmosphere through reforestation in abandoned farm fields; Use of bioenergy sources, Documentation Center for Ethics and Environment
The editorial board of STES Center Ethics and Environment has been operating for three years.
It possesses a data bank of projects which promote human development in respect for the environment and the economy, with special interest in developing countries.
The editorial board is directed by CESA - Franciscan Center of Environmental Development SPQR - City Council of Rome STES - Scientist and Technologist for Ethical Development The projects is non profit, its costs will be recovered by promoters of projects at the international level.
STES is especially interested in knowing about the existence of technical and scientific projects for human and environmental development.
Send information of these projects to:
STES - Via Veronica Gambara, 16 - 00137 Roma Phone
+39 (0)6 86894397 - Telefax +39 (0)6 86801307
e-mail: stes@inroma.roma.it
CONTRIBUTO DEI "BIOCOMBUSTIBILI" ALLOCCUPAZIONE ED AL DISINQUINAMENTO
Il consumo dei combustibili fossili sia per autotrazione e riscaldamento, sia per produrre corrente tramite centrali termoelettriche, necessita di una riequilibrio in particolare nelle grandi città, comprese quelle dei paesi in via di sviluppo.
Luso dei biocombustibili consente di prevenire linquinamento dellatmosfera specie per bilanciare leccesso di anidride carbonica prodotto dalla combustione fossile causa delleffetto serra (in Italia vengono emesse circa 480.000.000 di ton/anno di anidride carbonica) .
Le piante infatti durante la crescita assorbono anidride carbonica, che viene reintrodotta durante la combustione senza squilibrio per linquinamento.
Una chiara possibilità è consentita dunque dallimpiego dei biocombustibili. Nel merito lenergia biochimica, accumulata nelle piante per fotosintesi dellenergia solare gratuita, rappresenta un enorme (ed ignoto alla maggior parte della popolazione ) di energia alternativa.
La produzione annua di energia elettrica in Italia complessiva , cioè domestica, industriale, agricola etc.., è stata nel 1996 pari a 240 miliardi di KWh, corrispondenti ad un consumo petrolifero di circa 170 Mtep, ai quali vanno sommati altri circa 30 Mtep per consumi in autotrazione e riscaldamento per un totale di circa 200 Mtep allanno corrispondenti ad un cubo di petrolio di circa 6 Km di lato. Si ricorda che Mtep corrisponde a milioni di tonnellate equivalenti di petrolio , in modo da includere per equivalenza di potere calorico i consumi di gas e carbone in quelli petroliferi (policombustibili fossili).
Se si introducessero fra i policombustibili anche i biocombustibili, ed in particolare l etanolo, miscelandolo ad esempio nellordine del 10% con i combustibili fossili se ne dovrebbero produrre in Italia circa 20 Mtep allanno.
La previsione di produrre in Italia energia da biomasse corrispondente a 8 Mtep, prevista entro il 2010, necessita pertanto di un accelerazione.
I predetti 20 Mtep di etanolo sarebbero ricavabili ad esempio da coltivazioni ad alto rendimento energetico quale il sorgo cinese, piantato in circa 6 milioni di ettari, ovvero su un area dellordine di circa 250 x 250 kmq.
Tale area è ben ripartita tra le varie zone agricole delle regioni italiane, specie abbandonate ed è anche reperibile nei paesi europei ed in quelli in via di sviluppo e favorirebbe limport ed export.
Luso poi dei rifiuti urbani organici secchi, come biomassa combustibile, sia pure a minor rendimento energetico del petrolio e delletanolo, diminuirebbe ulteriormente sia i consumi di energia ( circa 3 Mtep allanno ) sia soprattutto le discariche, riducendone il cumulo di anno in anno.
Altre possibile integrazione alle biomasse può venire dai residui agricoli ( biogas dei liquami ) e da quelli del legno ( ancora largamente in uso nei paesi in via di sviluppo).
Ulteriore contenimento si attua con il teleriscaldamento tramite il recupero per cogenerazione dei KW termici ottenuti dalla combustione, attualmente dispersi con impianti di raffreddamento che si limitano alla sola produzione dei Kwatt elettrici.
E necessaria allora una politica agricola nuova per luso dei biocombustibili, mai così attuale in Italia per il rilancio del lavoro agricolo sede di grave tensioni.
I ristretti limiti del contingentamento dei biocombustibili, sino alla sospensione delluso a fine 97, in netta controtendenza allEuropa devono essere tolti , rivedendo anche il peso fiscale dellaccisa.
La produzione agricola "non food" integrerebbe anche quella "food", consentendo anche di ridimensionare i vincoli delle quote europee specie quelle rilevanti dei paesi dellest prossimi ad entrare nella comunità anche per acquisirne fondi monetari.
Si creerebbero così molti posti di lavoro anche nellindustria della produzione, stoccaggio e distribuzione dei biocombustibili, in maniera del tutto simile alla produzione del vino, recuperando anche le eccedenze.
Per quanto riguarda poi i carburanti, la benzina verde con i biocombustibili sarebbe veramente tale in Italia. La realizzazione delle bioraffinerie, miscelando i prodotti vegetali con quelli fossili, consentirebbe peraltro di utilizzare la rete di distribuzione dei carburanti esistenti, senza nuovi costi.
I motori delle attuali macchine nonché i bruciatori per riscaldamento non richiedono del resto particolari modifiche per limpiego dei biocombustibili, specie con le nuove pompe ad alta pressione.
La breve panoramicità tecnica delineata consente di evidenziare che i vantaggi accennati sarebbero ben più rilevanti nei paesi in via di sviluppo ove le trazioni agricole sono ancora vive.
La produzione dei biocombustibili e lesportazione consentirebbe di non sdradicare popolazioni da preziose culture e costumi locali e soprattutto di ridare autonomia economica e quindi dignità alle popolazioni ed allambiente, evitando penose emigrazioni.
I consumi elettrici più esigui di quelli italiani a fronte in generale di ben maggiori ettari a disposizione, avrebbero un riequilibrio ecologico ben più rapido.
Lo sviluppo dei biocombustibili racchiude in se pertanto valide istanze etiche e per tale ragione è da tempo promosso dalla STES: Scienziati e Tecnologi per lEtica dello Sviluppo, organizzazione di volontariato nata a Roma nel 1989 per estendere le finalità della Bioetica alle altre discipline, con particolare riguardo a quelle ambientali per le quali ha costituito un centro di documentazione.
Tra le pubblicazioni si citano: "Rinnovate prospettive per lagricoltura e lambiente", "Biocombu-stibili risorse per il sud del mondo" e "Etica ed Ambiente".
Il complesso equilibrio per i mercati locali e quelli globali specie in campo petrolifero, può essere bilanciato proprio ricorrendo alla miscelazione con i biocombustibili, peraltro conveniente anche dal punto di vista economico.
La sostituzione ad esempio della frazione antidetonante nella benzina con etanolo non necessiterebbe neanche della defiscalizzazione, in quanto il mercato agricolo può fornirlo a prezzi competitivi con quelli del piombo o di prodotti petroliferi equivalenti.
Limpiego delletanolo è già in uso in grandi città americane ed europee con una conseguente riduzione dellinquinamento e dellemissione di sostanze cancerogene.
Vale la pena ricordare che Nuvolari vinse la Mille Miglia nel 1933 usando etanolo, impiego che deve essere rilanciato in Italia, anche perché siamo stati antesignani.
Il problema fiscale connesso alluso dei carburanti potrebbe essere rivisto spostandolo gradualmente su altre produzioni una volta recuperate le spese per gli investimenti iniziali.
In campo agricolo notevoli fondi potrebbero essere resi disponibili a livello europeo.
Tra i fondi europei ve ne sono già di non utilizzati dallItalia per carenze di adeguate politiche agricole e di progetti specifici.
Si può, e si deve, quindi puntare verso un più rapido sviluppo dei biocombustibili sia in Italia e in Europa, sia in Paesi emergenti e questo per un concreto riequilibrio delleconomia globale oltreché dellecologia.
ORGANIZZAZIONE DI VOLONTARIATO 00137 Roma - Via Veronica Gambara, 16 - Tel. (06) 86894397 - Fax (06) 86801307 E-mail. Stes@ romacivica.net
CONTRIBUTO DELLE BIOMASSE ALLO SVILUPPO
STES: Pierfranco Ventura
La continua evoluzione dello sviluppo delluomo sulla terra deve contenere le procedure per non alterare oltremodo lambiente, come ribadito a Kyoto.
In tale ottica le scelte pubbliche e private a tutti i livelli specie in campo ambientale, agricolo, industriale devono essere valutate politicamente ed economicamente basandosi su una concezione antropocentrica moderata. Solo luomo può, infatti, rimediare ai danni inflitti alla natura; una concezione biocentrica in cui luomo è alla pari con gli animali, le piante ed i minerali, come molte correnti ecologiste propongono, non può di fatto realizzare scelte politiche ed economiche.
Lo studio sul buon andamento della "casa" in cui abitiamo non avrebbe amministratori anche nei termini delletimologico "oikos".
Fra le tematiche più importanti da governare, come noto, ci sono quelle dellimpiego delle energie alternative al fianco di quelle prodotte dalle materie fossili, ed il contenimento dei rifiuti urbani nelle discariche. Una chiara possibilità in merito è consentita dallimpiego delle biomasse vegetali per produrre biocombustibili per autotrazione e riscaldamento o corrente elettrica, sia per recuperare i rifiuti organici secchi, sempre per produrre corrente elettrica, o composti per concimazione.
Lenergia biochimica, accumulata nelle piante per fotosintesi dallenergia solare gratuita, rappresenta un enorme fonte di energia alternativa, che a partire dalla scoperta del legno per il fuoco, può essere ancora pienamente utilizzata ricorrendo però alle moderne tecnologie.
Sono state selezionate piante, quali ad esempio il sorgo cinese, ad alto rendimento energetico che consentono di produrre sia kilowattora elettrici sia kilowattora termici per riscaldamenti in cogenerazione senza inquinare e rivalorizzando la Difesa del suolo da sempre svolta dallAgricoltura.
Le piante infatti durante la crescita assorbono lanidride carbonica, che viene reintrodotta durante la combustione senza squilibrio per linquinamento dellatmosfera e con residui biodegradabili al contrario della combustione da petrolio, carbone o metano. Le radici inoltre prevengono lerosione del suolo evitando le enormi spese pubbliche per calamità alluvionali.
La biochimica vegetale si affianca ampiamente pertanto a quella delle celle a combustibili ad idrogeno o invece delle celle fotovoltaiche, che oggi vengono citate molto di più come fonti energetiche alternative ai policombustibili fossili.
Luso poi dei rifiuti urbani organici secchi, come biomassa combustibile simile alla torba, pur con minor rendimenti energetici del petrolio, consente sia di produrre corrente elettrica, sia soprattutto di contenere il cumulo di anno in anno dei rifiuti nelle discariche. In tal caso limpiego degli inceneritori deve essere preceduto dalla raccolta differenziata per separare specialmente la plastica dai rifiuti organici in modo da evitare emissioni tossiche quali la diossina, già peraltro evitata ad alte temperature. La raccolta differenziata consente anche luso dei composti come concimi al posto di quelli chimici, ritornando come già si fa in Europa alle vecchie usanze agricole in cui nulla si sprecava.
Sono evidenti pertanto i vantaggi dellimpiego delle biomasse per lambiente e ancor più per la costituzione di numerosi nuovi posti di lavoro nel campo agricolo "non food", in quello industriale della produzione di biocombustibili ed in quello terziario della commercializzazione.
La distribuzione peraltro non richiede alcun cambiamento. Infatti se si usa la rete delle pompe di benzina è sufficiente miscelare i biocombustibili con le benzine in raffineria per trasformarle in bioraffinerie per lautotrazione e riscaldamento. Così appare necessario portare i biocombustibili e i rifiuti organici in particolare nelle centrali termoelettriche in modo da integrare i policombustibili fossili per produrre energia elettrica impiegando impianti di alta qualità.
E evidente peraltro che tale vantaggi ambientali e di lavoro non si attuano perché toccano gli interessi petroliferi e del metano proprio nel periodo in cui è crollato il prezzo del barile ai valori precedenti la crisi petrolifera del 1973, per eccesso di produzione e carenza di vendita. Ancora peggio in Italia si andrebbe ad intaccare lelevatissima accisa sui prodotti petroliferi, che con la "carbon tax" continua a crescere per sostenere la spesa pubblica e lingresso in Europa.
In tale situazione è opportuno evidenziare ancora che limpiego dei biocombustibili è particolarmente utile nei Paesi in via di sviluppo, la cui vocazione agricola è tuttora la più attuabile. Si può dare autonomia economica e quindi dignità a tali popolazioni ed allambiente, evitando penose migrazioni e sradicamenti di preziose culture e costumi locali. Per tale ragione si è citato ad esempio il sorgo cinese, non solo sotto lalto profilo energetico. Tale autonomia consentirebbe lo sviluppo dei mercati e dei consumi in senso positivo, per cui ne avrebbe vantaggio lo stesso mercato petrolifero adottando la miscelazione che materializzerebbe la sussidiarietà. Analogamente lo Stato potrebbe recuperare nel tempo il gettito fiscale sulla "biotax" anziché la "carbon tax". Ciò preverrebbe il disinquinamento anziché accrescere le spese per disinquinare.
La crescita di imprese nel campo ambientale attenuerebbe poi la delocalizzazione della produzione verso paesi più permissivi a causa della povertà e della totale assenza di clausole sociali sui contratti sindacali di lavoro.
Miscelare i carburanti procurerebbe quindi un riequilibrio economico mondiale evitando di intaccare gli interessi petroliferi in quanto si potrebbero aprire i mercati asiatici ed africani, come verificatosi di fatto, per aspetti più consumistici, con il tabacco. Tale esempio è fatto solo per inquadrare le biomasse nelle leggi del mercato, contribuendo però a ribilanciare leconomia e a disinquinare anche le varie Città del Messico, Manila, Nairobi, ancor più irrespirabili delle nostre capitali europee.
In queste ultime limpiego dei biocombustibili è già in atto con immediato calo dei microgrammi per metrocubo di particelle cancerogene, senza consentire il traffico alle sole auto dotate di marmitta catalitica, come accade solo in Italia, lasciando impiegare però una benzina "verde" in cui di vegetale non cè nulla.
I notevoli fondi strutturali europei attualmente ricevuti in campo agricolo dovrebbero proprio essere impiegati per la produzione delle biomasse, togliendo il contingentamento in modo da far nascere tante imprese, specie giovanili ed in zone depresse economicamente e rilanciare il lavoro nelle campagne.
E necessario allora che lo Stato protegga fortemente gli interessi petroliferi e metaniferi per non rovinare altri posti di lavoro, riducendo la pressione fiscale e favorendo il recupero dei guadagni sullavvio della miscelazione, ad esempio al 10%.
Lattuale costo parte da 110£/lt petrolio
grezzo, ben lontano dalla notevole incidenza italiana
dellaccisa (più che tripla di quella europea) che va
spostata, come prima detto, portando la pressione fiscale sulla
vendita matura delle biomasse. Un deciso avvio in Italia della
raccolta differenziata dei rifiuti urbani con idonea pubblicità
e divulgazione nelle scuole, come largamente in atto in tutti i
paesi europei, consentirebbe di contenere le aree destinate alle
discariche nonché tutte le spese per controllarle. Si
renderebbero eque le cartelle esattoriali sui rifiuti riducendo
le spese per onerose opere civili di contenimento ed ancora più
di reperimento e gestione di nuove aree, per non parlare delle
discariche abusive. Anche questo riciclaggio dei rifiuti in
composto per concime o in energia elettrica, creerebbe nuovi
posti di lavoro prevenendo, anziché intervenendo a posteriori,
il miglioramento dellambiente e rendendo autonome le
persone aumentandone il reddito e quindi il gettito fiscale.
Anche qui lo Stato deve emanare leggi per innescare il
cambiamento. Continuare ad irrigidire e basare leconomia
solo a favore del petrolio, per tornare alla tematica dei
biocombustibili, significa, di fatto, precipitare
nellattuale crollo del prezzo del barile con ripercussioni
gravi proprio nei paesi poveri produttori di petrolio, che invece
potrebbero avvalersi del rilancio dellagricoltura da
biomassa. Limpiego delle biomasse racchiude in sé pertanto
valide istanze Economiche, Ecologiche ed Etiche che per tali
ragioni, dette "le tre E", sono da tempo promosse dalla
STES "Scienziati e Tecnologi per lEtica dello
Sviluppo", organizzazione di volontariato culturale, nata
dieci anni fa, per estendere le finalità della bioetica alle
altre discipline, con particolare riguardo a quella ambientale,
per la quale ha costituito un centro di documentazione che svolge
formazione anche attraverso specifiche pubblicazioni.
ELENCO PUBBLICAZIONI STES
PONTIFICAL THEOLOGICAL FACULTY OF "SAINT BONAVENTURE" O.F.M.. CONV. SERAPHICUM Via del Serafico, 1 00142 Roma Italy BERNARD J. PRZEWOZNY, O.F.M. CONV. ECOLOGY: A BIBLIOGRAPHY
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