1. GOALS

STES (Scienziati e Tecnologi per l'Etica dello Sviluppo/Scientists and Technologists for Ethical Development) is an association founded in Rome on 9 June 1989.

The principal purpose of STES is promote a new approach to the study of science and technology, rooted in the principles of personalistic bioethic.

 This approach opens the way to the promotion of authentic human development.

 The original Members of STES, guided by Monsignor Elio Sgreccia, professor of Bioethics as the Rome Catholic University of the Sacred Heart, set as their goal the introduction of the principles of personalistic ontology in to the various fields of science, tecnology and economics.

 This goal is meant to give a new orientation to the understanding and search for solutions to the problems of the natural and human enviroment, thus contributing to the improvement of the quality of live.

 Today STES has fifty members who are professionals and experts in their various fields of study and research.

 They offer their expertise-freely and without recompense.

 Through its activities and programs, STES promotes a multidisciplinary approach to raise the awareness of people to current problems and to create a bridge between academics and who work in industry, politics and economics.

 STES therefore organizes interdisciplinary projects based on ethical principles, without attempting to replace existing public and private institutions.

 Indeed, it contributes to the greater appreciation of the respective functions of all sectors.

 STES works to create a cultural renewal thorough respect for the irreplaceable value of the human person, understood as the first agent and inspirer of culture.

 For this reason the association considers it indispensable to revive ethical and philosophical considerations in all human activities, especially in contemporary science.

 Only in this way can a positivistic and materialistic attitude be overcome.

 STES does not conduct scientific research nor technical projects, but it promotes the development and valorization of everything that may contribute to the respect for human life.

 Although it works primarily in western industrialized countries, STES nurtures a special interest for developing countries and those of the former communist block.

 In order to realize these goals and to present the results of its work in a manner that is comprehensible to as many people as possible, STES organizes courses for professionals, industrialists and producers.

 Furthermore, it publishes works for students at the preuniversity level and for centers of ethical studies interested in bioethics.

 

2. PRINCIPAL PROJECTS

Conversion of nuclear warheads for peaceful use, e.g. electrical energy production; Reduction of CO 2 levels in the atmosphere through reforestation in abandoned farm fields; Use of bioenergy sources, Documentation Center for Ethics and Environment

3. NETWORK IN ENVIRONMENTAL ETHICS

The editorial board of STES Center Ethics and Environment has been operating for three years.

 It possesses a data bank of projects which promote human development in respect for the environment and the economy, with special interest in developing countries.

 The editorial board is directed by CESA - Franciscan Center of Environmental Development SPQR - City Council of Rome STES - Scientist and Technologist for Ethical Development The projects is non profit, its costs will be recovered by promoters of projects at the international level.

 STES is especially interested in knowing about the existence of technical and scientific projects for human and environmental development.

 Send information of these projects to: STES - Via Veronica Gambara, 16 - 00137 Roma Phone +39 (0)6 86894397 - Telefax +39 (0)6 86801307
e-mail: stes@inroma.roma.it 


CONTRIBUTO DEI "BIOCOMBUSTIBILI" ALL’OCCUPAZIONE ED AL DISINQUINAMENTO

Il consumo dei combustibili fossili sia per autotrazione e riscaldamento, sia per produrre corrente tramite centrali termoelettriche, necessita di una riequilibrio in particolare nelle grandi città, comprese quelle dei paesi in via di sviluppo.

L’uso dei biocombustibili consente di prevenire l’inquinamento dell’atmosfera specie per bilanciare l’eccesso di anidride carbonica prodotto dalla combustione fossile causa dell’effetto serra (in Italia vengono emesse circa 480.000.000 di ton/anno di anidride carbonica) .

Le piante infatti durante la crescita assorbono anidride carbonica, che viene reintrodotta durante la combustione senza squilibrio per l’inquinamento.

Una chiara possibilità è consentita dunque dall’impiego dei biocombustibili. Nel merito l’energia biochimica, accumulata nelle piante per fotosintesi dell’energia solare gratuita, rappresenta un enorme (ed ignoto alla maggior parte della popolazione ) di energia alternativa.

La produzione annua di energia elettrica in Italia complessiva , cioè domestica, industriale, agricola etc.., è stata nel 1996 pari a 240 miliardi di KWh, corrispondenti ad un consumo petrolifero di circa 170 Mtep, ai quali vanno sommati altri circa 30 Mtep per consumi in autotrazione e riscaldamento per un totale di circa 200 Mtep all’anno corrispondenti ad un cubo di petrolio di circa 6 Km di lato. Si ricorda che Mtep corrisponde a milioni di tonnellate equivalenti di petrolio , in modo da includere per equivalenza di potere calorico i consumi di gas e carbone in quelli petroliferi (policombustibili fossili).

Se si introducessero fra i policombustibili anche i biocombustibili, ed in particolare l’ etanolo, miscelandolo ad esempio nell’ordine del 10% con i combustibili fossili se ne dovrebbero produrre in Italia circa 20 Mtep all’anno.

La previsione di produrre in Italia energia da biomasse corrispondente a 8 Mtep, prevista entro il 2010, necessita pertanto di un accelerazione.

I predetti 20 Mtep di etanolo sarebbero ricavabili ad esempio da coltivazioni ad alto rendimento energetico quale il sorgo cinese, piantato in circa 6 milioni di ettari, ovvero su un area dell’ordine di circa 250 x 250 kmq.

Tale area è ben ripartita tra le varie zone agricole delle regioni italiane, specie abbandonate ed è anche reperibile nei paesi europei ed in quelli in via di sviluppo e favorirebbe l’import ed export.

L’uso poi dei rifiuti urbani organici secchi, come biomassa combustibile, sia pure a minor rendimento energetico del petrolio e dell’etanolo, diminuirebbe ulteriormente sia i consumi di energia ( circa 3 Mtep all’anno ) sia soprattutto le discariche, riducendone il cumulo di anno in anno.

Altre possibile integrazione alle biomasse può venire dai residui agricoli ( biogas dei liquami ) e da quelli del legno ( ancora largamente in uso nei paesi in via di sviluppo).

Ulteriore contenimento si attua con il teleriscaldamento tramite il recupero per cogenerazione dei KW termici ottenuti dalla combustione, attualmente dispersi con impianti di raffreddamento che si limitano alla sola produzione dei Kwatt elettrici.

E’ necessaria allora una politica agricola nuova per l’uso dei biocombustibili, mai così attuale in Italia per il rilancio del lavoro agricolo sede di grave tensioni.

I ristretti limiti del contingentamento dei biocombustibili, sino alla sospensione dell’uso a fine 97, in netta controtendenza all’Europa devono essere tolti , rivedendo anche il peso fiscale dell’accisa.

La produzione agricola "non food" integrerebbe anche quella "food", consentendo anche di ridimensionare i vincoli delle quote europee specie quelle rilevanti dei paesi dell’est prossimi ad entrare nella comunità anche per acquisirne fondi monetari.

Si creerebbero così molti posti di lavoro anche nell’industria della produzione, stoccaggio e distribuzione dei biocombustibili, in maniera del tutto simile alla produzione del vino, recuperando anche le eccedenze.

Per quanto riguarda poi i carburanti, la benzina verde con i biocombustibili sarebbe veramente tale in Italia. La realizzazione delle bioraffinerie, miscelando i prodotti vegetali con quelli fossili, consentirebbe peraltro di utilizzare la rete di distribuzione dei carburanti esistenti, senza nuovi costi.

I motori delle attuali macchine nonché i bruciatori per riscaldamento non richiedono del resto particolari modifiche per l’impiego dei biocombustibili, specie con le nuove pompe ad alta pressione.

La breve panoramicità tecnica delineata consente di evidenziare che i vantaggi accennati sarebbero ben più rilevanti nei paesi in via di sviluppo ove le trazioni agricole sono ancora vive.

La produzione dei biocombustibili e l’esportazione consentirebbe di non sdradicare popolazioni da preziose culture e costumi locali e soprattutto di ridare autonomia economica e quindi dignità alle popolazioni ed all’ambiente, evitando penose emigrazioni.

I consumi elettrici più esigui di quelli italiani a fronte in generale di ben maggiori ettari a disposizione, avrebbero un riequilibrio ecologico ben più rapido.

Lo sviluppo dei biocombustibili racchiude in se pertanto valide istanze etiche e per tale ragione è da tempo promosso dalla STES: Scienziati e Tecnologi per l’Etica dello Sviluppo, organizzazione di volontariato nata a Roma nel 1989 per estendere le finalità della Bioetica alle altre discipline, con particolare riguardo a quelle ambientali per le quali ha costituito un centro di documentazione.

Tra le pubblicazioni si citano: "Rinnovate prospettive per l’agricoltura e l’ambiente", "Biocombu-stibili risorse per il sud del mondo" e "Etica ed Ambiente".

Il complesso equilibrio per i mercati locali e quelli globali specie in campo petrolifero, può essere bilanciato proprio ricorrendo alla miscelazione con i biocombustibili, peraltro conveniente anche dal punto di vista economico.

La sostituzione ad esempio della frazione antidetonante nella benzina con etanolo non necessiterebbe neanche della defiscalizzazione, in quanto il mercato agricolo può fornirlo a prezzi competitivi con quelli del piombo o di prodotti petroliferi equivalenti.

L’impiego dell’etanolo è già in uso in grandi città americane ed europee con una conseguente riduzione dell’inquinamento e dell’emissione di sostanze cancerogene.

Vale la pena ricordare che Nuvolari vinse la Mille Miglia nel 1933 usando etanolo, impiego che deve essere rilanciato in Italia, anche perché siamo stati antesignani.

Il problema fiscale connesso all’uso dei carburanti potrebbe essere rivisto spostandolo gradualmente su altre produzioni una volta recuperate le spese per gli investimenti iniziali.

In campo agricolo notevoli fondi potrebbero essere resi disponibili a livello europeo.

Tra i fondi europei ve ne sono già di non utilizzati dall’Italia per carenze di adeguate politiche agricole e di progetti specifici.

Si può, e si deve, quindi puntare verso un più rapido sviluppo dei biocombustibili sia in Italia e in Europa, sia in Paesi emergenti e questo per un concreto riequilibrio dell’economia globale oltreché dell’ecologia.

  ORGANIZZAZIONE DI VOLONTARIATO 00137 Roma - Via Veronica Gambara, 16 - Tel. (06) 86894397 - Fax (06) 86801307 E-mail. Stes@ romacivica.net

 

 

 


CONTRIBUTO DELLE BIOMASSE ALLO SVILUPPO

STES: Pierfranco Ventura

La continua evoluzione dello sviluppo dell’uomo sulla terra deve contenere le procedure per non alterare oltremodo l’ambiente, come ribadito a Kyoto.

In tale ottica le scelte pubbliche e private a tutti i livelli specie in campo ambientale, agricolo, industriale devono essere valutate politicamente ed economicamente basandosi su una concezione antropocentrica moderata. Solo l’uomo può, infatti, rimediare ai danni inflitti alla natura; una concezione biocentrica in cui l’uomo è alla pari con gli animali, le piante ed i minerali, come molte correnti ecologiste propongono, non può di fatto realizzare scelte politiche ed economiche.

Lo studio sul buon andamento della "casa" in cui abitiamo non avrebbe amministratori anche nei termini dell’etimologico "oikos".

Fra le tematiche più importanti da governare, come noto, ci sono quelle dell’impiego delle energie alternative al fianco di quelle prodotte dalle materie fossili, ed il contenimento dei rifiuti urbani nelle discariche. Una chiara possibilità in merito è consentita dall’impiego delle biomasse vegetali per produrre biocombustibili per autotrazione e riscaldamento o corrente elettrica, sia per recuperare i rifiuti organici secchi, sempre per produrre corrente elettrica, o composti per concimazione.

L’energia biochimica, accumulata nelle piante per fotosintesi dall’energia solare gratuita, rappresenta un enorme fonte di energia alternativa, che a partire dalla scoperta del legno per il fuoco, può essere ancora pienamente utilizzata ricorrendo però alle moderne tecnologie.

Sono state selezionate piante, quali ad esempio il sorgo cinese, ad alto rendimento energetico che consentono di produrre sia kilowattora elettrici sia kilowattora termici per riscaldamenti in cogenerazione senza inquinare e rivalorizzando la Difesa del suolo da sempre svolta dall’Agricoltura.

Le piante infatti durante la crescita assorbono l’anidride carbonica, che viene reintrodotta durante la combustione senza squilibrio per l’inquinamento dell’atmosfera e con residui biodegradabili al contrario della combustione da petrolio, carbone o metano. Le radici inoltre prevengono l’erosione del suolo evitando le enormi spese pubbliche per calamità alluvionali.

La biochimica vegetale si affianca ampiamente pertanto a quella delle celle a combustibili ad idrogeno o invece delle celle fotovoltaiche, che oggi vengono citate molto di più come fonti energetiche alternative ai policombustibili fossili.

L’uso poi dei rifiuti urbani organici secchi, come biomassa combustibile simile alla torba, pur con minor rendimenti energetici del petrolio, consente sia di produrre corrente elettrica, sia soprattutto di contenere il cumulo di anno in anno dei rifiuti nelle discariche. In tal caso l’impiego degli inceneritori deve essere preceduto dalla raccolta differenziata per separare specialmente la plastica dai rifiuti organici in modo da evitare emissioni tossiche quali la diossina, già peraltro evitata ad alte temperature. La raccolta differenziata consente anche l’uso dei composti come concimi al posto di quelli chimici, ritornando come già si fa in Europa alle vecchie usanze agricole in cui nulla si sprecava.

Sono evidenti pertanto i vantaggi dell’impiego delle biomasse per l’ambiente e ancor più per la costituzione di numerosi nuovi posti di lavoro nel campo agricolo "non food", in quello industriale della produzione di biocombustibili ed in quello terziario della commercializzazione.

La distribuzione peraltro non richiede alcun cambiamento. Infatti se si usa la rete delle pompe di benzina è sufficiente miscelare i biocombustibili con le benzine in raffineria per trasformarle in bioraffinerie per l’autotrazione e riscaldamento. Così appare necessario portare i biocombustibili e i rifiuti organici in particolare nelle centrali termoelettriche in modo da integrare i policombustibili fossili per produrre energia elettrica impiegando impianti di alta qualità.

E’ evidente peraltro che tale vantaggi ambientali e di lavoro non si attuano perché toccano gli interessi petroliferi e del metano proprio nel periodo in cui è crollato il prezzo del barile ai valori precedenti la crisi petrolifera del 1973, per eccesso di produzione e carenza di vendita. Ancora peggio in Italia si andrebbe ad intaccare l’elevatissima accisa sui prodotti petroliferi, che con la "carbon tax" continua a crescere per sostenere la spesa pubblica e l’ingresso in Europa.

In tale situazione è opportuno evidenziare ancora che l’impiego dei biocombustibili è particolarmente utile nei Paesi in via di sviluppo, la cui vocazione agricola è tuttora la più attuabile. Si può dare autonomia economica e quindi dignità a tali popolazioni ed all’ambiente, evitando penose migrazioni e sradicamenti di preziose culture e costumi locali. Per tale ragione si è citato ad esempio il sorgo cinese, non solo sotto l’alto profilo energetico. Tale autonomia consentirebbe lo sviluppo dei mercati e dei consumi in senso positivo, per cui ne avrebbe vantaggio lo stesso mercato petrolifero adottando la miscelazione che materializzerebbe la sussidiarietà. Analogamente lo Stato potrebbe recuperare nel tempo il gettito fiscale sulla "biotax" anziché la "carbon tax". Ciò preverrebbe il disinquinamento anziché accrescere le spese per disinquinare.

La crescita di imprese nel campo ambientale attenuerebbe poi la delocalizzazione della produzione verso paesi più permissivi a causa della povertà e della totale assenza di clausole sociali sui contratti sindacali di lavoro.

Miscelare i carburanti procurerebbe quindi un riequilibrio economico mondiale evitando di intaccare gli interessi petroliferi in quanto si potrebbero aprire i mercati asiatici ed africani, come verificatosi di fatto, per aspetti più consumistici, con il tabacco. Tale esempio è fatto solo per inquadrare le biomasse nelle leggi del mercato, contribuendo però a ribilanciare l’economia e a disinquinare anche le varie Città del Messico, Manila, Nairobi, ancor più irrespirabili delle nostre capitali europee.

In queste ultime l’impiego dei biocombustibili è già in atto con immediato calo dei microgrammi per metrocubo di particelle cancerogene, senza consentire il traffico alle sole auto dotate di marmitta catalitica, come accade solo in Italia, lasciando impiegare però una benzina "verde" in cui di vegetale non c’è nulla.

I notevoli fondi strutturali europei attualmente ricevuti in campo agricolo dovrebbero proprio essere impiegati per la produzione delle biomasse, togliendo il contingentamento in modo da far nascere tante imprese, specie giovanili ed in zone depresse economicamente e rilanciare il lavoro nelle campagne.

E’ necessario allora che lo Stato protegga fortemente gli interessi petroliferi e metaniferi per non rovinare altri posti di lavoro, riducendo la pressione fiscale e favorendo il recupero dei guadagni sull’avvio della miscelazione, ad esempio al 10%.

L’attuale costo parte da 110£/lt petrolio grezzo, ben lontano dalla notevole incidenza italiana dell’accisa (più che tripla di quella europea) che va spostata, come prima detto, portando la pressione fiscale sulla vendita matura delle biomasse. Un deciso avvio in Italia della raccolta differenziata dei rifiuti urbani con idonea pubblicità e divulgazione nelle scuole, come largamente in atto in tutti i paesi europei, consentirebbe di contenere le aree destinate alle discariche nonché tutte le spese per controllarle. Si renderebbero eque le cartelle esattoriali sui rifiuti riducendo le spese per onerose opere civili di contenimento ed ancora più di reperimento e gestione di nuove aree, per non parlare delle discariche abusive. Anche questo riciclaggio dei rifiuti in composto per concime o in energia elettrica, creerebbe nuovi posti di lavoro prevenendo, anziché intervenendo a posteriori, il miglioramento dell’ambiente e rendendo autonome le persone aumentandone il reddito e quindi il gettito fiscale. Anche qui lo Stato deve emanare leggi per innescare il cambiamento. Continuare ad irrigidire e basare l’economia solo a favore del petrolio, per tornare alla tematica dei biocombustibili, significa, di fatto, precipitare nell’attuale crollo del prezzo del barile con ripercussioni gravi proprio nei paesi poveri produttori di petrolio, che invece potrebbero avvalersi del rilancio dell’agricoltura da biomassa. L’impiego delle biomasse racchiude in sé pertanto valide istanze Economiche, Ecologiche ed Etiche che per tali ragioni, dette "le tre E", sono da tempo promosse dalla STES "Scienziati e Tecnologi per l’Etica dello Sviluppo", organizzazione di volontariato culturale, nata dieci anni fa, per estendere le finalità della bioetica alle altre discipline, con particolare riguardo a quella ambientale, per la quale ha costituito un centro di documentazione che svolge formazione anche attraverso specifiche pubblicazioni.


ELENCO PUBBLICAZIONI STES  

  1. STES (a cura di), Conversion of nuclear warheads for peaceful purposes, International Symposium, Roma, Palazzo Doria, 15 - 17 giugno 1992, Procedings Vol. I
  2. Fondazione Alcide De Gasperi STES (a cura di), Conversion of nuclear warheads for peaceful purposes, International Symposium, Roma, Palazzo Doria, 15 - 17 giugno 1992, Procedings Vol. II, Working papers
  3. Fondazione Alcide De Gasperi STES (a cura di), Conversion of nuclear warheads for peaceful purposes, International Symposium, Roma, Palazzo Doria, 15 - 17 giugno 1992, Procedings Vol. III, Programme and final documents
  4. STES (a cura di), Progetto di ricerca: contenimento del livello di CO2 nell’atmosfera. Convenzione MAF – STES 12 dicembre 1991, 4 volumi (la ricerca è stata conclusa nel marzo 1994)
  5. Centro Studi Arceviesi – STES (a cura di), Rinnovate prospettive per l’agricolutra e l’ambiente, Atti del Convegno, Arcevia (Ancona), 14 aprile 1996
  6. ASAL – STES (a cura di), Biocombustibili risorsa per il Sud del mondo, (Mini – progetto cofinanziato dalla UE) febbraio 1997
  7. Istituto di Bioetica Università Cattolica del S. Cuore – STES, Etica dell’Ambiente, a cura di Elio Sgreccia, Maria Beatrice Fisso, "Medicina e Morale", supplemento al n. 3/1997

 

 


PONTIFICAL THEOLOGICAL FACULTY OF "SAINT BONAVENTURE" O.F.M.. CONV. SERAPHICUM Via del Serafico, 1 00142 Roma Italy BERNARD J. PRZEWOZNY, O.F.M. CONV. ECOLOGY: A BIBLIOGRAPHY

 

  1. St. Francis of Assisi and the Social Construction of Reality, in Miscellanea Francescana 83 (1983) 157 – 176;
  2. St. Francis and Ecologists: Their Different Inspirations, in Miscellanea Francescana 84 (1984) 544 – 560; reprinted in A. Blasucci, et ali, Contributi francescani. Filosofia, teologia, storia. Studi in onore di P. Lorenzo Di Fonzo, Rome: Miscellanea Francescana, 1985, pp. 204 – 220; partial reprint Sw. Franciszek i ekologowie. Ich rozne inspirazje, in Biuletyn "REFA" 4 (1992) 8 – 16;
  3. Un appello per cinque continenti, et ali, in Italia Nostra 254 (Dicembre 1987) 16 – 18;
  4. Elements of a Catholic Docrtine of Humankind’s Relation to the Environment, in miscellanea Francescana 87 (1987) 223 – 255; Elementy katolickiej nauki o relacji ludzkosci do srodowiska naturalnego, in Biuletyn "REFA" 5 (1993) 8 – 24;
  5. Il "Problema ecologico", "Sollecitudo rei socialis", Riflessioni sull’Enciclica di Giovanni Paolo II a vent’anni dalla "Populorum progressio", in L’Osservatore Romano, venerdì, 18 Marzo 1988, pp. 1 e 4; reprinted in M. Agnes, a cura di, L’uomo misura dello sviluppo, Quaderni de L’Osservatore Romano, 7, Città del Vaticano: Libreria Editrice Vaticana, 1988, pp. 81 – 89; reprinted in San Francesco Patrono d'Italia 5 (1988) 28 - 39; reprinted in Eco. Il notiziario dell’ecologia 9 / V I (ottobre 1988) 11 – 14; reprinted in Luce serafica 59 (gennaio – febbraio 1988) 51 – 60;
  6. Ritorniamo in armonia con il creato, in L'Osservatore Romano Domenica, n. 180, 31 luglio 1988, p. 5;
  7. A scuola da Francesco, in Il missionario francescano L I V/6 –7 (1988) 8 – 10;
  8. Ecologia problema morale, in Testimoni, anno X I I, 43/3 (15 febbraio 1989) 7 – 10;
  9. De fundatione Instituti, cui nomen: "Centro Francescano di Studi Ambientali", in Commentarium OFMConv 86 (1989) 149 – 158 (testo italiano), 159 – 168 (testo inglese);
  10. Icona del Creatore, in Frate Francesco 10 (dicembre 1989) 6 – 11;
  11. et ali, Conclusion and Final Considerations, in G.B. Marini – Bettòlo, ed., A Modern Approach to the Protection of the Environment, Scripta Varia, 73, Vatican, Pontificia Academia Scientiarum, 1989, pp. 583 – 590;
  12. Dal dire al fare. Il cristiano in quanto tale è interpellato dalla crisi ambientale a dare risposte concrete, in Frate Francesco 5 (maggio 1990) 32 –33;
  13. A tu per tu con l’ambiente. Il ruolo delle religioni monoteistiche, in Frate Francesco 7 (settembre 1990) 28 – 29;
  14. et ali, Conclusion, in G.B. Marini – Bettòlo, ed., Agriculture and the Quality of  Life: New Global Trends, Scripta Varia, 77, Vatican, Pontificia Academia Scientiarum 1990, pp. 325 - 343;
  15. La dimensione culturale ed etica della crisi ambientale, in Città di Vita X V L / 2 (1990) 165 – 184; reprinted in ACLI Oggi XXIX/121 (1 maggio 1991) 8 – 13; reprinted in Politica globale. Salvare e risanare l’ambiente. Risanare e salvare la politica, progetto e coordinamento di C. Boggio, Genova: Marietti, 1991 pp. 39 – 57;
  16. Il Centro Francescano di Studi Ambientali, in AA.VV., Gli italiani per San Francesco, Assisi: Casa Editrice Francescana, 1990, pp. 57 – 60;
  17. L’ambiente nelle tre religioni e il rapporto con la mobilità, in Convegno Internazionale: Nuove mobilità delle popolazioni mediterranee come fattore di convivenza e di dialogo fra le tre grandi religioni monoteiste, Roma: CESVAM Centro Sviluppo Area Mediterranea, 1990, pp. 47 – 52;
  18. The Seoul Convocation on Justice, Peace and the integrity of Creation, in Miscellanea Francescana 90 (1990) 263 – 298;
  19. La tutela dell’ambiente nel Magistero di Giovanni Paolo II, in Miscellanea Francescana 90 (1990) 377 – 418; reprinted in Credereoggi 17/4 (1992) 30 – 41; Ochrona srodowiska w nauczanju Jana Paula II, in Chronic by przetrwac, Niepokalanow: Wydawnictwo Franciszkanow, 1992, pp. 21 –29;
  20. Safeguarding Nature, in Praying with the Church 1991 3 (July September 1990) 261 – 265;
  21. Giovanni Paolo II, La visione cristiana dell’ambiente, Testi del Magistero Pontificio, a cura di P. Bernardo J. Przewozny e con l’introduzione L’ambiente nel magistero di Giovanni Paolo II, Pisa: Giardini Editori e Stampatori, 1991, pp. 176;
  22. Ambiente non solo. Ambiente e tradizione cristiana, in Sport e lavoro 1 (gennaio – febbraio 1991) 33 –35;
  23. L’ambiente tra morale e ideologia, intervista in L’Altra Italia 1/ I I I (gennaio-febbraio-marzo 1991) 20 – 21;
  24. "Un altro tipo di angelo". Un’antica frase per indicare l’uomo coinvolto nella creazione, in Frate Francesco 4 (aprile 1991) 29 – 32;
  25. Ethics and the Environment in Man – Environment and Development: Towards a Global Approach, Nova Spes IV th Nobel Prizewinners Meeting, a cura di P. Blasi and S. Zamagni, Roma: Nova Spes International Foundation Press, 1991, pp. 47-58;
  26. L’ambiente nell’enciclica "Centesimus annus", in Studi Sociali 7/8 (1991) 25 –38; reprinted in Miscellanea Francescana 91 (1991) 121-139; partial reprint Importanza ella "Centesimus annus" per una visione cristiana della questione ambientale, in L’Osservatore Romano, venerdì 12 luglio 1991, p. 4; reprinted in Civitas XLI I /6 (novembre–dicembre 1991) 33-43; reprinted in AA.VV., L’Ambiente come specchio dell’uomo: tra educazione e progetto, Roma: ENEA/CFSA, 1995, pp. 3-10;
  27. "Centesimus annus": Cultura verde e dottrina cristiana, in Metafora Verde I I /5 (giugno-luglio 1991) 7 - 9, 17 - 18;
  28. Ecologia e Vangelo. A tu per tu. Persona e natura: un rapporto sempre più coinvolgente, in Frate Francesco 7 (settembre 1991) 22 - 24;
  29. Integrity of Creation: A Missionary Imperative, in W. Jenkinson and H. Sullivan, eds., Trends in Mission: Toward the Third Millenium; Essays in Celebration of Twenty - Five Years of SEDOS, Maryknoll, NY: Orbis Press, 1991, pp. 249 - 256; reprinted Integralnosc stworzenia - imperatyw misyjny in Biuletyn REFA 5 (1993) 55 - 66;
  30. Il rispetto dell'equilibrio dell'ecosistema come necessità etica, in E. Sgreccia e V. Mele, a cura di, Ingegneria genetica e biotecnologie nel futuro dell'uomo, Milano: Vita e Pensiero, 1992, pp. 279 - 298; reprinted Niektore rozwazania na temat etyki srodowiska in Humanizm ekologiczny, vol. 2, Kryzys idei postepu: Wymiar ekologiczny, a cura di S. Kyc, Lublin, Politechnika Lubelska, 1993, pp. 29 - 43;
  31. The Catholic Church and Ecological Concern, in Pontificium Consilium pro Dialogo inter Religiones Bulletin XXVII/1 (1992) 40 - 47;
  32. La crisi ambientale problema cristiano e morale, in Arcobaleno di pace II/1 (gennaio - febbraio 1992) 10 - 12;
  33. Siamo troppi o troppo pochi?, intervista con Gianfranco Bologna, a cura di Fulvia Fazio, in La Nuova Ecologia XII/4/97 (aprile 1992) 34 - 35;
  34. Preface to Towards an Ethic of respect for Life, An Anthology of texts chosen by L. de Guttry and illustrated by E. Bracciolini de Guttry, Roma: Fratelli Palombini Editori, 1992, p. 4; reprinted in Italian edition, Per un'etica del rispetto per la vita, ecc., p. 4;
  35. Some Catholic Principles of the International Management of the Environment, in Tribunale internazionale dell'ambiente, a cura di A. Postiglione, Roma: Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Libreria dello Stato, 1992, pp. 53 - 63;
  36. Considerazioni etiche del diritto all'ambiente in Il diritto umano all'ambiente. Ipotesi di modifiche costituzionali, Trapani: Italia Nostra, 1992, pp. 32 - 35;
  37. La creazione, opera di Dio, in Io credo, a cura di G. Giorganni, Roma: Editrice Rogate, 1992, pp. 63 - 68;
  38. L'uomo, vertice della creazione, ib., pp. 69 - 76;
  39. L'uomo, vertice e custode della creazione, in L'Osservatore Romano, 7 giugno 1992, p. 2: reprinted in Fraternità XIX/2 (1992) 9 - 10;
  40. Alla ricerca di un accordo, in Fraternità XIX/2 (1992) 16 - 18;
  41. Con Francesco per l'ambiente (intervista), in Messaggero di Sant'Antonio, 95/1080 (ottobre 1992) 34 - 35;
  42. L'educazione ambientale e la sapienza, in L'educazione ambientale nella scuola del futuro, a cura di R. Semeraro, D. Goffredo e B. J. Przewozny, Roma: CFSA (Centro Francescano di Studi Ambientali) - ENEA (ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente), 1993, pp. V I I - X;
  43. a cura di, Ara Viridis. Alberi e piante nelle culture religiose, con introduzione (pp. 13 - 15), Roma: CFSA (Centro Francescano di Studi Ambientali) - MAF/CFS (Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste/Corpo Forestale dello Stato), 1993, pp. 127;
  44. Earth: Our Home for Justice and Peace, in Justice and Peace: Strategies and Stumbling Blocks, Conference Report 7, Life & Peace Institute, Uppsala, July 1994, pp. 17 - 30;
  45. et ali, Conclusions, in G.B. Marini - Bettòlo, ed., Man end His Environment: Tropical Forests and the Conservation of Species, Scripta Varia, 84, Vatican Pontificia Academia Scientiarum 1994, pp. 427 - 439;
  46. La posizione della Chiesa cattolica sull'espansione demografica in vista della Conferenza del Cairo, in Panda XXVIII / 7 (1994) 16 - 17;
  47. L'ambiente e lo sviluppo nel Mediterraneo, in Studi sociali XXXIII/9 (1994) 17 - 21;
  48. The Catholic Church and Ecological Concern, in Tro & Tanke, Svenska Kyrkans Forskningsrad 5 (1995) 53 - 59;
  49. The Catholic Church and Ecological Concern, revised version, in Towards the World Governing of the Environment, a cura di A. Postiglione, Venice: International Court of the Environment Foundation (ICEF), IV International Conference, 2 -5 June 1994, Venice, Italy, Rome: 1994, pp. 329 - 335; reprinted in the revised edition of Towards the World Governing of the Environment, edited by G. Cordini and A. Postiglione, IV International Conference, 2 - 5 June 1994, Venice Italy, International Court of the Environment Foundation (ICEF), Pavia, Iuculano Editore, 1997, vol. II, pp. 421 - 425;
  50. The Catholic Church and Ecological Concern, revised and enlarged version, in A. Thottakara (a cura di), Eco - Spirituality: Perspectives from World Religions, Centre for Indian and Inter - Religious Studies (CI I S), Rome 1995, pp. 157 - 189;
  51. Ambiente - Ecologia, in Dizionario francescano, Padova: Ed. Messaggero, 1995, coll. 25 - 36;
  52. Presentazione (pp. V I I - V I I I) e Alcune considerazioni etiche sul rapporto popolazione - risorse alla luce dell'Enciclica "Centesimus Annus" (pp. 3 - 10), in B. J. Przewozny e R. Semeraro (a cura di), L'Ambiente come specchio dell'uomo: tra Educazione e progetto, Serie manuali, Roma: ENEA - CFSA, 1995;
  53. O.G. Tandberg, G.B. Marini - Bettòlo, and B. J. Przewozny, a cura di, The Earth Charter: A Contribution toward Its Realization, Rome: CFSA, 1995, pp. 70;
  54. San Francesco ambientalista, in Biblioteca Francescana Sarda VI (1995) 295 - 306;
  55. Opportunities and constraints in monitoring chemical hazards by religious organizations, Report to Working Group on : Chemical Hazards in Developing Countries, 21 - 23 October 1993, organized by the Pontifical Academy of Sciences, in The Science of the Total Environment, An International Journal for Scientific Research into the Environment and its Relationship with Man, vol. 188, Supplement 1 (september 1996) S 130 - S 132;
  56. Alberi e piante nella tradizione cristiana, in Rendiconti della Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL, Memorie e scienze fisiche e naturali, a cura di L. Amerio et ali, Atti del Convegno, Roma, 11 Novembre 1994, a cura di D. Bagnara, Serie V, Vol. XXI, Parte II, Tomo I, 1997, Roma, Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL, 1997, pp. 137 - 142;
  57. The Christian Contribution: Scientific and Spiritual Approaches, in The Earth under Care, Spiritual and Cultural Approaches to the Challenges for a Sustainable Planet, The Klingethal Appeal and Contributions from the October 1995 Symposium, edited by Jean - Pierre Ribaut and Marie - Josè del Rey, Paris, La Librairie FPH, Dossiers pour un dèbat, no. 73 bis, 1997, pp. 41 - 42; testo francese Contribution chrètienne: Les approches scientifiques et spirituelles, in L'usufruit de la terre, etc., pp. 41 - 42;
  58. The New Frontiers: Bioethics and Ecology, in Le radici della bioetica, Atti del Congresso Internazionale, Roma, 15 - 17 febbraio 1996, a cura di E. Sgreccia, V. Mele, e G. Miranda, Milano, Vita e Pensiero, 1998, vol. I, pp. 143 - 154;
  59. Conferenza internazionale sul clima: Si fermerà l'agire imprevidente dell'uomo contro l'ambiente?, in S I R 87 (10. X I I. 1997) 13.

INTERVIEWS

  1. N. Salvatori, La Chiesa e la natura: questo è il nuovo comandamento. Undicesimo: non inquinare, colloquio con Padre Bernard Przewozny, in Airone 90 (ottobre 1988) 74 - 93;
  2. S. Sanna, "Questione ambiente" nel segno di Francesco, in Fraternità XVI/3 (1989) 18 - 19;
  3. S. Sanna, "Questione ambiente" problema reale, in Fraternità XVI/4 (1989) 16 - 17;
  4. S. Sanna, "Questione ambiente" problema culturale e morale, in Fraternità XVII/2 (1990) 20 - 21;
  5. C. M.. Daclon, Per una teologia dell'ambiente, in GEA [Governo locale ed economia dell'ambiente] 5 (settembre - ottobre 1990) 22 - 26;
  6. Z. Relota, Franjevci e ekologija, in Veritas 10/334 (1991) 6 - 7;
  7. F. Pascarito, Alla ricerca di un'etica ambientale, in La Discussione XL/6 (2 febbraio 1992) 26;
  8. R. Kidder, Bernard Przewozny: Global Environmentalism and a Life - Liberating Ethic, in Shared Values for a Troubled World, San Francisco: Jossey - Bass Publishers, 1994, pp. 72 - 83;
  9. E. Salvatori, Due religioni allo specchio: Buddhismo e Cristianesimo trovano nella contemplazione e nel rispetto dell'ambiente il comune denominatore, in Airone 176 (dicembre 1995) 104 - 113.