Metropolis

(Provincia di Roma)

anno III n° 9  10 dicembre 2000

 

Una iniziativa di Palazzo Valentini: perché sappiano o non dimentichino

 

DEDICATE AI GIOVANI

LE GIORNATE DELLA SHOAH

 

La Provincia di Roma ha voluto partecipare concretamente alla manifestazione I giorni della

memoria e della Shoah dello scorso dicembre. Prima con la mostra Jamais plus al Complesso del Vittoriano, poi con le giornate  dedicate soprattutto ai giovani perché sappiano e non dimentichino di Palazzo Valentini che ha ospitato il    convegno storico dell’associazione nazionale Miriam Novitch. La mostra Jamais Plus di Georges de Canino  ha scritto il presidente della

Provincia di Roma Silvano Moffa  uno dei maggiori interpreti della cultura e della civiltà ebraica, si inserisce nelle giornate denominate I giorni della Memoria e della Shoah che lAmministrazione Provinciale di Roma ha organizzato nell’ambito dei programmi culturali e artistici del Giubileo 2000.

Le sue opere, impegnate da più di trent’anni sui temi dell’ebraismo e della deportazione, rappresentano un esempio di arte totale, caratterizzata dalla fusione di tecniche espressive e di vari linguaggi.

Una fusione d’arte che si completa di ulteriori significati grazie al suggestivo allestimento nel Complesso del Vittoriano ai Fori Imperiali.

La mostra di Georges de Canino fornisce un elevato valore culturale alle giornate dedicate al ricordo di quei tragici eventi, per non dimenticare e riscoprire assieme, anche attraverso l’arte, quei valori attorno ai quali sia possibile costruire una società civile e rispettosa della dignità umana.

Sulla mostra è stato realizzato un volume, curato da Francesca Pietracci; la pubblicazione ha avuto una serie molto autorevole di patrocini, oltre l’alto patronato della Presidenza della Repubblica e la

Collaborazione di associazioni e dei rappresentanti della Provincia, Carrino, Monni, Gironi,Battisti e Bracci; e ancora un comitato scientifico presieduto da Adolfo Perugia e un comitato d’onore con Vassalli, Amendola, Levi, Taviani ed altre personalità del mondo ebraico.

Nella parte iniziale del libro, dopo Silvano Moffa, hanno scritto l’ambasciatore israeliano in Italia

Yehuda Mulo, Pietro Amendola segretario generale dell’Anppia, l’ex guardasigilli Giuliano

Vassalli, il segretario generale della Fondazione Caschi Bianchi Europa Loris Facchinetti, il

Presidente dell’Associazione Miriam Novitch Adolfo Perugia, Elvira Sabatini Paladini direttrice del

museo storico della Liberazione di Roma e il generale ispettore Michele Ricci. Riprodotte anche due lettere a Georges de Canino di Oreste Bisatta Terracini e di Carla Capponi, recentemente scomparsa, ed una lunga serie di scritti e poesie di studiosi e superstiti, sul significato della memoria storica e la serie, molto suggestiva, delle opere grafiche e pittoriche di de Canino.

Poi il convegno che ha visto la partecipazione numerosa degli studenti delle scuole superiori.

All’incontro sono intervenuti, durante tutte e tre le giornate, Alberto Angelini e Adolfo Perugia,

rispettivamente segretario generale e presidente dell’associazione nazionale Miriam Novitch

e Georges de Canino, direttore. artistico dell’evento. Insieme a loro i rappresentanti di associazioni e istituti di rilievo internazionale come Pasquale Bandiera, presidente della Lega dei Diritti dell’uomo; Oreste Bisazza Terracina, governatore dell’Università ebraica di Gerusalemme; Francesco Cavalera, presidente dell’associazione nazionale Reduci Prigionia,Internamento, guerra di Liberazione e il prof. Francesco Omodeo Zorini presidente dell’Istituto storico della Liberazione di Novara.

Protagonisti del convegno sono stati i sopravvissuti, gli ultimi superstiti della memoria della Shoah, tra questi ricordiamo Giulia Spizzichino, che ha avuto 18 familiari deportati e 7 alle fosse Ardeatine.

Alla giornata conclusiva hanno preso parte, tra gli altri, Martino Scovacricchi, già sottosegretario alla Difesa, membro dell’assemblea del Consiglio d’Europa, internato nei lager di Siedlce, Sandboster e Witrendorf e Giuliana Lestini, insignita dallo stato di Israele del riconoscimento Giusto delle nazioni  Yed Vashem  a Gerusalemme, per aver salvato insieme al padre e alla

madre  quaranta ebrei italiani, nascondendoli nella cupola della chiesa di San Giovacchino in Prati, chiesa dei cui lavori era appaltatore il padre. Con la loro testimonianza e quella degli altri relatori hanno voluto lanciare un messaggio importante agli studenti del De Sanctis e del Machiavelli presenti a Palazzo Valentini, affinché le nuove generazioni divengano eredi dei ricordi e alla luce dei fatti passati  imparino a lottare contro tutte le violenze,in ogni parte del mondo e a fianco dei popoli perseguitati,per edificare la pace.

La storia  ha dichiarato il presidente Silvano Moffa, a margine dell’incontro  e il modo di

raccontarla è al centro in questo momento di un dibattito politico. Ritengo necessano dare alla memoria quella grande importanza che ha, al di là delle passioni politiche di ognuno, affinché non si cada nella rassegnazione e chi non ha vissuto i fatti in prima persona non si assuefaccia al punto di considerarli normali.

Il vice presidente del Consiglio provinciale di Roma, Massimo Bugli, ha portato i saluti

dell’amministrazione e dell’intero Consiglio:

Desidero ringraziare gli organizzatori della manifestazione ha affermato Bugli perché ritengo che

questo incontro rappresenti un punto di partenza verso altre iniziative future con le stesse finalità. Auspico anche che con il prossimo millennio si avvii una stagione nuova all’insegna della solidarietà e della pace. Tutto questo dipenderà soprattutto dai giovani, che potranno costruire una società fondata sulla libertà, sulla giustizia e sulla verità.

Bisogna evitare a ogni costo ha dichiarato Adolfo Perugia, chiudendo i lavori  che episodi tragici

come quelli della deportazione ebraica si ripetano in futuro. I nostri ragazzi devono quindi vigilare ogni giorno perché il pericolo è in agguato sempre e ancora oggi la democrazia e la libertà sono minacciate in molti paesi. Occorre soprattutto lottare per difendere i dir dell’uomo contro la discriminazione per costruire un mondo migliore.

Questo evento, voluto dalla Provincia di Roma è un evento storico molto importante. Ritengo infatti che l’amministrazione provinciale abbia dimostrato molto coraggio nel dare avvio a un percorso, che pone la memoria al centro della ricostruzione storica a beneficio delle nuove generazioni.

Alla giornata finale del convegno sono intervenuti inoltre, Gi seppe Varon, deportato a Birkena Martino Contu, ricercatore storia del Centro studi Sardegna, Europ America Latina; Carlo Figari, vi direttore del quotidiano L’unione sarda; Giorgio Israel, ordinario Storia delle matematiche e

storica della Scienza; Carlo Castellani, glio di un caduto nell’eccidio di Storta; Antonio Lisi, biografo e con cittadino di Gioacchino Gesmond e Don Pietro Pappagallo morti alle fosse Ardeatine e dei quali ha rievocato la memoria; Gioacchin Londynski, argentino, il quale ha parlato dell’America Latina,del regime militare e dei desaparecido argentini; Rosario Militello che ha testimoniato la storia della sua deportazione a Mauthausen.

Durante la tre giorni di Palazzo Valentini hanno presenziato partecipando ai lavori, gli assessori Learc Saporito e Marco Daniele Clarke.

Cristiano Carocci, portavoce della Provincia di Roma, ha sottolineato, infine, l’impegno della Provincia a fianco di chi soffre per i pace e perla libertà. In questo modo  ha dichiarato Caroccì

attraverso una delle più grandi manifestazioni organizzate per ricordar la Shoah, la politica fa un passo dietro rispetto a chi ha subito violazioni della libertà e dei diritti umani e civili.