Raccolta per il museo 

Yad LaYeled

sui bambini  della Shoa'

Kibbutz Lohamei Haghetaot

 Israele 

 

Foto tratta da: "Un Mondo Scomparso" di Roman Vishniac

   In Israele, presso il museo Beit Lohamei Haghetaot, e' stata intrapresa la cosruzione dello Yad LaYeled, un memoriale destinato alla commemorazione del milione e mezzo di bambini ebrei uccisi nei campi di sterminio nazisti. Fu Miriam Novitch, che con instancabile coraggio denuncio' per anni le atrocita' commesse; fu lei ad ideare il progetto di questo memoriale. E' in accordo con il suo spirito e la sua fede negli ideali antifascisti e antirazzisti che, l'Associazione Nazionale Miriam Novitch, ricorda i cinquecentomila bambini zingari uccisi nei lager nazisti.
   Il sacrificio di bambini innocenti, martiri della Shoa', resti perennemente vivo e rappresenti un monito costante per il mondo intero, contro la barbarie e gli eccidi di ogni giorno.
 
 
Un'essere umano muore, muore due volte. 
   La prima volta quando e' morto fisicamente. 
   La seconda volta quando e' dimenticato. 
   Noi esseri umani che siamo vivi oggi, che ci preoccupiamo del domani, non dobbiamo permettere a noi stessi di dimenticare l'assassinio di un milione e mezzo di bambini ebrei. 
   Non possiamo ignorare la loro morte se vogliamo raggiungere il nostro obiettivo, la nostra meta, un futuro piu' sano e piu' sicuro, un mondo migliore per noi. 
   Ricordandoci di loro, noi ricordiamo a noi stessi in quale abisso il mondo possa scivolare quando smettiamo di tener desta l'attenzione, quando diventiamo indifferenti e permettiamo a noi stessi di essere guidati da uomini malvagi, che arrogano la prerogativa di decidere quali persone abbiano il diritto di vivere e di occupare uno spazio su questo pianeta, e quali vicini non abbiano diritto alcuno. 
   Nella mia citta' Chodecz, nella Polonia nord occidentale, dove sono nato nel 1927 e dove la mia famiglia ha vissuto fino al 1940, quando siamo stati mandati prima al ghetto di Lodz e poi io sono stato mandato ad Auschwitz-Birkenau, in quella piccola citta' vivevano altri settecento ebrei. Quando vi sono ritornato nel 1945, dopo la fine della seconda guerra  mondiale, ho scoperto che solo quattro di noi erano sopravvissuti: quattro su settecento! 
   Uno dei miei ricordi all'inizio della guerra, quando non avevo ancora 13 anni e di aver assistito all'assassinio, da parte delle truppe delle SS, di alcuni dei miei giovani coetanei ebrei, miei compagni di scuola e di cheder. 

   Vivo con la visione di questo ricordo. 
   So che e' successo, ma mi e' tuttora difficile comprenderlo. 
   Tra i miei amici assassinati c'erano alcune persone straordinarie che brillavano come stelle, sia a scuola che al cheder. 
  Nel milione e mezzo di bambini ebrei che sono stati assassinati c'erano tanti, tantissimi bambini e bambine straordinari, dalle doti straordinarie. 
   Il mondo di oggi sarebbe molto piu' ricco nell'arte, nella musica, nella poesia, nelle scienze, in ogni campo in cui si manifesta la creativita' umana, se essi fossero vissuti. 
   E noi siamo tutti molto piu' poveri perche' non li abbiamio oggi tra noi. 
   Nella nostra epoca, alcuni di noi hanno visto con i loro occhi come un manipolo di uomini decisi e malvagi, infiammati dall'odio e dalle false teorie filosofiche, guidati dalla brama di potere, possa riuscire quasi a capovolgere un mondo sano e a condurre milioni di persone alla tomba. 
   Se dovessimo ascoltare ora le voci di quei bambini, essi ci direbbero, non solo che dobbiamo ricordarci di loro, ma anche che dobbiamo vigilare. 
   Perche' un mondo piu' sano e piu' sicuro per il domani dei nostri figli non puo' essere costruito sull'indifferenza verso tutto cio' che avviene intorno a noi.

   

testo di: Roman Halter "I Bambini dell'olocausto"
tratto da: "Tornera' la tua infanzia e giocheremo..." Riflessioni fotografiche 1966-1993

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