ROMA: NUOVO CORVIALE
miti, utopie, valutazioni

NICOLETTA CAMPANELLA


L'analisi di Corviale si colloca nel quadro degli studi sulle comunità periferiche metropolitane promossi dalla cattedra di Sociologia urbana e rurale dell' Università di Roma "La Sapienza ".
La ricerca, condotta da Nicoletta Campanella (sociologa e giornalista), è stata pubblicata nel 1995 dall'editore Bulzoni nella collana diretta da Franco Martinelli (Docente Universitario di Sociologia Urbana) Roma società e realizzata in edizione speciale per il Comune di Roma (400 copie) con il contributo di BNL, Banca di Roma, Monte dei Paschi di Siena.
La prefazione: "Un monumento della città teorica" è di Francesco Perego.

Obiettivo della ricerca, durata quattro anni, è stato individuare le condizioni di vita, le aspirazioni, i bisogni, il grado di soddisfazione degli abitanti della periferia romana.
La scelta su cui concentrare l'attenzione è caduta su Nuovo Corviale per un precedente lavoro dell'autrice, svolto sul territorio della XV e sfociato in una pubblicazione promossa dal Consiglio della Circoscrizione stessa.

Il Nuovo Corviale è un complesso edilizio che si sviluppa per la lunghezza di circa un chilometro, la struttura portante è in cemento armato, i tramezzi sono pannelli di gesso prefabbricati.
Il Palazzo Chilometro è alto nove piani, più due per cantine e seminterrato, 1202 appartamenti , in cinque corpi; esiste un edificio più basso in parallelo ed una terza costruzione posta trasversalmente.
Al di là dell'anello stradale principale c è un centro scolastico con una materna, una elementare ed una media. Il complesso comprende un anfiteatro all'aperto (terzo lotto),una sala per riunioni (quarto lotto) e cinque sale condominiali; il quarto piano, per tutta la sua lunghezza, è destinato a botteghe artigiane e servizi.

L'originale edificazione, oggetto di innumerevoli, spesso inopportune, attenzioni da parte della stampa romana, si richiama, come radice culturale, alle teorie dell'architetto francese degli anni venti, Le Corbusier.
Il comprensorio, che fa parte delle aree destinate dalla Legge 167 all'edilizia economica e popolare, è stato edificato dallo IACP della Provincia di Roma che ha affidato il disegno all équipe di 23 progettisti diretta dall'architetto Mario Fiorentino.
La prima pietra venne posta il 12 maggio del 1975, mentre le prime case sono state consegnate nell'ottobre del 1982.
Considerato il fatto che Corviale risulta spesso al centro dell'attenzione da parte di mass media, architetti, urbanisti, oltre che di sociologi, il libro approfondisce le motivazioni, o comunque le varie tappe, che hanno portato alla realizzazione di un tale palazzo.

La ricerca coniuga il metodo qualitativo, condotto per mezzo delle biografie, che dà la possibilità di penetrare la realtà di questi gruppi con la dovuta profondità , con una analisi dei dati demografici che permettono di focalizzare al meglio l'ambiente socioeconomico di cui si parla.
Sono stati così intervistati venti inquilini che hanno avuto l'alloggio legalmente dallo Iacp, chiamati assegnatari , e venti inquilini del quarto piano, gli occupanti . Le domande vertono sui vari aspetti della vita di quartiere e familiare , sui rapporti fra inquilini, sul grado di soddisfazione per l'alloggio, la zona, i servizi.

Il libro inoltre riporta uno studio storico e demografico su tutto il territorio della XV Circoscrizione ed uno più specifico di Corviale con i dati dell'ultimo censimento Istat, il primo per il quartiere. Un riassunto delle vicende di cui Corviale è stato interprete nell ultimo quarto di secolo, cioè da prima che nascesse l'insediamento ad oggi, è il risultato di una ricerca sulla stampa cittadina. Il resoconto sui fatti di Corviale si è reso necessario anche per numerose inesattezze che circondano tutto il chilometro sdraiato .

Tra i documenti: il progetto di riqualificazione architettonica ed urbana "Un'idea per Corviale" degli architetti Francesca Cau, Mauro Riccardi, Paola Antonucci e Giampaolo Galli, del Centro Iniziativa Architettura Urbana della Consulta per la Città, che ha partecipato al Concorso Europeo per nuove architetture, si basa sul confronto con gli stessi abitanti e sull'osservazione diretta di tutte quelle piccole, ma significative , trasformazioni che essi stessi hanno apportato per ricondurre questo edificio ad una scala più umana, con la precisa volontà di rendere identificabili i propri spazi.

Nel ripercorrere le vicende che hanno caratterizzato Corviale sono state descritte le occupazioni di cui è stato oggetto che hanno certamente determinato, insieme ad altre esperienze personali, un preciso atteggiamento degli abitanti verso il problema della casa. Fin dall'epoca della sua edificazione, infatti, il complesso di Nuovo Corviale, è preso di mira da parte di più cittadini con impellente necessità di un abitazione.
La prima occupazione risale al 1983, quando 700 famiglie presero d assalto il palazzo ed entrarono con la forza negli appartamenti e si concluse con l'attendamento nel piazzale sottostante di 150 nuclei per circa un anno e mezzo. La seconda è quella attuale relativa al quarto piano, occupato da autocostruttori che, per insediarsi, hanno approfittato del disservizio delle istituzioni. Il quarto piano di Corviale doveva essere, infatti, quel piano riservato a servizi e impianti collettivi che invece è rimasto per anni inutilizzato, a parte qualche sporadica iniziativa immediatamente rientrata.

Nel testo sono riportati avvenimenti accaduti durante il periodo della ricerca, come la visita del Papa alla chiesa di San Paolo della Croce, parrocchia di Corviale, nel sesto capitolo si trova un resoconto con i vari risvolti che la visita ha avuto.
Delle elezioni politiche, amministrative e dei referendum sono messi a confronto i risultati delle cinque sezioni pure del palazzo-chilometro con quelli della XV Circoscrizione, di Roma, della nazione. Evidenziato anche un parallelo tra i candidati che hanno raccolto un numero maggiore di preferenze, mettendo a nudo particolarità e conformità.

Rilevante è l'importanza che è stata data all'immagine che Corviale ha di sé, a ciò che gli abitanti pensano che gli altri dicano di loro. Gli inquilini del colosso si sentono emarginati, mal considerati, non solo dalla stampa , anche dai vicini di Casetta Mattei.
Loro stessi giudicano l'ambiente misto. Non si sbilanciano troppo, ma tra gli assegnatari pochi danno un parere veramente negativo della società di cui volenti o nolenti fanno parte; gli occupanti sono meno ottimisti.
Il giudizio parzialmente negativo sulla società di Corviale , dato dagli abusivi, sembra sia rivolto all'atteggiamento che gli inquilini regolari hanno verso di loro. Si vendicano, in un certo modo, di quello che ritengono venga detto di loro.
Gli assegnatari sentendosi parte integrante e riconosciuta del luogo, difendono il proprio buon nome.

Gli inquilini di Corviale, soprattutto i regolari , amano il "mostro", non lo capiscono, ma ne sono affascinati. Non vogliono che si parli male di loro, che li si denigri, ma non vogliono neanche che si dica male del palazzo. Non accettano chi gli propone, credendo magari di acquisire consensi, come è capitato a certi politici, di buttarlo giù.
Gli abitanti di Corviale desiderano soltanto che il "transatlantico" sia completato. A chi gli propone la distruzione, o la destinazione ad altro uso (come il Ministero della Sanità ) , gli inquilini di Corviale dicono no . Vogliono servizi, ambulatori, uffici e sicurezza.
Se il progetto originario di Mario Fiorentino fosse rispettato per almeno un terzo il malessere di Corviale cesserebbe. Sono in molti ad avere un senso di fierezza ad abitare un palazzo avveniristico, un posto di cui tutti parlano, i media raccontano, e i pullman di giapponesi fanno meta dei loro giri turistici.

L'ipotesi di lavoro , che si può dire verificata, è stata la seguente:
Nonostante gli inquilini del comprensorio abbiano passato anni più bui, anni in cui, dalla consegna delle case ad oggi, si sono trovati a dover lottare per avere servizi, mezzi pubblici, scuole, allacciamenti di luce, gas e telefono, oggi anche gli abitanti del colosso e del suo IV piano non saranno catalogati come marginali , non troveremo tra questi un estremamente basso livello di educazione scolastica, nè un reddito da fame, e l'abitante del quarto piano non sarà necessariamente disoccupato o operaio manovale, né tantomeno proveniente dal sud d'Italia.
Se l'occupante avvertirà una sua marginalità sarà piuttosto dovuta alla vergogna di non avere un vero appartamento, di doversi adattare alla situazione di fortuna che si è andato a cercare.
Tantopiù inesistente sarà la marginalità dell'assegnatario che riscontrerà un suo disagio solamente per i luoghi comuni tardi a morire.

Dati demografici : I dati dell ultimo censimento effettuato dallo Iacp nel 1992- 93, su dichiarazione degli inquilini stessi, assegnano a Corviale una popolazione di circa 4.500 abitanti. Anche l'Istat, nell'ultimo rilevamento del 1991 (il primo per il complesso), ne registra all'incirca lo stesso numero, ma all'Anagrafe di Roma, negli indirizzi che formano il comprensorio dei 6 lotti, risultano segnati 8.748 abitanti per un totale di 3.018 famiglie.
Il mistero non si risolve includendo i nuclei degli abusivi del IV piano, perchè si tratta di 64 famiglie per un totale di 165 persone. Bisogna ricordare, poi, che gli appartamenti sono appena 1.202 e non più di tremila.
Da una verifica incrociata, in verità, i dati Iacp-Istat vengono in parte confermati dalla quantità degli iscritti alle liste elettorali delle sezioni di via Mazzacurati.
A Corviale i bambini in età prescolare sono il 3,06%, i ragazzi dagli 0 ai 15 anni rappresentano il 14,45% della popolazione Maschile e l 11,74% tra le femmine.
Tra i giovani che vanno dai 15 ai 24 anni troviamo la maggior parte di individui che sono in cerca di prima occupazione (33,04% per i Maschi e 29,1% per le Femmine).
Gli studenti sono il 9,9% M e 8,55 F, dati leggermente inferiori agli standard della città (9,39%).
L'indice di vecchiaia è basso: 52,6 anziani sopra i 65 anni, ogni 100 giovani sotto i 14 anni (per Roma 107,7).

Una grossa difficoltà del Colosso rimane quella della diffusione di notizie. Si è convinti che un apertura di negozio, di un ambulatorio, un avvenimento qualsiasi, diventino presto di dominio pubblico. Non è vero, tutto è nascosto a Corviale, una nuova insegna non può essere avvistata passando con l'auto perchè interna all'edificio, che bisogno avrebbe l'abitante del terzo lotto a passare nei meandri del primo ?

Con questa pubblicazione si intende dunque riscattare Corviale, perché l'indagine evidenzia si le carenze, i bisogni della popolazione insoddisfatti da tanti anni, ma racconta anche puntualmente quella che è una particolarità di questa realtà non di poco conto: nonostante tutto a Corviale si vive bene, la gente si aiuta, non c'è razzismo, vi si trova, invece, solidarietà. Questo, a dispetto di tanti titoloni di cronaca, è uno dei pochi siti di Roma dove:


Tutto ciò in un momento quale quello di oggi, un presente che vede riaffiorare le guerre di religione, che vede lo spettro del razzismo che torna a mettere paura, dove ci si accoltella per l'appartenenza a tifoserie diverse.

Il volume racconta, inoltre, delle novità che vedrà il Corviale, nel terzo capitolo, nel paragrafo "Quale futuro" viene descritto ciò che attualmente il Comune di Roma, lo Iacp e la Usl stanno organizzando per il quartiere.

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