LA PSICOTERAPIA > Psicoterapia

Nella PSICOTERAPIA DELLA RIPROGRAMMAZIONE l’interazione verbale, che si fonda sulla narrazione, l’interpretazione, e l’investigazione, ha come scopo la scoperta delle programmazioni mentali e bioenergetiche. Gradualmente la persona si rende conto di essere agita da angosce e preconcetti, strategie esistenziali, principi e dettami spesso incredibilmente rigidi, ricevuti o acquisiti o elaborati nel corso della sua evoluzione.

I disagi e l’insoddisfazione del presente, per cui la persona ha deciso di intraprendere un lavoro di ricerca interiore, vanno interpretati non esclusivamente come effetti negativi del passato o della propria struttura, ma anche come sintomi critici di un processo di riprogrammazione  o se non altro di miglioramento personale. La seduta individuale è, così, anche il luogo più adatto in cui si scoprono le connessioni sino allora non avvenute e le risorse ignorate.

A differenza della metodologia psicoanalitica, e più in sintonia con quella umanistica esistenziale, lo psicoterapeuta della riprogrammazione ha un atteggiamento attivo, nell’ottica di una concezione che privilegia il dialogo interpersonale. Qualora lo ritenga opportuno, egli può accettare di costruire, insieme con la persona, le soluzioni probabilistiche di una data circostanza, come esercizio all’elaborazione mentale. Spesso, infatti, la costrizione emotiva e la rigidezza dei programmi mentali impediscono di vedere quante sono le soluzioni possibili nella vita. È inutile porre l’accento, soprattutto in questo frangente, sulla necessità di un’attenta analisi del controtransfert.