Corsi per gli insegnanti della scuola dell'infanzia

SCUOLA PER L'INFANZIA E SOCIETA' MULTIETNICA:
UN PROGETTO DI ANIMAZIONE

Obiettivo: individuare delle strategie che permettano un maggiore inserimento dei bambini extracomunitari all’interno del gruppo classe.

PRESENTAZIONE DEL CORSO

Il laboratorio "SCUOLA PER L'INFANZIA E SOCIETA' MULTIETNICA: UN PROGETTO DI ANIMAZIONE" si rivolge in maniera specifica a quelle scuole materne che desiderano affrontare i problemi dell'inserimento di bambini extracomunitari anche attraverso l'uso di appropriate tecniche di animazione e gioco teatrale. 
Il corso parte dal presupposto che il bambino non italiano vive generalmente e inevitabilmente una situazione di continuo adattamento a situazioni culturali che non gli appartengono, e di conseguenza può trovarsi a vivere un ruolo gregario rispetto al gruppo .  Noi proponiamo  di usare l'animazione teatrale per creare degli spazi in cui il bambino sia protagonista/propositore, permettendo in questo modo una gratificazione del bambino stesso, con conseguente rafforzamento dell'immagine di sè.
L'ingresso nella scuola italiana di bambini che appartengono a culture ed etnie diverse da quelle dell'Europa Occidentale, sempre più frequente oggi e probabilmente ancora più massiccio domani, richiede indubbiamente per gli educatori e gli insegnanti un'attenta riflessione .
Osservando i possibili approcci dell'insegnante verso l'integrazione di bambini africani o asiatici nella classe, possono emergere due istanze opposte e complementari: immediatamente si desidera mostrare a tutti e con grande chiarezza che l'italiano, il turco, il senegalese sono tutti membri a pieno diritto della grande Razza Umana; la maestra cercherà allora di additare ai bambini, evidenziandole, le non piccole eguaglianze che ci accomunano. Ma le differenze culturali possono essere preziosa fonte di stimoli nuovi e approcci diversi verso la socialità, la spiritualità, il Mondo.
Azzerare le differenze tra i popoli è un'operazione potenzialmente molto pericolosa, che spinge verso un pianeta popolato da indistinguibili individui in ogni latitudine e in tutti i continenti; uomini e donne con le stesse abitudini sociali, vestiti nello stesso modo, con identiche credenze religiose e uguali abitudini alimentari.
In effetti non stiamo muovendoci verso l'integrazione delle culture, lo scenario che si sta disegnando ricorda piuttosto quello della colonizzazione. Le culture tradizionali vengono progressivamente e semplicemente cancellate dall'avanzata planetaria dell'economia dominante in cerca di nuovi mercati per i suoi prodotti, fiancheggiata da un'agguerrita armata di portatori dei suoi modelli culturali.
E' spesso  sufficiente una breve frequentazione dei classici dell'antropologia per veder miseramente sfumare l'illusione che la cultura e la civiltà occidentale siano più"evolute" delle altre. In questo caso la "diversità" non è assolutamente connotabile come "inferiorità". Un piccolo sforzo di volontà ci dovrebbe permettere il salto che escluda dal nostro giudizio le categorie del superiore/inferiore come se fossero intimamente connesse con quella della diversità.
I loro antenati raccontavano ai bambini fiabe e leggende non molto diverse da quelle che le nostre nonne delle campagne ancora ricordano. Le storie del prode Ivan, eroe di tutte le fiabe russe, o quelle del marinaio Sinbad così simili a storie che già conosciamo. In effetti la filologia della fiaba ci ha ampiamente dimostrato che questo grandissimo patrimonio letterario ha radici antichissime, riconducibili quasi alle radici stesse dell'uomo. Poi la storia, i luoghi, le religioni le hanno diversificate e variegate.
Non sembra esistano culture prive di fiabe per i bambini, non sembra esistano culture i cui bambini non pratichino, nelle forme più svariate o addirittura inaspettate, il gioco di simulazione.

Impegnare i bambini in giochi così tanto comuni alle culture diverse e tanto antichi da essere relativamente nuovi per tutti, verso i quali sappiamo tutti i bambini sono predisposti e in qualche modo biologicamente "programmati", significa offrire loro un terreno di confronto per far agire le loro differenze e le loro uguaglianze. 

Le storie che vengono dalle terre d'origine dei bambini che accogliamo nelle nostre scuole, quelle che loro stessi ci raccontano o quelle che l'insegnante ritrova nei suoi libri e nelle trascrizioni degli antropologi saranno il segno, questa volta positivo, della fierezza di chi un tempo sopraffatto oggi viene accolto.
La fiaba tradizionale
è una miniera praticamente inesauribile di suggestioni simboliche, fantasie, immagini. Le fiabe, giunte fino a noi dopo secoli di trasmissione orale, continuamente perfezionate e limate da generazioni di "raccontatori", sanno parlare con forza e discrezione all'intimo del bambino, perché parlano il linguaggio universale dei simboli. Dopo un periodo di scetticismo degli educatori nei confronti della fiaba, oggi tutti gli studiosi concordano nell'attribuirle un ruolo di primo piano nello sviluppo del bambino.  Il bambino non sa dare un nome alle sensazioni, alle difficoltà, ai disagi che prova, disagi che prova non perché sia malato o diverso, ma i disagi propri della crescita, l'allontanamento dai genitori, ad esempio, il rimandare la gratificazione del mangiare, e altre cose altrettanto semplici e complesse. E la fiaba appunto non gli parla esplicitamente di questo, ma attraverso il linguaggio dei simboli, che è quello che parla all'inconscio, gli offre stimolo, sostegno, rassicurazione. 

Il gioco teatrale significa anche attività motoria, educazione all'immagine, approccio con il mondo dei suoni e dei linguaggi, e così via. Il percorso che indica al bambino è estremamente ampio e stimolante coinvolgendolo in numerosi ambiti di interesse e di lavoro.Il programma di animazione diventa quindi uno strumento per far avvicinare i bambini, consentire una integrazione profonda dei "diversi" con i quali si è avuto modo di condividere il piacere e l'impegno del gioco collettivo. Gioco durante il quale le diversità non ci hanno allontanato, ma unito stimolandoci verso l'esplorazione di nuovi e affascinanti mondi, alla ricerca della comune appartenenza alla nostra unica vera razza: quella umana.

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Aggiornato il 19/02/03.