Com’e’ organizzata
Nell’ottobre del 1997, in occasione di un convegno sull’adozione a distanza promosso dal "Mais" e da "Salaam Ragazzi dell’ulivo", il primo incontro tra associazioni che si occupano di affido a distanza e di microinterventi nei paesi in via di sviluppo.
E’ lì che nasce l’idea di costituire un coordinamento nazionale. Si tratta della volontà comune di dialogare per capire, insieme, come migliorare il lavoro di quest’associazionsmo, come fare pressione sulle istituzioni, come far partecipare la gente e come sensibilizzarla.
Cosi’, ogni primo mercoledi’ del mese,ci si vede per discutere e definire le iniziative del Coordinamento.
Uno spazio è riservato, nel contesto di questi incontri, al confronto fra le diverse esperienze delle associazioni.
Due sono i portavoce che rappresentano il Coordinamento.
Primi portavoce della "Gabbianella" sono stati nominati Paola Gumina, dell’Opam, e Vincenzo Curatola, del Mais.
Ma perché il nome "la Gabbianella"? L’ispirazione da un racconto dello scrittore cileno Luis Sepùlveda, una sorta di parabola sui valori della solidarietà e dell’amore.
"Promettimi che non mangerai l’uovo... Promettimi che ne avrai cura finché non sarà nato il piccolo... Promettimi che gli insegnerai a volare...". Così Kengah, una "gabbiana dalle piume d’argento", interrogava il gatto che l’aveva accolta morente da inquinamento sul suo balcone prima di deporre l’uovo dal quale sarebbe nata la "Gabbianella". Dall’uovo, covato con amore dal gatto Zorba, la Gabbianella uscirà, vivrà e imparerà a volare.