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Silenzi , strilli  e mistificazioni della stampa borghese

(E. Giardino – forumdac – 12 agosto 2007)

 

Televisioni e giornali organizzano sempre  grandi campagne “ideologiche”, attenti perciò a tacere notizie scomode che smentiscono e condannano le loro “campagne” precedenti. La campagna in corso riguarda il deputato Francesco Caruso, indipendente eletto nelle liste di Rifondazione comunista, provocatoriamente ed indebitamnte definito il  “deputato no global”(!?). La censura riguarda invece la recente sentenza della Cassazione che condanna - in modo definitivo e solenne- una lunga  e reiterata campagna fascista e revisionista, tendente ad equiparare la lotta partigiana alle nefandezze dell’esercito nazista e fascista in Europa.

 

Sulla prima questione – Caruso- sta montando una scomposta canea con lo scopo di mettere in crisi  ed in difficoltà il partito della Rifondazione comunista, già criminalizzato per altre questioni di bassa politica.

Nessuno- a destra o a sinistra-  sembra voler rispettare il diritto costituzionale di un parlamentare ad esprimere giudizi personali e politici in piena libertà e senza subire alcuna sanzione. Per questo esiste l’istituto della “immunità parlamentare che invece viene applicato in Italia - indebitamente -  per coprire i delitti comuni  dei molti  parlamentari inquisisti o condannati.

Nel merito Francesco Caruso denuncia una verità lapalissiana, e perciò rimossa e scomunicata : le morti sul lavoro – e altri gravi danni - derivano dallo ipersfruttamento capitalista del lavoro e dei lavoratori e cioè dalle leggi che lo consentono e da tutti coloro che le hanno ispirate ed approvate con cinismo. Si tratta anche di leggi che violano l’impianto costituzionale , a partire dall’art. 1 della nostra Costituzione, basata sui diritti del lavoro , non sul profitto degli speculatori e degli imprenditori di ogni risma.In questo senso esprime nella sostanza il

senso comune dei lavoratori e dei cittadini più coscienti, che non a caso lo hanno eletto a rappresentarli.

Sulle parole usate da Caruso ognuno può esprimere il suo parere e giudicare come crede, ma ciò non deve e non può comportare ritorsioni, sanzioni o rimozioni, come chiede una destra sgangherata ed anticostituzionale. Semmai sanzioni erano necessarie e dovute-  anche costituzionalmente corrette- quando Berlusconi, per salvare sé stesso e la sua squadra, muoveva invettive indeterminate e generiche (anche infondate) ai giudici, sparando nel mucchio per delegittimare un potere costituzionale a lui inviso.

Qualora  il partito della Rifondazione comunista – spinto dalla canea mediatica - assumesse provvedimenti disciplinari contro il deputato Caruso, farebbe solo un danno politico a sé stesso ed ai suoi elettori. E’ invece opportuno e legittimo che il partito chiarisca la sua posizione- non solo sulla forma delle  frasi di Caruso- ma sul merito delle questioni  gravissime che il deputato ha legittimamente sollevato.

 

La censura mediatica riguarda invece una importante e recente sentenza  della Corte di Cassazione italiana- quindi  l’organo giudicante finale e definitivo- nel merito dei fatti e delle responsabilità di via Rasella a Roma, dove un commando partigiano condusse un’azione militare  contro un drappello di soldati tedeschi.

A più riprese, la canea fascista e revisionista, ha tentato di accreditare quell’episodio come un atto terroristico e come giustificazione della successiva strage di civili alle fosse ardeatine. Ha chiesto l’incriminazione dei partigiani di via Rasella, ponendo l’equazione : partigiani = terroristi . Non a caso, la stessa denominazione usata all’epoca dagli occupanti nazisti e dai loro complici fascisti.

La Cassazione- sentenziando che quello fu un atto di guerra dovuto contro un esercito invasore – ha reso definitivamente illegittime e false le ipocrite argomentazioni di fascisti e revisionisti. Ma il valore di questa sentenza va ben oltre l’episodio ed il periodo storico cui si riferisce : nessuno lo dice.

Se i popoli hanno il diritto-dovere di combattere eserciti invasori, allora lo stesso diritto deve valere per tutti i popoli aggrediti , come quelli della Palestina, dell’Iraq, dell’Afganistan e via via elencando.

E’ questa la verità scomoda che demistifica- anche sul piano giudiziario, oltre che umano e politico- la menzogna mediatica delle guerre preventive ed umanitarie  di Bush e soci contro il “terrorismo” degli altri.

I partigiani –resistenti non sono mai “terroristi”,ma combattenti per la libertà del loro Paese, quale che sia

il modo con il quale sono costretti a condurre la loro impari guerra contro  il nemico -invasore.

Terroristi- semmai-  sono invece quelli che invadono, che bombardano, che massacrano impunemente civili, che  devastano e che colonizzano barbaramente: proprio quelli che la stampa borghese mitizza e sostiene.