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I
presupposti storici, culturali e politici del modello comunicativo
inglese
Fin dalla
sua origine (1922) il modello radiotelevisivo inglese - prima
radiofonico , poi televisivo – ha mantenuto il carattere di una funzione
PUBBLICA, per quanto possibile, indipendente dal Governo e dai poteri
forti. Ciò è vero soprattutto per i servizi interni, avendo la BBC funzionato
da megafono militare e patriottico, sia nella fase coloniale che in quella
bellica delle due guerre mondiali.
Eppure all’inizio (1921)la BBC era una società commerciale fondata da
alcune ditte costruttrici di apparti radioelettrici. Ma fu John Reith
ad imprimere ai programmi della BBC- prima radiofonici
(1922-1936)e poi televisivi (dopo il 1936) una funzione pubblica
finanziata dal canone dei cittadini, ma indipendente dallo Stato e dalle
grandi compagnie industriali. Una funzione di servizio pubblico con il
compito di “informare, educare e divertire…evitando qualsiasi
contenuto che sia o possa risultare offensivo”.
L’attualità di questa impostazione è tanto più preziosa, non solo per i tempi
in cui fu formulata, ma per la differenza abissale con l’altro modello
“anglofobo” degli USA, tutto commerciale.
Questa giusta e lungimirante impostazione ha influenzato il
carattere pubblico- monopolistico di tutti i servizi radiotelevisivi
dell’Europa occidentale, fino agli anni ’80. Dopo questa data l’ondata
neoliberistica e commerciale ha invaso l’Europa occidentale, ma essa non ha
travolto- come è accaduto in Italia – il ruolo, la qualità ed il
prestigio dei servizi pubblici europei. Lo Stato- nel Regno Unito ed altrove-
ha mantenuto e rafforzato i servizi pubblici esistenti, imprimendo un forte
carattere di centralità e dinamismo.
Nel Regno Unito, in particolare, la tradizione di indipendenza e di
dinamicità della BBC è stata- a mio avviso- mantenuta e rafforzata perché il
ruolo e la gestione della BBC è stata sottratta ai partiti ed all’Esecutivo e
portata a livello costituzionale : si tratta delle ROYAL CHARTERS (Statuti
reali)- Carte di valori e
principi universali controllabili - periodicamente
aggiornate da Commissioni di inchiesta che hanno operato
consultando i soggetti attivi della società inglese e la stessa BBC.
Ben 13 commissioni di inchiesta nel periodo 1923-2005,
formate da eminenti ed affidabili personalità indipendenti , con il compito
di accertare il divario tra principi e realizzazioni e di promuovere
gli adeguamenti necessari - giuridici, tecnologici, economici, sociali-
sentiti i soggetti attivi della società inglese.
Autorità indipendenti regolano e controllano l’attività dei
vari gestori: radiodiffusione,cavo, ecc.
I “broadcasting Act” ed i “ Communication Act”- statuti ben più cogenti e
dettagliati delle nostre leggi generiche e prive di sanzioni – hanno definito
via via gli assetti del modello inglese, sia con riferimento alla BBC che ai
pochi operatori privati ammessi a trasmettere su base regionale. Un modello
pianificato, decentrato e razionale, il cui ruolo pubblico
globale non è mai stato messo in discussione , a prescindere dalle proprietà
e dallo sviluppo tecnologico.
Nulla di tutto questo è mai avvenuto in Italia, come sappiamo. Qui abbiamo
avuto solo alcune leggi, sempre più pilotate da interessi personali
(Berlusconi), governativi, commerciali o di parte.
I nostri prenditori privati –come sappiamo-hanno usato
sempre il dogmatismo delle tecnologie per imporre e coprire il loro
monopolio, propagandistico ed anticostituzionale. In questo andazzo
disastroso hanno trovato- purtroppo- coperture impensate da “destra” e
da “sinistra”.
Nel Regno Unito l’innovazione comunicativa- fino alla TV digitale
terrestre- è una realtà consolidata , con motore la BBC. Il regno
Unito sta all’avanguardia e non ricorre né a sussidi statali né a ricatti sui
fruitori.
Sappiamo invece qual è la situazione nostrana, con il Governo e la RAI che
finanziano gli affaristi privati
della pay-TV e della TV digitale terrestre, senza che questi
servizi riescano ad affermarsi.
Anche sui nuovi servizi digitali multimediali interattivi- via
Internet- la BBC è il motore del sistema : i suoi servizi su WEB registrano
il massimo di accessi e di consenso. Allo stesso modo “BBC world” è
un servizio
qualificato- 24 ore su 24- che registra il massimo di consenso e di
credibilità a livello mondiale.
Ma in
U.K la TV digitale ha un forte sviluppo nel periodo 1998-2003, grazie
all’uso integrato dei tre supporti possibili : satellite, cavo ,etere
terrestre- e di altri due gestori : BBC e ITV.
Nel 2003 SKY detiene ancora una quota di mercato digitale del 56%
: DTH (da satellite): le altre quote sono 14% (digitale terrestre), 18 % cavo
digitale. Il cavo analogico copre solo il 12%.
Dunque la strategia aggressiva commerciale di Murdock ha eroso gli ascolti di
BBC ed ITV : nel 1998 essi passano da 32,7% a 29,5% (BBC1), e da 40% a
31,7 % (ITV).
Ma la risposta “digitale” del governo britannico è stata molto pronta
ed efficace: si è capito che la TV digitale- anche interattiva- costituisce
il banco di prova dell’identità nazionale, del servizio pubblico
radiotelevisivo, della BBC e del nuovo concetto di “servizio
universale” multimediale e multicanale.
Tutto ciò in un contesto nel quale il gestore ITV
perde oltre il 7% del mercato, pur mantenendo inalterato il suo audience. Ma
la piattaforma digitale terrestre a pagamento di ITV (ITV
–digital) fallisce e vengono liberati i tre MPX digitali
ad essa assegnati . Il Governo inglese li mette all’asta nel 2002 e se li
aggiudica un consorzio formato da BBC, Crown Caste e BskyB: si tratta di una
piattaforma –freeview- che offre programmi terrestri
in chiaro, quindi in netta controtendenza con il modello pay-tv.
L’industria inglese mette sul mercato ricevitori a 99 sterline
( 150 euro).Già nel 2003, 1,4 ml di famiglie
Inglesi hanno comprato il relativo ricevitore. La piattaforma offre programmi
di intrattenimento (5), per bambini (2), documentari (2),notizie e sport (4),
viaggi/shopping(3),altro (4). Non solo programmi della BBC, ma anche di ITV e
di Sky (sky news e sky travel). Due canali sono interattivi : si tratta di
BBCI
(BBC) e free2play (giochi).
Nonostante la diversa cronologia dell’offerta, il confronto tra FREEVIEW e
SKY è del tutto equilibrato : paritario nella fascia dei 35-54 anni; a favore
di Sky (43 % tra 18-34 anni);a favore BBC (40% over55).
In sostanza, il sistema televisivo inglese offre un quadro razionale ed
equilibrato, per le modalità e la caratteristiche dell’offerta, per la
tipologia dei (pochi) gestori, per le quote di ascolto, per la ripartizione
delle risorse e della pubblicità. I programmi terrestri di BBC,ITV,channel 4
e 5, totalizzano un ascolto medio del
76,7% rispetto ad un ascolto del 23,2% di
quelli via cavo o satellite. La BBC (BBC1 e 2) è finanziata dal solo canone,
mentre la pubblicità commerciale è così ripartita (2002) : ITV (50%),
Channel 4 (20%), channel 5 (9%), Sky (satellite-cavo = 21%).
La
TV digitale terrestre
Abbiamo già
fornito sopra alcuni dati sulla offerta digitale terrestre
inglese
Facciamo notare che in U.K. – a differenza che da noi- la TV digitale
terrestre, anche interattiva, è messa sotto il controllo statale ed è
pianificata nei tempi e nei modi di introduzione, in quanto
risorsa strategica, della Nazione, costituzionale ed economica.
Nessuno si sogna in quel Paese di addossare i costi dei ricevitori ai
contribuenti., mediante decreti che foraggiano i parenti del premier.
Nemmeno si sognano di far pagare al gestore pubblico- lì forte, qui debole-
il costo delle frequenze di emissione e quelli dei programmi.
Nessuno impone per decreto- ed a breve termine- la fine della TV analogica,
in nome del digitale.
La TV digitale terrestre ha fatto il suo debutto in U.K nell’anno 1998.
Possiamo dire che è stata lanciata e sviluppata con una azione “sinergica” di
gestori pubblici e privati. Il successo e l’estensione del servizio
presso gli abbonati - via cavo, terrestre e via satellite – è motivato- come
è ovvio- da vantaggi concreti e da buona qualità dell’offerta, non da
raggiri, trucchi e false promesse (come da noi).
Nonostante tutto ciò il passaggio analogico-digitale è fissato (per ora ) al
2012 (da noi è stato rinviato a quando ?!).
L’assegnazione e la ripartizione dei MPX digitali è pianificata, razionale e
convincente.
In linea con le direttive del Broadcasting Act del 1996 dovevano essere
assegnati 6 multiplex (MPX) digitali- ciascuno con un blocco
di 4-6 programmi TV.
Per i primi 3 MPX si presentaro due consorzi : DTN (digital
Television network, con operatoti inglesi, francesi ed USA) e BDB
(British digital broadcasting, consorzio ITV e BSKYB). A quest’ultimo furono
assegnati i 3 MPX, ma la ITC (commissione indipendente), pretese ed ottenne
che BskyB cedesse la sua quota: ciò allo scopo di evitare una egemonia
digitale BSkyB terrestre e da satellite.
Gli altri 3 MPX – come detto sopra- furono assegnati ad un consorzio di cui
fa parte la BBC (freeview).
Ma governi diversi- ben prima dell’avvento digitale- hanno consentito alla
BBC di crescere e rafforzarsi : ’ l ‘ opposto è avvenuto in
Italia per la RAI , che alla Conferenza di Ginevra dell’Itu rischia
addirittura nel passaggio al digitale di perdere la sua caratteristica di servizio pubblico
universale, visto che le frequenze migliori intoccabili ai confini sono
quelle attribuite dal precedente governo a Mediaset con conseguenti tentativi
di recupero diplomatico per salvare la Rai in extremis !
La BBC ha affrontato la sfida multicanale di Sky lanciando un
blocco di programmi di grande
Interesse (BBC1, BBC2, BBC3,BBC4, Knowledge,BBC news 24). Qui in Italia la
sfida era , ed è , ben più impegnativa per l ‘azione combinata di due
monopolisti, di cui uno anche premier: parlo di Berlusconi – Mediaset e di Murdock-
Sky, lasciati liberi di fare i loro comodi personali, politici e finanziari.
La
struttura dell’offerta televisiva inglese
Nel Regno
Unito- in base ai principi generali della Royal Charter-
l’accesso ai servizi comunicativi-radiotelevisivi e telematici- viene
massimizzato e pianificato mediante misure adeguate.
In primo luogo usando tutte le tecnologie possibili in modo integrato e
complementare: reti via etere (terrestri e da satellite), reti in cavo, reti
telematiche commutate ed interattive (come Internet).
In secondo luogo praticando canoni e tariffe “abbordabili” per gli utenti,
almeno per i servizi in chiaro.
In terzo luogo, distribuendo le risorse nazionali su pochi gestori
qualificati che forniscono programmi evoluti,
appetibili e complementari. E’ la BBC che orienta la qualità dei programmi
offerti da chiunque.
La BBC è finanziata solo dal CANONE, ma non è il governo a fissarne l’entità
(come in Canada).
Nel 2003-4 ha avuto 2,8 ML di sterline ( 4,2 ML di euro) di
canone. Altri introiti vengono dalla vendita di programmi e servizi (38,5
ml di sterline) e da sussidi governativi (220 ml di sterline).
Quasi 5 ML di euro, ovvero 10.000
ML di lire. Negli stessi anni la RAI ha avuto 2,8 ML
di euro (canone, pubblicità e altro). Eppure i due Paesi
hanno quasi lo stesso numero di abitanti. La RAI ha un audience maggiore
della BBC.
Gli apprezzamenti del pubblico sull’offerta BBC sono misurati e resi pubblici
: una parte consistente degli utenti ritiene che la BBC assolva il suo
compito: informare, istruire, divertire. Un giudizio che riguarda anche la
informazione regionale locale (offerta anche dal consorzio ITV.). E’
l’opposto per la RAI.
La BBC ha 24.000 addetti ; la
RAI , meno di 11.000. Sono queste la abissali differenze strutturali tra BBC
e RAI, che i nostri imbonitori coprono e mistificano con una montagna di
chiacchiere e di propaganda.
L’offerta
televisiva – fissa e mobile- è composta da pochi programmi e proviene da
pochi gestori :
1.
TV Analogica :
- BBC1
e BBC2 programmi generalisti
- ITV1 programma generalista, nazionale e regionale (15
emittenti locali)
- Channel 4 e Channel 5 Tv generaliste che
servono anche Scozia, Irlanda del Nord e Galles
2. TV digitale
- BBC3 (giovani);
BBC4 (cultura e bambini); BBCnews 24 ;BBC (parlamento); BBCI (interattiva)
- ITV2, ITV3, ITV4,ITVnews,men&motors,ITVI (interattiva)
- 3 programmi di Channel 4 (cinema e intrattenimento).
3. Nuovi media
- BBC
interactive media player (2005 , sperimentale)
- ITV mobile; ITV locale
- Channel 4 mobile (2005)
Quindi una
offerta – centrata sulla BBC- che , a parità di risorse disponibili, offre
buoni programmi.
Non come in Italia dove- con enormi costi per gli utenti- si offrono
centinaia di programmi di bassa qualità.
Per garantire livelli di occupazione e di produzione audiovisiva qualificata,
nel Regno unito esistono qualificate società di produzione di interesse
pubblico. Il sistema digitale è già nel 63% delle case inglesi,
quale che sia il supporto utilizzato per riceverlo. E’ il successo di una
politica pianificata e razionale.
Sappiamo tutti qual’è la situazione produttiva e ricettiva italiana, affidata
all’arbitrio e al clientelismo dei monopoli commercia
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