Vitacome1007
Diritto alla vita , mass-media e latitanze istituzionali
(nota di E. Giardino- forum DAC)
Le istituzioni rappresentative di una democrazia costituzionale dovrebbero impegnarsi a risolvere le esigenze elementari dei cittadini, tanto più se attengono al diritto alla vita, diritto universale e primario inalienabile.
Sembrerebbe lapalissiano, ma non è così. Le dinamiche e le logiche del cosiddetto “neoliberismo”- in realtà un imperialismo aggressivo, devastante e bugiardo – impediscono che le Istituzioni di qualsiasi livello – o qualche politico più sensibile- possano occuparsi dei problemi vitali delle persone e dei popoli. Una sciagura che ha qui in Italia il suo massimo, per una serie di ragioni storiche e strutturali. Così il sistema, invece che vita, benessere, salute e dignità, diffonde devastazioni (umane ed ambientali), stragi…in una parola, morte.
Crescono impunemente, ed a valanga, le morti nelle guerre di aggressione, le morti sul lavoro, quelle per fame, per mancanza di alloggio e di solidarietà, per dissesti ambientali, …le stragi sulle strade. Nel 2005,
5426 morti e 313.727 feriti , con un costo sociale enorme : una ecatombe sociale vissuta come un dramma personale e familiare “inevitabile”. Hanno la faccia tosta di dirci che sono “ i costi del progresso”,
ma si guardano bene dal definire questo termine che significa l’opposto di ciò che essi reclamizzano.
Mentre queste cose accadono i nostri politici ed i loro imbonitori discettano sulla “vita dell’embrione” e sulla “eliminazione della pena di morte” per condanna giudiziaria : quanta ipocrisia !
Nel nostro Paese la condanna a morte “giudiziaria “ non esiste (ancora), ma le reali condanne a morte aumentano a dismisura ovunque - per le cause indicate - sia nei Paesi aggressori che i quelli aggrediti.
Perciò latitanza, ipocrisia e cinismo caratterizzano l’inerzia - o al contrario - le azioni della politica nostrana.
E’ così per tutte le stragi indicate, anche per quelle che non hanno motivazioni ideologiche o di classe.
E’ il caso delle stragi sulle strade e nelle città italiane, un triste primato sociale europeo, ignorato dai più o trattato come un “normale” evento di cronaca nera .E’ parte della cronaca nera “di comodo” che egemonizza giornali e TV : serve a creare assuefazione passiva verso tutte le stragi, a diffondere paure irrazionali e impulsi forcaioli di “ sicurezza” , a censurare notizie “scomode” per il sistema dominante.
Così i cittadini stessi, con pochi mezzi e gratuitamente, debbono impegnarsi a segnalare i problemi più vitali, a proporre con grande fatica leggi e misure istituzionali. Se e quando lo fanno trovano insensibilità , ostacoli burocratici, diffidenza e perfino boicottaggio istituzionale. Ciò mentre si blatera di trasparenza , di partecipazione popolare, di gestione democratica delle istituzioni.
Anche la “sicurezza” di cui parlano è quella che conviene a “ lor signori”. Non è la sicurezza della casa, del lavoro, della salute,della mobilità .. la sicurezza ambientale , alimentare o contro le truffe di ogni tipo…la sicurezza della pace della legalità ,del reddito , della giustizia..(magistrati scomodi inquisiti dagli indagati)
E’ la “sicurezza” poliziesca contro i piccoli malviventi ,contro gli immigrati ed i lavavetri, contro i venditori
abusivi. E’ la pretesa di ciascuno di essere “protetto” dalla polizia, ovunque e comunque. Una pretesa irrealistica, soprattutto in un contesto fatto di arrivismo,abusivismo, egoismo, ingiustizie, evasione, individualismo becero iper- reclamizzato. Ma i dati ufficiali mostrano che la piccola criminalità è in diminuzione, mentre aumenta la grande criminalità impunita (mafia, cordate finanziarie,ecc.)
Nessuno sembra chiedersi quali siano le conseguenze reali delle misure –sempre più repressive – che
si adottano sulla spinta di campagne mediatiche mirate,né alcuno mai le misurerà in concreto. Se elimino i lavavetri, la delinquenza che temo, aumenterà o diminuirà ?Ma ormai il capitalismo ed i suoi governi non hanno voglia o tempo per rispondere al senso comune. Gli oligarchi intervengono là dove soffia il vento dei media, per beceri scopi personali.
E’ questa la ragione per la quale perfino le stragi sulle strade vengono ignorate : se i mass-media non ne parlano, perché agire o preoccuparsi ? Sono “grane” indigeste per un modello capitalista basato sulla velocità individuale (presunta), sulla sopraffazione, sull’egoismo, sull’affare assicurativo del “bonus/malus” (che genera conflitto e malaffare), sul profitto della benzina, delle auto e delle contravvenzioni (anche illegali). La stessa velocità di spostamento- una esigenza , ma anche un mito- è illusoria se perseguita a livello individuale invece che collettivo(con metro e mezzi pubblici veloci e sicuri) : infatti il traffico privato blocca le persone ed allunga i tempi di spostamento, inquina e costa sempre più.
In conclusione il capitalismo è un sistema disumano ed ingiusto che,invece che risolvere i grandi problemi dei popoli e dei cittadini, li aggrava sempre più, facendo crescere malessere e disagi. Sentimenti che – grazie alla repressione ed ai mass-media- vengono però dirottati verso il qualunquismo e la rassegnazione.
Roma 30 ottobre 2007