Telenano1107

 

Ancora  nefandezze berlusconiane  !

(contributo di E. Giardino- Forum DAC )

 

Il satrapo di Arcore sta sputtanando e liquidando -  da anni impunemente- il nostro Paese, la politica, la magistratura,la legalità, il Parlamento, la RAI –servizio pubblico, e le funzioni  costituzionali di garanzia.

Una coorte di servitori  e di alleati collusi , di  ipocriti concorrenti elettorali,  sta tessendo  una rete politico-mediatica basata sulla ipocrisia,  sull’imbroglio, sull’inciucio  anticostituzionale, sul  populismo e sul qualunquismo, basi ideologiche per sbocchi autoritari, razzisti , fascisti e forcaioli.

Berlusconi è ineleggibile per le nostre leggi, va allontanato dalla politica in modo definitivo, va ridimensionato nelle sue “dannose” attività, va controllato nelle sue molteplici “relazioni pericolose”.

 

Il monopolio berlusconiano Mediaset-RAI

 

Berlusconi ha costruito le sue fortune politiche, economiche e mediatiche almeno su 4 pilastri :

- il sostegno craxiano , continuato con il PDS –DS-PD, fino all’Unione di Prodi ;

- l’impunità giudiziaria basata su leggi vergogna  e “prescrizioni mirate” (l’ultima è recentissima)

- il potere dei suoi profitti, dei suoi capitali, della TV (Mediaset +RAI), della stampa padronale

- il sostegno dei poteri forti- anche mafiosi e piduistici - di Banche, Confindustria  e  Vaticano.

La disinformazione pianificata , la  becera  propaganda, l’analfabetismo politico e mediatico , imposto a milioni di cittadini-elettori mediante  i media  berlusconazzati e  la truffa elettorale maggioritaria, hanno agito come moltiplicatori delle sue impunità e delle  fortune elettorali , economiche e mediatiche.

Le vicende di questi giorni – Berlusconi che controlla Mediaset e RAI (dove  giurava di non voler spostare neppure una pianta  )- sono venute a galla per caso,  mentre si indagava su una delle “scatole” cinesi berlusconiane (Hdc)   che pilotava i “sondaggi TV nazionali” (Mediaset e RAI).

Ma “Endemol”, non è un’altra scatola berlusconiana che produce programmi per Mediaset e RAI ?

Un vergognoso megascandalo -anche per i liberisti ed i privatizzatori  di casa nostra-  logica conseguenza di un modello strutturale ed ideologico mercantile, oligarchico e bi-partizan.

Ezio Mauro sul Corriere della Sera  usa parole forti per testimoniare la sua indignazione liberista “una versione italiana e vergognosa del ‘grande fratello’ è dunque calata in questi anni sul sistema  televisivo, trascinando RAI e Mediaset fuori da ogni logica di concorrenza, per farne la centrale unificata di una informazione omologata ed addomesticata, al servizio cieco e totale di Berlusconi al potere In realtà non di “concorrenza” si tratta, ma di pluralismo e di obblighi costituzionali violati, come l’esistenza del servizio pubblico RAI e la sua autonomia espressiva e gestionale, negate dalle pratiche di lottizzazione partitica e di omologazione berlusconiana.

Dove sono oggi i lavoratori della RAI che , dal 1980 in poi , hanno denunciato la situazione degenerativa e proposto misure  strutturali per uscire dall’imbroglio anticostituzionale ?

La risposta è amarissima : sono stati messi fuori dalla RAI, anche dai governi di centro-sinistra-  e poi ignorati e marginalizzati in questi anni dalla scena politica nazionale e locale. A costoro- come nemici veri dell’inciucio -  non sono stati  mai offerti incarichi istituzionali, posti da deputati o tribune mediatiche , come è accaduto per alcuni giornalisti .

Il Forum DAC- come si evince dalla sua storia e dai documenti del sito – www.romacivica. net/forumdac – conduce da anni una denuncia documentata della situazione  illegale, formulando precise proposte- mai riprese dai grandi mass-media- su tutte le questioni di rilievo.

Nè le ricette di Gentiloni costituiscono oggi una vera inversione di rotta ,come viene dimostrato nei documenti del sito citato. Alla RAI servizio pubblico serve anzitutto uno Statuto di autonomia – espressiva  e gestionale- e norme antilottizzatorie, ma nessun  governante e nessun politico le ha mai proposte. Il perché è ovvio e scandaloso.

 

 

 

 

Le altre nefandezze del Berlusconi  politico “virtuale”

 

Ma il piduista Berlusconi non ha sputtanato  e liquidato , impunito, solo la RAI- patrimonio nazionale ex-pubblico- o il mondo radiotelevisivo e dei media, strumenti principali di informazione e di consenso. Ha fatto- e fa - molto di più e molto peggio. Ha sputtanato il nostro Paese , il Parlamento europeo, la Costituzione, il Parlamento, la Giustizia, le legalità,  il sistema fiscale, i sondaggi, la politica e le rappresentanze elettive, il modo di essere dei partiti. Cioè  tutte le funzioni di garanzia  popolare della democrazia liberale  e costituzionale.

Diffonde quotidianamente ciò che gli serve per dominare : propaganda  becera, qualunquismo, menzogne, ricatti, esempi negativi,  populismo, massimalismo e…“colpi di  teatrino”.

I   suoi competitori elettorali  , invece di  denunciare questi guasti crescenti, discettano di nuove alleanze , di intese trasversali, di patti consociativi.

Scioglie d’improvviso il suo partito (Forza Italia) per inventarne un altro, più ambiguo del primo.

Irride così le regole della rappresentanza partitica liberale , che perfino i dittatori fingono di onorare. Il “partito del popolo delle libertà” nasce così da un atto  unilaterale  di un capo-popolo imperante, a cui tutti i suoi “vassalli-eletti” si inchinano. In realtà le “libertà” di cui blatera sono   quelle  che conosciamo : la libertà di aggredire popoli e Paesi, la libertà di licenziare e di affamare, la libertà di delinquere, la libertà di speculare, di distruggere valori, risorse ed opportunità, la libertà di arricchirsi  ai danni di chi lavora e  paga le tasse “alla fonte”. Chi  mai può credere in modo cosciente  che il neoliberismo italico- vigente da decenni- possa  rispondere alle esigenze dei cittadini, invece che a quelle dei  monopoli , dei parassiti , degli speculatori .

Invece tutte le TV ed i giornali discettano del “sesso degli angeli” e dei “nuovi scenari” politici.

Berlusconi si è vantato di voler corrompere  parlamentari ; ha istigato alla evasione fiscale da premier in carica ; ha corrotto , calunniato e criminalizzato giudici e testimoni scomodi. Sta lanciando in queste ore proposte di inciucio istituzionale , dopo l’arroganza becera di questi mesi.

Millanta numeri e consensi senza mai fornire le prove ; manipola i sondaggi; inveisce  e blandisce..

Cos’altro deve fare perché venga messo al bando, salvando la residua dignità di questo Paese ?

Non è questa- purtroppo- la strada scelta dai vertici del PD né quella dei garanti istituzionali.

Il presidente della Repubblica – invece di esprimersi sui fatti  - si preoccupa che “le intercettazioni non escano e rimangano dove sono “ (?!). Veltroni e soci “spingono per una accordo  con Berlusconi  e soci sulle riforme costituzionali” (una bicamerale 2 ?). Pensano che le ultime “difficoltà mediatiche” di Berlusconi possano far accelerare il dialogo ambito. Altri- più furbescamente- invocano la magistratura , puntando su lungaggini e prescrizioni. Altri ancora  invocano le “Autorità vigilanti” ben conoscendo la loro inerzia e la loro impotenza  storica.

Il Ministro Gentiloni dal canto suo rilancia la sua riforma, quella che non affronta il conflitto di interessi (programma dell’Unione), che salva ancora rete4 (beffando le sentenze costituzionali), che svicola sui problemi di fondo e che consolida i profitti del monopolio berlusconiano.

E’ il  solito balletto politico—giornalistico  ultradecennale, con tutti  i danni che conosciamo.

Per completezza  bisogna anche dire che i partiti della sinistra poco o nulla hanno fatto finora per modificare il quadro politico e mediatico dominante. Le violazioni del programma dell’Unione sono stati denunciati in altri campi, non in quello comunicativo.

Liberazione” di oggi- ad es.- relega  in 6^ pagina la notizia “Mediaset-RAI” (in prima su altri giornali), limitandosi a descrivere i fatti e citando Curzi,  consigliere di RC  nel CdA –RAI.

Tra pochi giorni quotidiani e TV parleranno d’altro e noi dimenticheremo presto. Ma è credibile che perfino la sinistra unita  possa sottovalutare il nodo dei diritti politici e comunicativi ?

 

 

Roma 22 novembre 2007