Telecom170407

 

 

L’affare TELECOM : ancora sotterfugi ?

(nota di E. Giardino- Forum DAC)

 

 

Nella nota del 4 u.sL’imbroglio Telecom ed i suoi protagonisti” www.romacivica.net/forumdac -

ho detto l’essenziale, sia in termini di analisi del problema che di proposte per risolverlo,  nel rispetto della nostra Costituzione, degli interessi del Paese, dei diritti dei cittadini-utenti e dei lavoratori di ogni settore. Aggiungo qui qualche breve considerazione dopo le dichiarazioni e gli eventi di questi giorni.

Un primo aspetto riguarda l’azione coraggiosa e popolarissima condotta da Beppe Grillo, con i piccoli azionisti Telecom finora ignorati, tacitati e beffati. Ha richiesto quanto da tempo proponiamo: che la rete di trasporto della telefonia fissa e mobile  Telecom sia di proprietà e sotto controllo pubblico.

L’analogo deve avvenire secondo il Forum DAC per la rete diffusiva radiotelevisiva  nazionale.

Le dimissioni dell’attuale CdA- telecom - sia per i disastri accumulati che per le azioni di spionaggio accertate – ci sembrano un atto dovuto e benefico per la democrazia e l’economia italiana.

Su queste questioni, la posizione del Ministro delle infrastrutture Di Pietro deve essere conseguente, qualora il governo la ignorasse o la negasse con il solito ricatto ormai abusato (crisi di Governo).

Rimane dimostrato che la lotta dal basso di un intellettuale onesto (Grillo) , con forte seguito reale e mediatico, paga più di ogni altro soggetto istituzionale (partiti, sindacati confederali, organi istituzionali).

Un secondo aspetto attiene alla lotta dei lavoratori Telecom con il relativo sciopero indetto in questi giorni.

Si tratta di un problema di grande rilievo costituzionale, strategico, per la autonomia, la democrazia (non solo comunicativa) e l’economia del nostro Paese. Per cui è necessario allargare il fronte di lotta a tutti i soggetti disponibili, quale che sia la loro collocazione settoriale. Tutti usiamo reti e servizi comunicativi per ogni aspetto della nostra vita quotidiana, individuale e collettiva. Tanto più che la questione - tutt’altro che risolta – sta facendo emergere risvolti inquietanti, ambigui e perniciosi.

Le notizie dei nostri TG e dei nostri giornali sono fuorvianti, inadeguate ed omissive rispetto ad un problema di  questa portata : si vuole accreditare l’idea che un “comico”, eccentrico ed ipercritico, sta inquinando con le sue “sortite” un problema politico e finanziario che non gli appartiene.

Sta emergendo la cordata Colaninno- Mediaset , inaccettabile come quella AT&T per una serie di ragioni.

I nomi , la natura ed i ruoli dei due soggetti alleati, il monopolio Mediaset sulla radiotelevisione terrestre, lo scorporo dell’impiantistica RAI (DDL Gentiloni). Una cordata  monopolistica che l’attuale ministro Gentiloni ha già evocato pubblicamente come “ salvatrice” in alternativa a quella AT&T.

E se tutto questo fosse un gioco politico programmato per favorire Mediaset ? Lo si può escludere ?

D’altra parte la iattura delle privatizzazioni monopolistiche è comune a gran parte del ceto partitico ed istituzionale italiano. Perciò la mobilitazione popolare  e sociale sul tema TELECOM deve rimanere alta.

Credo che sia venuto il momento per le forze critiche al governo- e per i sindacati tutti- di mettere in atto azioni chiare ed incisive contro le ipotesi istituzionali , finanziarie e padronali messe in campo finora. Bisogna restituire le reti telecomunicative e radiotelevisive ai legittimi proprietari : i cittadini-utenti.

 

 

 

 

Roma 17 aprile 2007