Tav1205
TAV (Treni Alta Velocità) : interessi, bugie e realtà
La lotta popolare contro la costruzione di una inutile, dannosa e costosissima linea ferroviaria - 21 ML di euro = 40.000 ML di lire - diventa un caso emblematico nazionale del nuovo corso privatistico- autoritario, menzognero ed affaristico - dei governanti e della politica nazionale.
L’assenza di divulgazione dei dati strutturali, di pianificazione dei bisogni e del trasporto ferroviario (e di TIR) di persone e di merci, consente una mistificazione mediatica a largo raggio : una mistificazione che non riguarda –purtroppo- solo i governanti di oggi, ma anche troppi leader partitici di opposizione.
L’opera era stata pensata già dal precedente governo di centro-sinistra, di qui l’imbarazzo di oggi.
Gli interessi affaristici connessi sono molto ampi e riguardano imprese e soggetti bi-partizan- di destra, e di centro-sinistra : di qui le dichiarazioni e gli atteggiamenti ipocriti ed ambigui di troppi leader partitici.
E’ facile verificare – guardando la TV o leggendo i giornali – che la questione viene presentata come una “impuntatura intransigente” di facinorosi egoisti, mossi da interessi arretrati, ristretti e da ragioni pseudo- ambientaliste di corta veduta, anacronistiche. Come per i diritti sindacali : il vecchio (“interessi localistici”) contro il nuovo ed il moderno (l’opera “innovativa e lungimirante”).
Si tratta invece di tutt’altro : imporre con l’esercito e la polizia opere affaristico - clientelari, socialmente inutili e dannose per il Paese, in termini economici, strutturali , politici, culturali ed ambientali.
Opere che non servono per gli scopi dichiarati e che rimarranno largamente sotto-utilizzate in rapporto alle linee ferroviarie già esistenti ed alle previsioni di traffico. Di qui la rimozione dei “contenuti “ del progetto ed il silenzio sulle ragioni dei manifestanti, che hanno chiamato in causa l’Unione europea.
Governo e mass-media li accusano di intransigenza, ma sono proprio loro gli “intransigenti”.
Ormai le scelte oligarchiche di affaristi, mafiosi, politici ed imbonitori , sono talmente irrazionali, antisociali, antipopolari ed anticostituzionali che occorre imporle ai cittadini con la forza delle armi
E’ lo stravolgimento della Carta Costituzionale e dei diritti di sovranità e partecipazione popolare.
Da qui la militarizzazione della Valle, le cariche della polizia- per ristabilire un “ordine” che proprio i militi stanno violando in termini costituzionali e concreti.
Fermarsi alla denuncia delle cariche più violente oppure all’auspicio di “ascoltare la gente del posto”- come
fanno alcuni leader dell’UNIONE- è riduttivo, fuorviante, ambiguo e debole. La partita che si sta giocando in Val di Susa mette in campo ben altre questioni di democrazia , di pianificazione e di economia.
Questioni di democrazia costituzionale per il modo- autoritario, becero e dissennato- con il quale si vogliono imporre soluzioni strutturali di grande costo sociale, senza fornire dati e giustificazioni strutturali, senza accettare di discutere soluzioni diverse o le ragioni – sacrosante – dei cittadini. Nella vicina Svizzera, per questioni anche minori, si tengono referendum popolari basati su dati strutturali.
Questioni di pianificazione razionale - nazionale e regionale- delle risorse, delle soluzioni e delle opere che servono a realizzarle,in un clima di consenso popolare cosciente. Una pianificazione basata sulla analisi del traffico, dell’uso dei percorsi esistenti, delle esigenze nazionali, regionali e locali.
Questioni di economia e di priorità – nazionali e regionali- nel senso di stabilire la migliore destinazione di 40.000 miliardi di lire (come una finanziaria nazionale !), valutandone tutte le conseguenze : occupazionali, ambientali, sociali, ecc.
Perciò la lotta popolare contro la TAV in Val di Susa ci riguarda tutti, come rivendicazione e speranza di un nuovo modo di fare politica, di usare risorse e territori, di giustificare le scelte nazionali e locali.
Se accettassimo che una oligarchia screditata si imponesse con le armi i suoi “dictat” saremmo finiti.
Perciò bisogna mobilitarsi , cercarsi dati e notizie di prima mano ed opporsi coscientemente sia all’arbitrio dei governanti che alle ipocrisie dei finti oppositori (*)
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(*) NOTA : per saperne di più visita i siti : www.notav.org e www.notavtorinoorg
leggi il libro “Adesso o mai più” ed.del Graffio (011-9641007)dedicato alla TAV in Val di Susa (info@studiograffio.it).Ascolta emittenti no profit : radio onda rossa (87,9 MHz) e radio città aperta
(88,9 MHz).Contatta i promotori della lotta popolare che riguarda Torino e la Val di Susa.
Premesso che la questione TAV è ormai una questione di democrazia elementare, per affrancarsi dall’imbroglio mediatico dominante bisogna analizzare i dati strutturali della questione.
Per farlo basta connettersi con due siti significativi che forniscono ogni ragguaglio possibile : storia, appetiti, dati di traffico attuali e futuri, soluzioni possibili e costi, impatto socio-economico ed ambientale
www.notavtorino.org e www.notav.org. Vi si trovano testimonianze di esperti francesi ed italiani che indicano soluzioni diverse da quelle imposte dai nostri governanti.
Per smaltire il traffico attuale e futuro (2025) basta potenziare il numero dei convogli – e/o la loro velocità -sulle linee esistenti. Fare una nuova linea- scavando un tunnel di 53 Km sotto le montagne- è inutile.
I 40.000 miliardi di lire - stimati, che poi cresceranno – sono certo un business per le imprese implicate, ma possono essere investiti in modo socialmente utile su pressanti priorità nazionali e locali .
Ad es. adeguamento e miglioramento della rete ferroviaria italiana verso standard europei.
Proprio perché non hanno ragioni da far valere, i governanti ricorrono alle armi ed ai manganelli.
In ogni caso tali ingenti investimenti richiedono una trasparente e partecipata pianificazione delle risorse pubbliche, delle esigenze nazionali e locali, delle soluzioni più adeguate ed economiche.
L’impatto ambientale delle soluzioni adottate deve essere valutato, in modo da minimizzare i rischi geologici
ed ambientali, ormai insostenibili per le conseguenze disastrose che determinano. Un governo onesto dovrebbe ringraziare- non manganellare- i cittadini che pongono questioni così elementari e decisive.
Le stesse procedure di appalto dei lavori debbono rispondere a criteri di trasparenza, affidabilità, competenza, sanzionabilità . In difetto, ci ritroveremo ciò che viviamo da decenni : aumenti e ricatti sui lavori, sprechi, uso di ditte mafiose ed inaffidabili, danni umani e geologici…
Simili presupposti- che sono propri di qualsiasi Paese capitalista evoluto o di qualsiasi condominio privato- non vengono assunti né documentati dai decisori di turno. Essi vengono elusi con le falsità, le ipocrisie e le promesse degli interessati e dei loro imbonitori mediatici. Purtroppo, gli uni e gli altri non hanno la fiducia dei cittadini italiani, anche se sono costretti a subirli ogni giorno ed a votarli ogni 5 anni.
Bene hanno fatto i partiti più onesti a prendere posizione netta contro una opera così inutile, costosa e deleteria : se lo è , non si può chiedere di consultare i cittadini,come se non si fossero espressi.
Occorre ora che siano indette manifestazioni popolari NOTAV in tutte le città italiane, in modo da far capire che ormai questo è un problema di democrazia costituzionale e di economia nazionale.
Come in altri casi, i guasti di questo governo hanno logiche e motivazioni precedenti. Il salto di “arroganza”- da non sottovalutare- è quello di imporre scelte politiche con la forza dell’esercito e della polizia.
Ormai tutti coloro che si oppongono sono “terroristi” o ” disfattisti” da neutralizzare.
E’ la versione “interna “ delle guerre di aggressione “esterne” di questi anni. Su questo “nuovo” corso debbono pronunciarsi l’ Unione europea ed i nostri democratici, quale che sia la loro sigla.
Stiamo lanciando comitati popolari di difesa e rilancio costituzionale, per il NO al referendum 2006.
Siamo anche in campagna elettorale. Mobilitiamoci per rivendicare democrazia costituzionale- cioè il rispetto della Costituzione del 1947 - e la pianificazione partecipata nell’uso delle risorse nazionali .
Mandiamo a casa Berlusconi e la sua squadra, ma anche tutti coloro che fingono di combatterne la politica, mentre vogliono solo subentrargli nelle poltrone di governo.
Dopo le lotte inizia una fase di “confronto imposto”: qui avranno un ruolo decisivo i partiti di opposizione e le varie Istituzioni implicate. Dati gli interessi in gioco, i governanti cercheranno la “alleanza” dei finti oppositori e degli uomini “d’ordine” , pur di gabbare e sconfiggere le lotte popolari e dei sindaci.
Un altro pretesto saranno le Olimpiadi invernali di Torino : si accusano i manifestanti di far perdere mi-
liardi di euro nell’affare turistico e sportivo della zona.
Enrico Giardino (Forum DAC)
Roma 8dicembre 2005