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Stato, parlamento , governo  e partiti :  ruoli e rapporti costituzionali

nota di E. Giardino- Forum DAC- Roma 9 giugno 2008

 

la vicenda Visco - Speciale e le strumentalizzazioni destrorse che ne sono seguite, ripropongono con forza una questione costituzionale decisiva, sulla quale troppe sono le ambiguità o le violazioni. La lottizzazione partitica dello Stato – che così si privatizza al servizio dei poteri forti-  produce anche  la  dissoluzione dei poteri di autonomia  e di responsabilità della Pubblica Amministrazione, a tutela degli interessi generali.

Viene così stravolto il rapporto e l’equilibro dei ruoli e dei poteri propri di una Repubblica costituzionale.

 

Le forze armate e la guardia di finanza

 

La nostra Costituzione ed il relativo ordinamento prescrivono che le forze armate – esercito , polizia, carabinieri, ecc.- siano poste al servizio della Nazione , e quindi, alle dipendenze delle sue  istanze elettive politiche : Parlamento,Capo dello Stato, governo. Se così non fosse , vi sarebbero seri rischi di colpi di Stato, affatto frequenti nella storia passata e presente. E’ giusto , doveroso e legittimo che un Governo o il Ministro

da cui dipendono, assuma iniziative motivate per garantire questa “dipendenza costituzionale”.

La Guardia di finanza, nel nostro ordinamento, è un corpo militare“particolare” le cui funzioni- fiscali e tributarie- sono poste alle dipendenze del Ministro dell’economia e della finanza .

Fatta salva l’autonomia e la responsabilità operativa del corpo e dei suoi dirigenti, rimane compito del Ministro competente vigilare e pretendere che esso esegua-  correttamente e tempestivamente- le direttive del Parlamento e del governo. Perciò il Ministro ha il dovere ed il potere di rimuovere- motivando-  dirigenti incapaci o inaffidabili per la realizzazione di obiettivi di governo. Ovviamente il rapporto governo- guardia di finanza deve essere trasparente e collaborativo, in senso bidirezionale. Se ad es. un Governo pretende dal “corpo” obiettivi irrealizzabili, adempimenti illegali, favori personali o di clan, il responsabile della Guardia di finanza deve rappresentare, denunciare e documentare l’incongruenza o l’illecito. Ha gli strumenti – anche giudiziari- per farlo, in modo chiaro, trasparente e tempestivo. Deve anche  dimostrare- se questo è il caso- che obiettivi governativi “populisti e demagogici” non possano essere realizzati nei tempi e nei modi attesi

(per mancanza di mezzi o di personale; per impedimento di norme ; per carenza di strumenti legislativi, ecc.)

In ogni caso i comportamenti e le decisioni di un Ministro debbono essere soggetti a procedimenti giudiziari, a giudizi della Corte dei Conti, a valutazioni di commissioni parlamentari o di altri organi dello Stato.

Il giudizio politico è altra cosa, come è ovvio : è “naturalmente” opposto se si tratta di partiti o mass-media di opposizione oppure di governo. Oggi il potere di giornali e TV padronali- legati a leader di partito e ad interessi privatistici - è tale, da orientare e condizionare la politica a loro piacimento.

Sono appunto tali media che, sempre più spesso, sollevano “polveroni strumentali e divianti”. Altra cosa è ovviamente la denuncia uno scandalo vero, di un reato, di un comportamento illecito provato. Invece le denunce di questo tipo latitano e trovano invece omertà e coperture , anche mediatiche.

Stando così le cose, il governo Prodi avrebbe dovuto e potuto neutralizzare ogni  strumentale polverone destrorso, dicendo subito le cose che Il Ministro ha detto ieri al Senato e rivendicando il diritto del Ministro Visco di sostituire il gen.Speciale, motivandone le ragioni. La sua nomina alla Corte dei Conti doveva però essere evitata,  nel modo più netto. Il generale rimosso poteva poi produrre azioni a tutela del suo operato e della sua onorabilità: nel caso in cui i giudici gli dessero ragione- e solo allora- Visco ed il  suo governo ne avrebbero tratto le conseguenze, senza impantanare “governo e Parlamento” in un grottesco e lungo “tormentone destrorso” che ha ben poco a che fare con i problemi gravissimi  ed urgenti del Paese.

Non è certo la nostra destra che può dare lezioni di legalità o di moralità a chicchessia. Rimane comunque confermato che la canea destrorsa contro Visco – per ammissioni degli stessi suoi leader- , abbia ben altri  più squallidi obiettivi : garantire l’evasione fiscale – o lo sciopero fiscale- ai compari di Berlusconi e Bossi.

Perciò questo governo- dopo aver battuto le destre al Senato- deve rafforzare ed accelerare le azioni contro l’evasione fiscale dei berlusconidi –leghisti. Deve anche cambiare politica a vantaggio dei lavoratori, dei pensionati, dei disoccupati, colpendo rendite parassitarie, superprofitti, evasioni indebite.

A proposito dei numeri “risicati “ al Senato, sarebbe utile conoscere i risultati del controllo dei voti : qui il giornalista Deraglio sta divulgando la sua seconda denuncia, dopo mesi e mesi di silenzio totale.

 

La Pubblica amministrazione (civile) ed i servizi pubblici  : autonomia e responsabilità

 

L’ordinamento , l’autonomia e le responsabilità della P.A. e dei dirigenti dei servizi pubblici (ormai privatizzati) sono sanciti nella Carta costituzionale e nelle leggi conseguenti. E tuttavia, la lottizzazione partitica ed i processi di privatizzazione- negativi e devastanti- stanno producendo la scomparsa  delle funzioni statuali e pubbliche a tutela della nazione  e dei cittadini. Lo Stato- occupato ed asservito a pochi leader di partito, padronali e finanziari – diventa così un soggetto erogatore “passivo”di danaro pubblico per le lobbies che contano, un esattore fiscale ingiusto, un apparato privato screditato , un “castigatore crudele” dei suoi stessi dipendenti (si vedano le vicende contrattuali di questi giorni).

In assenza di qualsiasi parametro di efficienza, di affidabilità e di competenza del comparto privato –commerciale,  impiegati statali e i funzionari pubblici vengono presentati come parassiti, burocrati  incompetenti ed inaffidabili, che rubano lo stipendio e usano gli uffici per i loro comodi personali.

Immagine opposta per i dirigenti ed i funzionari privati : attivissimi, gentili, laboriosi, ecc.

Una favola strumentale che serve ai privatisti ed ai monopolisti di casa nostra. Basterebbe riflettere  e riconoscere che il LAVORO può essere utile, inutile o dannoso: dovrebbero aumentare i lavori del primo tipo ed cessare quelli del secondo e del terzo tipo. L’attivismo privatistico” (decantato) si esercita soprattutto sul lavoro inutile e dannoso e produce danni sociali a catena. La privatizzazione dei servizi essenziali- Enel, Eni, Telecom, ecc.- viola alla radice l’art. 43 della Costituzione, ma nessuno lo dice. Anche chi critica si limita ad elencarne i guasti economici ed occupazionali, l’uso distorto (es. intercettazioni Telecom), la follia delle “scatole cinesi”, dell’indebitamento , delle cessioni indebite, dell’asservimento ad entità ambigue.

Ma i guasti per la democrazia, per i cittadini ed i lavoratori sono ber maggiori : rendono questi apparati ostaggio dei banchieri, di finalità mafiose ed eversive, di opacità gestionale e politica. Infatti la legge sulla “trasparenza gestionale” (241/90) non si applica ai servizi privatizzati, i dipendenti non sono più pubblici funzionari con le conseguenze penali e civili  che ne derivano, si estende l’area del segreto e della opacità sui fini , sulle procedure, sulla gestione delle risorse. I dipendenti sono ridotti al silenzio ed all’obbedienza cieca.

I nostri prenditori risanano i loro guasti con i soldi dello Stato e dei contribuenti. Per l’attività privata e dei monopolisti l’art. 41 della Costituzione vale solo per il 1^ comma (libertà d’impresa). Più in generale,  la nostra Costituzione viene applicata solo per la parte degli incarichi istituzionali di ogni livello, viene invece ignorata e taciuta per tutto il resto. Il reato di “eversione costituzionale” non esiste, perciò tutti gli articoli di interesse e garanzia popolare e sociale vengono violati impunemente (art. 1 , 11. 21, 43, ecc.).

Lo stesso strumento elettorale – tanto decantato- appare oggi come un rito formale, truccato anche nei numeri. Lo prova l’atteggiamento tenuto dalle Istituzioni e dal mondo politico- di destra  e di sinistra- rispetto alla verifica di correttezza del voto politico 2006. Qui le due denunce circostanziale e documentate del giornalista Deaglio sono cadute nel vuoto e nel silenzio. Rimane dimostrato  che la stessa magistratura può solo attuare un controllo formale sui verbali riassuntivi, non sui voti espressi. Il voto elettronico presenta così  rischi di brogli molto alti, peraltro non verificabili . Per la nostra Costituzione,  partiti, Stato,governo, Parlamento, sono entità diverse che hanno fini e ruoli complementari, autonomi e distinti. I dirigenti dello Stato- selezionati per concorso pubblico- devono avere la responsabilità , la capacità , l’autonomia , gli strumenti per applicare al meglio le direttive del Governo e le leggi della Repubblica. Se non lo fanno vanno rimossi dal Ministro competente : ma questo deve  prima motivare e documentare la incapacità o la mala fede del funzionario pubblico rimosso, fermo restando che la Corte dei Conti e la magistratura dovranno dare il loro parere vincolante rispetto al provvedimento di rimozione assunto dal Ministro.Dunque il rapporto tra Governo- Ministro –dirigenti statali e pubblici è un rapporto di reciproca autonomia e responsabilità basato sui fatti e sui risultati, non sulla “fede partitica” del dirigente statale. Vediamo invece che i dirigenti statali e pubblici vengono sostituiti ad ogni cambio di governo: spesso i dirigenti “trombati” continuano a percepire stipendi e liquidazioni faranoiche, prebende,  senza lavorare (ved.Corriere della Sera).

Questa prassi – usata nello Stato e nei Servizi pubblici- si chiama lottizzazione partitica (partitocrazia) e porta alla privatizzazione dello Stato, cioè alla estinzione delle sue funzioni costituzionali a tutela degli interessi generali, popolari e sociali dell’intera nazione. Ovviamente nessun partito - e nessun sindacato di dipendenza partitica - riconoscerà o rimuoverà una tale situazione anticostituzionale.

Da qui la necessità che un soggetto di garanzia costituzionale autonomo, emanazione diretta del Capo dello Stato - tuttora mancante- possa garantire il rispetto dei ruoli e degli equilibri che la nostra Costituzione assegna ai vari soggetti istituzionali. I partiti politici- pars e segmento della società italiana- debbono essere organizzati su procedure interne democratiche e verificabili  ed avere un ruolo preciso : proporre le loro soluzioni  ai problemi del Paese, raccogliere voti e consensi, portare in Parlamento i loro candidati (senza  avere il monopolio della rappresentanza), formare i Governi, fare opposizione .
Un partito “nuovo” sarà credibile se accetterà questa sfida ed agirà di conseguenza.