Sinistra0507
Lettera aperta
Ai compagni ed amici della “sinistra” (comunista, anticapitalista, pacifista, ambientalista, critica…)
Di fronte alla arroganza della destra fascista , clericale e berlusconiana ; alle nefandezze crescenti dello imperialismo guerrafondaio , bugiardo e totalitario ; agli incredibili “cedimenti” ed ipocrisie del governo Prodi ; alle manovre elettorali ed oligarchiche del partito democratico, gli stessi partiti della sinistra di governo che perdono credibilità ed identità “ puntano i piedi” e dicono di voler rivedere la loro strategia politica : puntano ad una confederazione dei partiti esterni e diversi dal PD di Rutelli e e Fassino.
Altri soggetti- lasciati i rispettivi partiti di appartenenza - puntano a nuove aggregazioni partitiche (partito comunista dei lavoratori, sinistra critica, ecc.) di ispirazione anticapitalista o comunista.
I soggetti sociali antagonisti- movimenti di base, sindacati extraconfederali, associazioni di matrice popolare pacifista, ambientalista o anticapitalista- guardano a questi tentativi- per ora confusi, incerti ed inadeguati- con timore e diffidenza, ma anche con qualche speranza (l’ultima a morire, come si sa).
Trovo in questi tentativi partitici incrostazioni negative perdenti, limiti e lacune, sia in termini di teoria che di prassi politica, confusione,leaderismo , settarismo, prodotti del monopolio partitico sulla rappresentanza e sulle Istituzioni , centrali e periferiche. Lacune che riguardano anche i contenuti e le soluzioni.
In particolare tre temi decisivi ed interdisciplinari mi sembrano ignorati e sottovalutati, come da decenni :
a)- quello della sovranità monetaria e delle misure necessarie a conseguirla;
b)- quello della sovranità comunicativa : cioè della cultura e degli strumenti per conseguirla;
c)- quello della sovranità civile e politica , come rappresentanza popolare delegata.
Ciascuno di questi temi ha il suo fondamento formale nella nostra Carta costituzionale, ma nella prassi monopolistica corrente la sovranità popolare delegata è stata espropriata ed azzerata.
Quella monetaria- anche solo come sovranità statale- dalle banche e dai monopoli finanziari .
Quella comunicativa dal monopolio dei giornalisti, strutturalmente asserviti alle oligarchie dominanti.
Quella civile e politica dal monopolio dei leader di partito sulla agibilità politica, sulle Istituzioni e sulla rappresentanza (truffa elettorale maggioritaria ed oligarchica).
Se non si affrontano questi nodi strutturali- da cui tutti gli altri dipendono- non si va da nessuna parte.
Ad es., la sovranità popolare comunicativa ovvero i diritti comunicativi attivi e passivi - dei quali nessun partito si è mai occupato finora - condiziona e determina questi processi collettivi e personali :
- i processi di conoscenza , di comunicazione e di coscienza critica per milioni e milioni di persone;
- i processi di partecipazione e di controllo di tutti poteri forti o ufficiali;
- la soluzione razionale di qualsiasi problema popolare, collettivo e generale del mondo e del Paese;
- i processi di democrazia interna e di collegialità di qualsiasi aggregato politico e sociale non oligarchico.
Il nuovo partito “democratico” dovrà essere - a mio avviso un soggetto a rete comunicante, sia per i suoi
rapporti interni che per quelli esterni (elettori, simpatizzanti, cittadini).
Inoltre nella democrazia delegata (parlamentare) la sovranità comunicativa rappresenta ormai l’unico strumento diretto di partecipazione e controllo coscienti sulle scelte politiche ed economiche che contano.
Proprio per questo motivo essa viene ignorata e negata dai poteri dominanti di diversa collocazione.
Nel sociale esistono persone qualificate - poche e “deboli” - che sui tre temi hanno sviluppato analisi scientifiche, strutturali e critiche delle prassi dominanti : le loro proposte sono praticabili a breve, dentro il quadro della nostra Costituzione antifascista, antimonopolista ed antioligarchica.
A due di questi temi- quello
comunicativo e quello politico- ho dedicato il mio impegno ultradecennale e le
mie competenze professionali e politiche , come si può rilevare dal mio
recente libro “Diritto a Comunicare e sovranità popolare”- ed.
Frilli , dai documenti del sito www.romacivica.net
/forumdac e
dai video autoprodotti nel periodo 1998- 2007 dal Forum DAC (Diritto A
Comunicare).
Le persone comuni e quelle impegnate nel sociale mostrano di apprezzare
questa analisi e queste proposte: i contatti del sito DAC sono ad oggi 11.030
ed i link collegati sono in aumento. Purtroppo non accade lo stesso per i
partiti e per i soggetti “alternativi”– vecchi e nuovi- che hanno ruoli
istituzionali o di potere, che hanno già una qualche visibilità mediatica . In
ogni convegno le denunce di falsi e censure si sprecano, ma tutto rimane a
livello di lamentazione personale. E’ solo un caso , un ritardo, o si tratta
di altro ?
ing. Enrico Giardino (Forum DAC)
Roma 22 maggio 2007