Sfratti1106
Diritti e ricatti abitativi, sfratti e governo Prodi
(nota di E. Giardino- 7 novembre 2006 )
Le cause principali dell’impoverimento dei cittadini a reddito fisso- lavoratori e pensionati- sta nella iperspeculazione innescata dalla liberalizzzazione degli affitti del 1998 e dal passaggio monetario lira-euro 2001-2002, con un raddoppio secco dei costi dell’abitare (costi di locazione e/o di acquisto) .
Un raddoppio della rendita parassitaria su un bene ed un diritto vitale che si è sommato al blocco dell’edilizia residenziale pubblica e cooperativistica, alla fame di alloggi , alla crescita tradizionale dei costi abitativi. La duplicazione –triplicazione degli affitti ha costretto le famiglie a subire ricatti e danni onerosissimi: dallo sfratto al trasferimento fuori città; dall’ acquisto forzato con debito bancario, fino al sacrificio di pagare affitti pari al livello di salari medi.
Da qui impoverimento generalizzato, sfratti, indebitamento diffuso, con relativa contrazione secca dei consumi, motore essenziale dell’economia capitalista. Lo sanno bene e lo vivono gli inquilini e gli acquirenti vittime ed elettori di partiti diversi, tutti incapaci di frenare la emergenza abitativa.
Tutto ciò dentro un quadro di squilibri strutturali crescenti . da una parte super- profitti, super-evasione fiscale e super- rendite parassitarie -finanziarie ed immobiliari – dall’altro, disoccupazione , salari e pensioni in discesa, precarietà diffusa- non solo giovanile- come ha dimostrato la grande manifestazione di Roma.
Intanto REPORT di RAI3 denuncia le gravissime omissioni dello Stato nella riscossione dei suoi crediti, i privilegi e le ingiustizie retributive pubbliche e private, le evasioni fiscali millantate, i sussidi statali ed i favori gratuiti concessi ai monopoli editoriali ed alle imprese, lo scandalo nazionale degli appalti pubblici.
Una valanga di danaro- che ove recuperato- renderebbe superflua qualsiasi manovra finanziaria.
Di fronte ad un simile disastro sociale ed abitativo che richiede misure strutturali ed innovative, il Governo Prodi si dimostra debole e “continuista” : insegue i costi della speculazione abitativa con sussidi al ribasso, tenta deboli decreti anti-sfratto che- seppur necessari - solo rinviano un dramma incombente.
Quindi misure governative inadeguate che non intaccano né le cause né gli effetti perversi della speculazione abitativa. Se i costi delle case non vengono riportati a quelli del 2001 - cioè ai livelli di reddito corrispondenti, con la sola variazione dell’inflazione - se non viene posto un limite agli aumenti dei canoni di locazione , il dramma abitativo non sarà mai superato. In questo modo si libererebbero risorse per i consumi familiari, soprattutto quelli essenziali..
Le grandi proprietà immobiliari ed i proprietari non andrebbero certo falliti dentro un mercato regolato.
Non è una utopia : è il criterio adottato dalla legge 104/2004 (governo Berlusconi) per i valori di dismissione e le garanzie abitative degli immobili degli Enti previdenziali pubblici. E tuttavia anche i benefici di questa legge possono essere aggirati per una specifica manovra speculativa messa in atto da un Ente previdenziale pubblico per 40 anni, poi privatizzatosi (2002): l’ENPAF (Ente Naz. Previdenza ed Assistenza Farmacisti).
Vincolato a vendere-entro il marzo 2001 dalla legge 104/96 e poi dalla 104/04- questo Ente ha fatto approvare , con il sistema della FIDUCIA nell’agosto 2004 il comma 38 nella legge 243/04.
Il comma - basato su un uso strumentale ed illecito della “interpretazione autentica” – ha ribaltato retroattivamente il quadro legislativo esistente, beffando leggi,governi, Parlamento, giudici ed inquilini.
Uno scandalo denunciato con parole di fuoco dai partiti di centro-sinistra- allora all’opposizione- e da Teodoro Bontempo (AN) che però votò a favore del comma 38 per “disciplina di partito”.
Oggi quel centro-sinistra governa il Paese, la Regione Lazio ed il Comune di Roma. E tuttavia- a due anni da quell’episodio il comma 38 della legge 243/04 non è stato abolito.Nel luglio 2003 il deputato Giovanni Russo Spena (Rif. comunista)-all’opposizione-ha presentato la proposta di legge n. 5993 per la cancella-
zione di quel comma . Sarà essa riproposta ed approvata dall’attuale governo prima che gli attuali inquilini-assegnatari siano sfrattati o costretti a lasciare la case in cui vivono da oltre 40 anni ?
Vi sono forti timori al riguardo ed un “silenzio”,forse eloquente, ma ingiusto ed inaccettabile.
Quali deputati e quali partiti di governo- nel Parlamento, nella Regione o nel Comune –rinnegano oggi dal governo ciò che vedevano giusto e legittimo ieri dall’opposizione ? Per quali motivi ?
Qui non servono soldi, sussidi o facilitazioni, basta la coerenza e la volontà di ristabilire legalità, giustizia e
moralità con un atto legislativo semplicissimo, ma emblematico di un “nuovo corso” atteso dagli elettori Infatti gli inquilini interessati votano per partiti diversi. Inoltre, che l’Enpaf venditore sia pubblico o privato non è irrilevante per le casse dello Stato italiano.