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L’uccisone di Gabriele Sandri e gli eventi connessi

Una lettura   “irriverente”  di E. Giardino- 14 novembre 2007

 

PREMESSA

 

Dopo i misfatti di Genova e la barbara uccisione di Carlo Giuliani, i vertici della Polizia di allora sono stati promossi dall’attuale governo. Il capo della polizia è diventato Capo gabinetto del Ministro degli Interni, il suo vice Capo della polizia ; il dott. Roberto Sgalla – presente alla Diaz  nel 2001- è  ora  il portavoce della polizia di Stato. E’ proprio lui che,  nella conferenza –stampa- convocata  la sera, con gravissimo ritardo dopo l’uccisione del giovane Sandri avvenuta alle 9 del mattino – impone ai giornalisti di non fare domande al questore di Arezzo. Questo dichiara che “ un poliziotto- da 60-70m. di distanza – aveva sparato due colpi in aria. Lungo il tragitto gli occupanti della Renault si erano accorti del decesso di Sandri”… Anche in occasione dell’uccisione di Carlo Giuliani vi erano state omissioni, reticenze, bugie, ritardi.

Gli stessi uomini e la stessa regia, a Genova nel 2001 come ad Arezzo nel 2007. Nei due casi la verità è venuta a galla, per la testimonianza “scomoda” dei presenti. Ad Arezzo due persone hanno visto il poliziotto sparare- mirando-  a braccia tese e ad altezza d’uomo. Se – come dicono- era un agente esperto e professionale, si può desumere che ha sparato con l’intento di uccidere. Anche il pretesto della “zuffa” precedente sta perdendo colpi alla luce dei fatti . Per Genova 2001 l’attuale governo ha  impedito che si formasse la commissione parlamentare d’inchiesta. Intanto la magistratura ha spaccato in due un processo che doveva essere  unico : da una parte la polizia tuttora impunita, dall’altro i 25 manifestanti per i quali si chiedono pene severissime e spropositate in rapporto ai fatti accaduti.

 

Domande ed ipotesi  su Arezzo 2007

 

Una prima domanda : ma i poliziotti colleghi dello sparatore non hanno visto nulla ? Cosa hanno fatto per

impedire l’omicidio ? E i giornalisti – tacitati da Sgalla- hanno chiesto ai presenti ? Nessuno ne parla, vengono invece indagati gli amici di Sandri (!?).

Una seconda domanda : perché tanto ritardo tra il fatto e le dichiarazioni ufficiali, anche fuorvianti ? Cosa

hanno programmato e architettato i vertici della Polizia in tante ore  ?

Una terza domanda : perché le partite di calcio non sono state sospese in tempo utile ?

Per tentare una risposta razionale, immaginiamo allora il seguente scenario :

I vertici P.S si sono resi subito conto. dell’accaduto : un omicidio gratuito e crudele che non aveva giustificazioni di sorta , meno ancora che per Carlo Giuliani a Genova. Un omicidio  assurdo che – appena conosciuto- avrebbe determinato rabbia, indignazione , sconcerto tra la gente comune, soprattutto tra i tifosi della Lazio e del calcio, per i quali Gabriele Sandri era una figura nota e popolare.

Occorreva allora creare un fatto- ed una notizia - che “ surclassasse “ mediaticamente l’omicidio di Arezzo. L’occasione era data dai tifosi che andavano allo stadio. La loro rabbia – prevedibile- anche per il difficile rapporto con la polizia , sarebbe scoppiata .. Era difficile prevederlo ? Credo  proprio di  no.

La “ provocazione” dell’omicidio- con il seguito di ritardi, omissioni, bugie- ha funzionato, generando tumulti, caos, assalti collettivi  che hanno “coperto  e bilanciato” il misfatto poliziesco di Arezzo .

Infatti , tutti i grandi mass media , il giorno stesso e nei giorni successivi, hanno dato grande risalto alle devastazioni di piazza in alcune città. Anche in questo caso, mentre lo sparatore se ne sta a casa sua taciturno, vengono processati i tifosi “terroristi”.  E la stessa “provocazione” tentata dagli stessi vertici P.S. a Genova nel 2001, ma non riuscita per una serie di fattori : manifestanti coscienti e pacifici ; lungimiranza dei leader del Genova social forum ; vigilanza organizzata del servizio d’ordine .

Questa ipotesi “censurata” spiega bene la logica dei fatti : i ritardi e le prime bugie, la non interruzione delle partite di calcio, il comportamento , prima omissivo e poi “collusivo” , dei grandi mass-media.

Dunque non un “errore”, ma un preciso “calcolo” politico e mediatico deciso a tavolino. Un modo cinico per ribaltare la “frittata” della polizia ,criminalizzando  i tifosi, invece che l’agente omicida.

Sepolto Gabriele Sandri, rimarrà un altro gire di vite repressivo, esasperando il conflitto tra polizia e  “piazza” , non solo nel rapporto con i tifosi, ma nel rapporto che più interessa al  potere : il dissenso e l’opposizione sociale. Non credo che il  processo contro l’agente che ha sparato avrà conseguenze pesanti : basterà sostenere che il poliziotto aveva mirato alle gomme dell’auto “in fuga”, che i compagni di Sandri avevano scatenato una rissa, che potevano apparire come rapinatori…..e  così via  declamando.