Grillogap0907
La caccia al GRILLO ed i limiti politici del comico genovese
(nota di E. Giardino – forum DAC- 20 settembre 2007)
La sortita di Grillo ha scatenato la furente reazione del sodalizio che ha il monopolio della “politica” e della “informazione” : leader di partito (che vivono in TV) e leader mediatici (che fanno politica ). Gli uni e gli altri stanno usando GRILLO a loro comodo, seminando slogan fasulli – come l’antipolitica (!?) - ed una polemica personale contro il comico genovese (che però abbocca e risponde).I partiti ed i giornalisti di destra lo usano per dire che la gente è stufa di Prodi e del suo governo, delle tasse che mette (da qui lo sciopero fiscale dei furbi, anche evasori), dei ricatti che subisce dalla “sinistra radicale”(che va appunto emarginata).
Altri leader “consociativi” dicono che la gente si ribella perché il governo è debole e non riesce a governare, quindi serve una ammucchiata bipartizan tra PD e Casa delle libertà. Altri ancora esaltano i limiti politici, le contraddizioni e la debolezza propositiva del comico genovese, segnalando rischi (reali) di presidenzialismo, con sbocchi ancora più oligarchici e totalitari. In sintesi, si nega la denuncia e l’opposizione al sistema.
Intanto i giornalisti si sono gettati nella mischia (che fa ascolto) facendo credere che essi sono altro dal ceto politico dominante, dalle politiche antipopolari , dai privilegi, dalla corruzione, dagli esiti elettorali, ecc.
In questo modo la confusione e l’ignoranza politica, l’ipocrisia , il chiasso parolaio , crescono grazie alla mediacrazia, mentre le soluzioni ai gravissimi problemi del Paese si allontanano sempre più.
Non è neppure vero che “tangentopoli”- come viene accettato- ha “azzerato un intero ceto politico”: i soliti leader si sono solo riciclati con altre sigle, spostando a destra sé stessi e tutto l’asse politico italiano.
Se Craxi fosse vivo sarebbe tra i leader più acclamati della politica e del teatrino mediatico nostrano. Non senza ragione, perché il suo esempio, le sue ricette, i suoi seguaci sono oggi più forti e diffusi che mai.
In realtà l’ azzeramento di un intero ceto politico- senza differenze ?- può avvenire solo in due modi opposti.
Con una rivoluzione popolare che abbia una teoria politica alternativa , un partito-guida e sia dotata di forza cosciente e sufficiente : tutti elementi che mancano nella fase attuale.
Con un colpo di Stato anticostituzionale - non necessariamente violento e militare – che metta alla guida dello Stato e del Paese, un “uomo forte”, un “cancelliere-presidente” con pieni poteri (come in USA),capace di imporre con la violenza le ricette disumane dell’imperialismo distruttivo. Questo sbocco è – purtroppo- molto più realistico e vicino di quanto si pensi normalmente. Anche Grillo deve farvi i conti.
E’ allora essenziale qualificare la rabbiosa , diffusa e legittima protesta di Grillo con alcune proposte capaci di indicare percorsi di liberazione di rispetto costituzionale e di sovranità popolare delegata.
In un precedente testo- commentando il V-day- avevo segnalato i limiti ed i rischi dell’ iniziativa- pur lodevole – del comico genovese. Quel testo - inviato anche a Beppe Grillo, che non ha risposto - si trova sul sito DAC- www.romacivica.net/forumdac- e sul altri siti WEB che hanno ritenuto di riprenderlo.
Altri commenti- parzialmente critici- sono venuti da Gennaro Carotenuto e dal campo antimperialista: quest ’ultimo ha segnalato i limiti più radicali dell’approccio e della cultura politica di Grillo.
Ma invece di rispondere a queste riflessioni critiche- che però formulano proposte costruttive e qualificate- Grillo perde tempo ed energie a battibeccare con i leader di partito che dice di ripudiare.
Cade cioè nel gioco della polemica leaderistica e mediatica - in buona parte ipocrita e strumentale-
trascurando metodi e contenuti necessari per costruire una vera alternativa alla partitocrazia dominante ed alla connessa mediacrazia degli imbonitori prezzolati.
Invece di dialogare con quelli che si battono da decenni contro il sistema che denuncia, Grillo preferisce rispondere alle invettive mediatiche – scontate- delle oligarchie dominanti. In questo modo sta perdendo l’occasione di guidare un grande movimento popolare verso sbocchi liberatori ed alternativi, tanto attesi dalla grande maggioranza dei cittadini italiani. Faccio qualche esempio per chiarire.
. Elezioni e rappresentanza : qual è il problema politico vero da cui partire ?
Grazie al potere economico e mediatico, al sistema elettorale maggioritario binario, alla partitocrazia ed alla connessa mediacrazia, la casta degli eletti- a livello centrale e periferico- non ha alcun rapporto con la volontà e le esigenze degli elettori, con i diritti civili e costituzionali dei cittadini, con le norme della Carta costituzionale (sovranità popolare delegata). Lo Stato- occupato e privatizzato dai partititi- il Parlamento e Istituzioni rispondono ormai ai voleri della finanza e dei poteri forti del capitalismo, contro gli interessi , i diritti ed i bisogni della maggioranza dei cittadini deleganti. Le liste civiche di Grillo e le sue proposte sono in grado di modificare questa deriva anticostituzionale ultradecennale ? La mia risposta è NO.
Quand’anche qualche condannato – ma i reati vanno specificati e selezionati- fosse allontanato dal Parlamento, oppure i deputati fossero cambiati ogni due legislature, le logiche ed i manovratori che reggono il sistema elettorale e il potere decisionale rimarrebbero al loro posto .
Le liste civiche esistono già da anni , ci sono quelle corporative e quelle più accettabili. Ci sono quelle che non vogliono cambiare lo stato di cose presenti e quelle che dicono di volerlo fare. Sul piano elettorale- sprovvisti di soldi e di media- non hanno fatto neppure il solletico ai partiti dominanti. Quando pure hanno conquistato qualche eletto, questo è rimasto succube della partitocrazia. Se ha tentato di rappresentare la volontà ed i bisogni popolari è stato subito messo all’indice : gli esempi sono numerosi e riguardano perfino i partiti più credibili , come RC e Comunisti italiani (D’Erme, Turigliatto, Simeone, Rossi, ecc.).
L’idea che possano essere i cittadini ad eleggere i loro candidati è velleitaria , stante la situazione in cui si svolgono le elezioni capitaliste. Sono i soldi ed i mass-media che fanno conoscere e reclamizzano i candidati “eccellenti”. Come fanno allora i cittadini a conoscere i candidati migliori ?
Ecco perché i gruppi sociali attivi hanno percentuali di voto irrisorie, mentre un partito “inventato” da un paio di leader accreditati raggiunge subito qualche unità percentuale.
Se si vuole innovare , occorre riformare - strutturalmente e radicalmente – il meccanismo elettorale e quello mediatico che lo sostiene, facendoli rientrare nella Costituzione al servizio della sovranità popolare delegata. Un imperativo che deve valere per tutti, non solo per le liste civiche o di Grillo. La legge di iniziativa popolare deve avere questi contenuti, altrimenti non serve a nulla. Perciò ho formulato, fin dal 2001, le proposte che si trovano sul sito DAC citato.
- Stato e Costituzione : un movimento popolare di ispirazione democratica (potere del popolo) non può tacere alcune questioni elementari che interessano i cittadini coscienti. Se non lo fa, diventa ambiguo e qualunquista con il rischio di derive ancora più autoritarie ed oligarchiche di quelle che subiamo oggi.
Per brevità , le richiamo per titoli, anche se meritano una riflessione ben più ampia e profonda.
Lo Stato costituzionale- privatizzato- mercificato ed occupato dalla partitocrazia e dalla mediacrazia- ha perso le sue funzioni costituzionali di interesse popolare :servizi, stato sociale, pianificazione e distribuzione delle risorse, controllo sui poteri forti e mafiosi, ecc. Ha conservato solo quelle repressive, militari, fiscali e poliziesche. Da qui il ripudio popolare verso un tale “Stato”, lottizzato dai poteri forti e dai partiti.
Come si recupera l’autonomia ed il potere dello Stato- comunità rispetto ai poteri forti, ai partiti, ai mafiosi, ai furbi, ai parassiti, ai corrotti (che non stanno solo in parlamento ) ?
La Costituzione antifascista – finora beffata e violata- è un ferro vecchio oppure contiene principi, norme, indicazioni che impongono quella legalità, onestà, giustizia che Grillo dice di voler perseguire ?
L’ultimo referendum popolare ha respinto con forza il tentativo destrorso per liquidarla, anche formalmente.
Tutti i nostri deputati - che sono eletti per onorarla e rispettarla - fanno il contrario, ma nessuno chiede loro di dimettersi per una simile violazione. E Grillo che ne pensa ?
I mass-media costituiscono il più potente strumento di egemonia nelle mani dei poteri internazionali e nazionali, dei partiti e dei giornalisti. La graduale privatizzazione- mercificazione del sistema comunicativo, della RAI, delle emittenti radiotelevisive locali, dei giornali, ha prodotto un monopolio tutto oligarchico, propagandistico e commerciale della TV e dei mass-media. E’ possibile pensare di cambiare qualcosa se non si affronta anche questa questione con proposte strutturali, qualificate, innovative ? Io credo proprio di NO.
Per questo avanzo da anni le proposte sui diritti comunicativi contenute nel sito DAC citato.
Cosa ne pensa Grillo ? E’ anche lui nel coro della cosiddetta “libertà di informazione”- concezione oligarchica e corporativa a beneficio della casta dei giornalisti ? Sappia che l’UNESCO nel 1984 ha denunciato tutta l’ambiguità di questa concezione, contrapponendo ad essa quella del DIRITTO A COMUNICARE dei popoli, dei cittadini-utenti e di tutti gli operatori della comunicazione.
Il primo imperativo di una reale liberazione è quella dal linguaggio e dalle parole che ci opprimono.
La politica- come scienza che analizza e risolve i problemi collettivi secondo valori di equità e di umanità-
è altra cosa dal teatrino di politicanti ed imbonitori che conosciamo Quindi richiede capacità teoriche e comportamenti adeguati. Grazie alla sua popolarità Grillo, e coloro che lo sostengono, debbono cercarsi gli interlocutori ed i contenuti necessari a sviluppare una teoria politica e un percorso di liberazione, adeguati ai fini che dicono di voler perseguire. Ciò significa che il blog di Grillo deve diventare un reale strumento di comunicazione di contenuti e di proposte, più che un flusso unilaterale di testimonianza e di polemica.
Qualificando il suo movimento , Grillo troverà alleati ed interlocutori nel sociale e tra la gente comune.
Come per i partiti ed i movimenti, il rischio concreto è l’autorefenzialità oppure la confusione tra analisi, denuncia e soluzioni liberatorie. Non abbiamo bisogno dell’ennesimo fiasco movimentista né di un processo innovativo legato solo alle sorti personali del suo “detonatore” .