Ciarlatani0906
RAI e dintorni : riformisti improbabili e cantastorie di mestiere
(nota di E. Giardino- Forum DAC)
Uno scenario inquietante fatto di ipocrisia, cedimenti e tradimenti elettorali
Per mesi e mesi i leader del centro-sinistra ci hanno raccontato le nefandezze del “conflitto di interessi”, connesse alla legge Gasparri, alla occupazione berlusconiana della RAI, alla propaganda ed alla censura
delle voci critiche, fino alla mistificazione pianificata della realtà del Paese. Prima delle elezioni, tavoli di programma- monopolizzati dai partiti dell’Unione- avevano definito impegni di governo, sia pure mediati
ed “addolciti”per non spaventare gli elettori. Vinte le elezioni, una analoga “sceneggiata” si è ripetuta sul referendum popolare costituzionale che ha bloccato – a grande maggioranza- il tentativo berlusconiano di riscrivere la Costituzione in chiave autoritaria. Sono passati alcuni mesi da allora, nulla di nuovo è accaduto,ed il nuovo governo fa strani discorsi: la Costituzione va cambiata ed aggiornata con un consenso bipartizan;la legge sul conflitto di interessi” deve essere soft e non deve “punire Berlusconi; la legge Gasparri “va ritoccata, non abrogata o stravolta; la “nuova legge di sistema non deve punire né Mediaset né Berlusconi”, deve solo lasciare spazio ad un altro monopolista entrante. Si, l’occupazione RAI c’è stata,ma la maggioranza del CdA è ancora berlusconiana, non è nemmeno possibile cacciare i lottizzati della “casa delle libertà”, perché costoro sarebbero pagati comunque dalla RAI.Quindi occorre “ mediare e trovare onorevoli intese bipartizan”, come su altre questioni di politica internazionale e nazionale.
Queste posizioni sono ipocrite , illegittime ed inaccettabili, tradiscono gli impegni elettorali e riducono il sistema “maggioritario binario” ad un regime consociativo, oligarchico ed anticostituzionale. Le voci critiche interne all’Unione vengono tacitate in due modi : con il richiamo all’unità della coalizione- cioè all’ossequio delle decisioni uliviste- e/o con il ricatto dello “allargamento a destra” dell’Unione.
Intanto la RAI va alla deriva : delegittimata come pubblico servizio, cede risorse e spazio ai due monopolisti
dell’etere – Mediaset e Sky- perde ogni presenza nel calcio (anche come semplice notiziario), subisce “in silenzio” attacchi “trasversali e combinati” sulle sue entrate (canone e pubblicità).
Vediamo allora dove sta l’ipocrisia e quali rimedi “costituzionali” sono possibili, urgenti e necessari per la RAI, per il conflitto di interessi e per il sistema comunicativo integrato(oggi monopolistico).
Lottizzazione privatistica (partitica) e governativa della RAI : i rimedi necessari
Sono decenni che lo Stato italiano , la RAI ed altri settori pubblici o di preminente interesse pubblico subiscono la lottizzazione governativa e/o dei leader dei partiti che contano. Nessuno ha mai mosso un dito per ostacolarla o per neutralizzarla. Si tratta invece di un reato penale, ben più grave di quelli di tangentopoli, in quanto stravolge la funzione costituzionale dello Stato e dei servizi pubblici- pagati ai cittadini/utenti- subordinandola a fini privati. Stravolge anche la collocazione, il ruolo e l’autonomia dei funzionari pubblici e/o degli incaricati di pubblico servizio, che vengono illegalmente sostituiti da “lottizzati partitici” servili.
Come Forum DAC, abbiamo proposto da tempo- inascoltati- le misure per battere la lottizzazione e rendere la RAI – servizio pubblico nazionale – autonoma dai poteri che da sempre la controllano. Servono anzitutto norme antilottizzatorie con sanzioni-anche penali - per chi le viola. I giornalisti ed i dipendenti RAI- a prescindere dalle loro preferenze elettorali o partitiche- devono rispondere per contratto al ruolo, ai fini , ai compiti ed agli obblighi di un servizio pubblico costituzionale : se non lo fanno debbono essere licenziati.
Nei TG e nei GR– ad es.- debbono citare e dare spazio a fonti alternative, dialettiche e pluraliste ;
debbono rappresentare correttamente e completamente gli eventi e le notizie dei fatti, senza commenti personali, distorsioni, manipolazioni o censure ; non possono calunniare persone o governanti ; non possono fare propaganda ideologica, affabulazione personale, teatrini mediatici a favore di persone o di leader.
Debbono rispettare le leggi, i vincoli di Convenzione, il contratto di servizio, gli indirizzi parlamentari.
Analoghi obblighi debbono riguardare l’intera programmazione radiotelevisiva : è arcinoto che la propaganda mediatica passa in tutti i generi di programmazione.
Nessun dipendente RAI deve poter essere punito o trasferito per capriccio di partito: come e più di ogni altro dipendente pubblico deve avere autonomia espressiva e relativa responsabilità di ruolo.
Tutto ciò va definito nel contratto di lavoro, con relative sanzioni : non può essere risolto con rimedi finti
o impraticabili, come da decenni : la deontologia professionale, gli “indirizzi parlamentari”,la “ vuota ricerca di legami partitici”. Ciascun giornalista può negare o nascondere i suoi legami partitici; può addirittura rivendicarli , senza che ciò debba o possa produrre sanzioni a suo carico.
Se a queste misure si aggiungono le assunzioni per “concorso pubblico”, lo Statuto di AUTONOMIA della RAI, la CARTA dei diritti comunicativi degli utenti e degli operatori della comunicazione, l’adeguamento oggettivo ed automatico delle risorse (introiti) alla missione assegnata (in qualità e quantità), il rilevamento diffuso di indici di ascolto e di gradimento, la trasparenza gestionale, si ha finalmente un servizio pubblico nazionale di rispetto costituzionale , qualificato, efficace e trasparente.
Conflitto di interessi
Qui non ci possono essere ambiguità ed ipocrisie : chi detiene capitali o monopoli di qualsiasi tipo, non deve essere eleggibile. Sappiamo tutti che le nostre elezioni si vincono con i capitali e con i mass-media.
Sappiamo anche che è la politica che determina scelte economiche, industriali e mediatiche.
Il rapporto politica-elezioni e mass media è ormai chiaro a chiunque. Non è accettabile- né legittimo- che un monopolista qualsiasi possa anche avere il potere delle scelte politiche. In questo caso sarebbero vanificati i principi-cardine del liberalismo e della Costituzione : concorrenza, pari opportunità politiche e di diritti, ecc.
Dentro il sistema integrato della comunicazione devono esserci finalità e gestori di natura diversa e dialettica, va cambiato il monopolio tutto commerciale oggi esistente, perché anticostituzionale.
Il servizio pubblico radiotelevisivo è altro e diverso da qualsiasi altro servizio radiotelevisivo privato.
Costituzione antifascista
La revisione della nostra Costituzione- ancora attualissima ed inapplicata - non fa parte del programma dell’UNIONE. Il referendum popolare ha bocciato le proposte avanzate dalla “Casa delle libertà”: come è possibile trovare ora “accordi” con questi soggetti e con le loro proposte bocciate ?
Per quali fini e per quali esigenze popolari si pensa ancora di cambiare la Costituzione ?
Quali sono le norme costituzionali che impediscono la democrazia o il progresso nel nostro Paese ?
Dopo il referendum costituzionale popolare , tutti i leader partitici dovrebbero impegnarsi a rispettare e far applicare la Costituzione alla quale giurano fedeltà e per la quale godono di grandi privilegi personali.
Assecondare o subire Berlusconi e le sue palesi violazioni costituzionali non serve ai neo-governanti. Questi debbono realizzare il programma, anche a colpi di maggioranza- come è normale nel maggioritario binario- e dimostrarsi altri e diversi (alternativi) dal patto berlusconiano”. In questo modo guadagnano identità, popolarità e il consenso politico di lavoratori, cittadini, immigrati , donne, pensionati, studenti.
In caso di boicottaggio o di “stallo” parlamentare , si può e si deve andare a nuove elezioni denunciando Berlusconi ed i suoi alleati per una politica - anticostituzionale, antisociale ed antipopolare- che tende a privilegiare i privilegi personali e di casta, le ingiustizie, le illegalità e le impunità dei monopolisti.
I cittadini –elettori dovranno scegliere da quale parte stare : si ridurrà l’astensionismo di sinistra.
L’Italia è- per storia e per tradizione- un feudo di monopoli assistiti, una Stato delle corporazioni protette,
ereditate dal fascismo e dal clericalismo : vale per i tassisti, per le corporazioni di mestiere (giornalisti, avvocati, liberi professionisti), per i grandi finanzieri ed industriali… fino alle cupole del calcio, della P2, della massoneria e della mafia. Solo una RAI forte ed indipendente e le emittenti comunitarie possono far emergere le nefandezze di questi monopoli assistiti, non certo i giornali- tutti privati e padronali- né le reti radiotelevisive degli stessi monopolisti assistiti. In questi giorni si è saputo che la CIA e il governo USA comprava la propaganda anticastrista di giornalisti statunitensi asserviti. Ma il coro anticastrista dei nostri giornalisti ha gli stessi caratteri e gli stessi contenuti : sono stati pagati anche costoro oppure hanno lavorato “gratis” in omaggio ad un servilismo “ideologico” sempiterno ?
Gli esempi di censura e di manipolazione mediatica sono ormai moltissimi e sempre più frequenti , non riguardano solo i Paesi aggrediti, come in Medio Oriente o nella ex-Jugolavia : si va dall’oscura ed ambigua strage delle twin towers in USA del 2001, fino alla barbara uccisione di Carlo Giuliani (2001).
Su entrambi questi episodi stanno emergendo “verità” sconvolgenti, raccapriccianti e scomode, che i grandi mass-media si guardano bene dal rappresentare. Invece sbandierano le favole su Bin Laden, le menzogne
elettorali di Bush, le ipocrite litanie sul terrorismo, la “solidarietà” servile dei nostri governanti.
La lottizzazione della RAI è appunto funzionale a tanta rozza mistificazione di “destra” e di “sinistra”.
Roma 11 settembre 2006