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In questo numero

 

LUIGI SANDRI
Firmata la Charta oecumenica
Domenica 22 aprile, nella chiesa luterana di s. Thomas, a Strasburgo, il metropolita ortodosso Jeremias, presidente della KEK (Conferenza delle Chiese europee) e il card. Miloslav Vlk, arcivescovo di Praga, presidente del CCEE (Consiglio delle conferenze episcopali d'Europa), hanno firmato la "Charta oecumenica", cioè le "Linee guida per la crescita della collaborazione tra le Chiese in Europa". Era stata la seconda Assemblea ecumenica europea (Graz, Austria, giugno
'97) a proporre l'impegnativa idea della "Charta" che, infine, dopo un lungo cammino, è ora giunta a maturazione. Il documento non risolve naturalmente tutti i problemi pendenti tra le Chiese cattoliche, ortodosse, anglicane e protestanti del Continente; esso offre tuttavia una valida piattaforma comune che, accolta davvero da tutti - dai "vertici" alla "base" - attuata ed approfondita permetterà di riprendere di buona lena il cammino ecumenico per compiere, tutti insieme, passi sempre più decisi verso la piena riconciliazione tra i cristiani europei. Della "Charta oecumenica" pubblichiamo qui alcuni passaggi; il testo completo è disponibile in sede o sul sito web del Cipax.
"Coscienti della nostra colpa e pronti alla conversione dobbiamo impegnarci a superare le divisioni che esistono ancora tra noi, in modo da annunciare insieme, in modo credibile, il messaggio del Vangelo tra i popoli. (…) Nel nostro continente europeo, dall'Atlantico agli Urali, da Capo Nord al Mediterraneo, oggi più che mai caratterizzato da un pluralismo culturale, noi vogliamo impegnarci con il Vangelo per la dignità della persona umana, creata ad immagine di Dio, e contribuire insieme come Chiese alla riconciliazione dei popoli e delle culture. (…) Questa Charta (…) non riveste alcun carattere dogmatico-magisteriale o giuridico-ecclesiale. La sua normatività consiste piuttosto nell'auto-obbligazione da parte delle Chiese e delle organizzazioni ecumeniche europee. (…) La nostra fede ci aiuta a imparare dal passato e a impegnarci affinché la fede cristiana e l'amore del prossimo irraggino speranza per la morale e l'etica, per l'educazione e la cultura, per la politica e l'economia in Europa e nel mondo intero. (…) In quanto chiese e comunità internazionali dobbiamo contrastare il pericolo che l'Europa si sviluppi in un ovest integrato e in un est disintegrato. Occorre evitare ogni forma di eurocentrismo e rafforzare le responsabilità dell'Europa nei confronti dell'intera umanità, in particolare verso i poveri di tutto il mondo".


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DAVIDE ROSTAN
SPIRITUALITA' ECUMENICA
La Charta oecumenica firmata il 22 aprile dalla Conferenza delle chiese europee e dal Consiglio delle CEI, non ha un capitolo dedicato in modo specifico alla spiritualità, ma si parla giustamente di azione dello Spirito e di ascolto della Parola, come motori del movimento ecumenico. Ora si tratta di chiedere allo Spirito che ci permetta di esporci anche al dialogo coraggioso su ciò che ci divide, senza usarlo come mantello uniforme per mostrare un'unità o di parte o illusoria. Da un dialogo serio e fecondo possono nascere anche tradizioni liturgiche nuove, rispettose delle diversità e capaci di parlare anche e soprattutto a chi vive la propria fede nelle piccole comunità e non nei grandi eventi ecumenici.
Alcuni dei momenti di preghiera a Strasburgo sono stati affidati alle varie confessioni presenti, altri sono stati gestiti insieme: è stato bello e ha permesso di mostrare come l'unità in Cristo delle varie chiese si espliciti sia nella nostra diversità, sia in quanto ci accomuna.
Bella anche la scelta fatta nel momento di preghiera comune preparata secondo la tradizione protestante che, pur in assenza di un momento eucaristico, ha proposto un gesto di condivisione del pane e dell'uva: un gesto simbolico, ma anche un primo passo verso quanto auspicato dalla Charta stessa.


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Voce di una che grida nel deserto.
Antonietta Potente ci scrive: quando vivevo in Italia ho sempre sentito una certa resistenza verso i gruppi che si riunivano intorno a persone che si trasformavano in guru, maghi e terapeuti. Questa diffidenza la coltivavo soprattutto se questi profeti venivano da continenti di cui si parla molto, ma si conosce poco. Penso che chi vive in queste realtà debba imparare a convivere con l'anonimato, come le terre e le persone di cui è segretamente testimone. Varie volte ho avuto l'impressione che per me stava succedendo lo stesso col Cipax. Parlandovi di un mistero e di una storia che diventa lentamente familiare, non volevo parlare di me. Io non sono una maestra di vita, ma come diceva S. Domenico dal quale raccolsi umilmente il carisma: io sono soltanto un predicatore. Potremmo ritradurlo con la frase di Giovanni Battista: " io sono voce di uno che grida nel deserto". La voce è per suscitare iniziativa, per restituire parola e non per essere ripetuta. Appropriarsi di esperienze così diverse e contestuali può far danno. Io parlerò con questa terra, che purifica le parole, che conosce il prezzo alto dell'idolatria e per questo non sa costruire altari intorno alle persone. Lasciate che le mie parole si perdano in questa terra boliviana.

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CANTIERE CIPAX

Casa del buon vivere
Nel febbraio del 2000 abbiamo iniziato un progetto di collaborazione con la comunità indigena di Cochabamba. Dopo molti tentativi sbagliati abbiamo pensato che gli amici del Cipax potevano aiutare fraternamente e, per quanto possibile, in silenzio la comunità che voleva tentare l'agricoltura campesina nel Chapare, zona della selva a più di 100 Km. dalla città, critica per gli insediamenti militari e per lo sradicamento della coca, ma favorevole per i costi. Dopo un anno la comunità ha deciso di continuare da sola il lavoro, per non creare dipendenze o illusioni e per non alimentare invidie nell'ambiente. La scelta indica il rigore morale e la peculiare cultura della comunità. Come ultimo atto li abbiamo aiutati ad acquistare un camion per il trasporto dei prodotti in città. Ora alla tipica preoccupazione europea per il risultato e il prodotto può forse sostituirsi quella per il processo e la relazione. Anche in questo caso abbiamo imparato molto da loro.

Laboratorio politico.
Continua il lavoro: i partecipanti si riuniscono una volta al mese nel laboratorio e alcune volte in piccolo gruppo (con intensa partecipazione). I temi oscillano tra quelli sui movimenti della società civile (dopo Seattle, dopo Porto Alegre) a quelli più istituzionali (i luoghi della politica e la Carta europea dei diritti). Ora stiamo fissando la barra del timone per la navigazione del prossimo anno. Concluderemo questo con un recupero della memoria di quei movimenti e di quelle esperienze che hanno attraversato nel passato il nostro universo di riferimento. Come stavamo nella politica, cosa vive oggi di quelle esperienze? La barchetta del Cipax naviga in quelle acque per traghettare qualcuno ancora dotato di ideali dal compromesso storico a Seattle (!). Ne parleremo il 18 maggio. Il 15 giugno tireremo le somme del lavoro cercando di capire quali siano oggi i tempi, i modi e i limiti della politica.

Una grande bibliografia pacifista
E' disponibile in sede (e sul sito) il prezioso lavoro curato da Enrico Peyretti: una bibliografia specifica che comprende per ora circa novanta tra libri, opuscoli e articoli su casi di difesa di diritti umani e di diritti dei popoli, e di liberazione senza uso della violenza armata. La bibliografia raccoglie elementi della storia delle lotte nonarmate e/o nonviolente, alternative alla guerra, alla cui scoperta un ramo della cultura di pace sta lavorando in questi anni. Si dicono nonarmate le lotte che fanno a meno delle armi per una ragione di fatto, per impossibilità o convenienza, e nonviolente le lotte che fanno questa scelta per una ragione di principio, pur potendo usare le armi. Anche le prime dimostrano le possibilità e la relativa efficacia delle lotte condotte con l'arma semplice e potente della non collaborazione popolare al potere ingiusto. La dominante cultura di guerra ha ignorato queste forme di resistenza , facendole apparire impossibili. Ma per quanto possa essere difficile, 'quel che è fatto è possibile'

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Ricetta equa e solidale
Nonna Franca, che ha messo in cantiere il terzo o la terza nipote (fa più nipoti che ricette) prepara questo pantagruelico Couscous per la sua grande famiglia. Cuoce il couscous come consigliato sulla busta de "L'altro mercato" e lo condisce così per 10 persone: 1 chilo di carote, 300 g. di cipolle, 800 g. di rape pelate, 1 chilo di zucchine, 500 g. di pomodori, qualche pezzo di zucca, 250 g. di uva passa, coriandolo macinato. Tornata stracarica dal mercato (non L'altro, ma quello sotto casa) taglia le verdure a dadini, le fa cuocere in padella con olio e sale, poi aggiunge una salsa piccante di peperoncini rossi e lo serve a tutti (infanti esclusi). Se l'operazione è troppo complessa e rischiate di "schiodare o stirare" (come si dice oggi) condite il couscous con sugo di pomodoro, cipolla e basilico e ….chi s'è visto, s'è visto!

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VITO RICCI
IL NUOVO SITO WEB DEL CIPAX
Da circa un mese e mezzo il nostro sito Internet (www.romacivica.net/cipax) si è rinnovato: si è arricchito nei contenuti e ha una veste grafica variopinta, ispirata ai colori dell'arcobaleno e alla wipala, simbolo di pace nella cultura degli indios dell'Ecuador.
Dopo la pagina di benvenuto, si entra nella home page con il menù dei collegamenti alle pagine interne, la bacheca - ove sono riportati in breve gli appuntamenti principali della settimana - e un piccolo editoriale che affronta argomenti di attualità. Accanto alla presentazione dell'associazione, le pagine interne abbracciano i diversi settori del cantiere Cipax: Educazione alla Pace, Educazione allo Sviluppo, Ricerca Politica, America Latina, Preghiere Ecumeniche, Canti e Danze. Ciascun settore è presentato e sono indicate le iniziative che progettate. A titolo di esempio, la pagina dedicata all'educazione allo sviluppo, che è particolarmente ricca, contiene questi temi: Rete di Lilliput (di cui il Cipax fa parte), Commercio Equo e Solidale, Campagna Tobin Tax, Turismo Responsabile e tutti gli appuntamenti. In linea vi sono anche dei files (volantini, appelli, materiale informativo) che possono essere "scaricati". Nella pagina delle Pubblicazioni vi sono notizie e testi relativi ai libri pubblicati, al servizio documentazione e al notiziario "Strumenti di Pace". Un altro spazio è dedicato a una vasta raccolta di links a siti d'interesse di varie tematiche sociali (solidarietà, associazioni, pacifismo, informazione, ambiente, ecc.). Le pagine web sono aggiornate ogni settimana in modo da fornire un'informazione che desideriamo sempre puntuale e precisa.
Abbiamo rilevato che il sito è uno strumento di comunicazione molto potente per la nostra attività, perché costituisce un ponte per la conoscenza diretta di tante persone e la partecipazione alle iniziative. Il Cipax ha comunque a cuore le persone che non accedono a Internet, alle quali invia notizie e informazioni con i mezzi tradizionali.

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RAFFAELLA CHIODO
LA SOCIETA' CIVILE MONDIALE AL G8 DI GENOVA
Mancano poco più di due mesi all'appuntamento del G8 di Genova. Si tratta di un occasione importante per il mondo variegato della cosiddetta "società civile" mondiale e in particolare per quella europea e italiana. Sarà infatti il primo incontro che tenterà di fare un passo in avanti rispetto al Forum di Porto Alegre, ponendo le basi per la costruzione di strategie comuni dei movimenti che si oppongono alla globalizzazione selvaggia e al potere incondizionato dei G7+1.
I promotori del Genoa Social Forum (GSF), oltre a contestare "in diretta" i contenuti che emergeranno dal Vertice, intendono contribuire al dibattito internazionale del movimento dando voce e visibilità a chi crede che un mondo diverso è possibile e alle concrete politiche alternative che già oggi vengono sostenute e praticate al Nord come al Sud, a Est come a Ovest.
Il lavoro comune svolto in questi mesi dal "cartello"- più di 100 associazioni, O.N.G., gruppi, composto da diverse anime che formano e organizzano il GSF - è stato faticoso e per niente scontato, ma ha portato alla proposta di realizzare una fitta settimana di iniziative.
Questa ipotesi di lavoro è stata anche discussa e vagliata insieme agli altri movimenti che da varie parti d'Europa sono giunte nel capoluogo ligure per partecipare al Seminario internazionale preparatorio del GSF, che si è svolto il 4 e 5 maggio.
Questo il quadro generale: il G8 ufficiale, che si svolgerà dal 20 al 22 luglio, verrà "circondato" dalla mobilitazione dei movimenti italiani e stranieri che a partire dal 14 al 22 luglio realizzeranno una moltitudine di eventi. Tra il 16 ed il 22 si terrà un "Public Forum" che ogni giorno affronterà in plenaria due o tre temi centrali. Il 16 sarà la volta del debito e della lotta alla povertà, il 17, diritti umani, pace e guerra e la differenza di genere; il 18 tribunale sui grandi crimini di questo ordine mondiale (clima, accesso ai farmaci, OGM e sicurezza alimentare), finanza "questo mondo non è in vendita; il 19 "cittadini globali" (a seguito della manifestazione dei Migranti); il 20 Lavoro "Per una politica del Bene Comune"; il 21 la democrazia globale e infine il 22, il commercio e una Plenaria generale di bilancio del GSF e sulle nuove scadenze internazionali.
Per ciò che riguarda le manifestazioni il programma prevede: il 19 la manifestazione dei Migranti contro il razzismo e per i diritti degli immigrati; il 20 la realizzazione di azioni dirette nonviolente; e il 21 la grande manifestazione finale che, si prevede, porterà a Genova più di 100.000 persone provenienti da tutto il mondo.
Tra gli eventi previsti vi sono anche quelli dedicati a Sapere e Formazione, ad Agricoltura e molti altri, che in questi giorni sono costruiti per completare il quadro delle idee alternative che si muovono in tutto il mondo. Ogni organizzazione, associazione o gruppo può proporre autonome iniziative da inserire nel programma di Genova e comunicarle alla Segreteria tecnica del GSF a sondage@ge.itline.it.
La speranza è che a Genova si ritrovi un movimento di persone che, avendo voglia di scambiarsi esperienze e linguaggi diversi, ci aiutino giorno dopo giorno a costruire un mondo migliore. Vi aspettiamo!

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CESARE FRASSINETI
La violenza non paga
La storia dell'umanità si iscrive lungo una freccia evolutiva con una cadenza di progressiva coscientizzazione. Uno dei salti qualitativi di questo processo è il passaggio, nella composizione dei conflitti, dall'occhio per occhio alla nonviolenza attiva. Raccoglie un diffuso consenso l'affermazione che la vicenda storica di Gesù di Nazareth, secondo il racconto dei vangeli, rappresenta l'evento, il kairòs, che segna questa rottura profonda con il passato Sono trascorsi duemila anni e riusciamo ancora a produrre, oltre che guerre "vere", anche nefandezze come le guerre "umanitarie". Potrebbe sembrare tutto un fallimento. Ma la realtà è molto più complessa, solo che si pensi che la specie umana è comparsa sulla terra a quanto pare quattro miliardi di anni fa ed è quindi estremamente breve il tempo trascorso dalla testimonianza del nazareno: ma è altrettanto vero che oggi l'esplosione della prevaricazione dei poteri forti sulla maggioranza dell'umanità genera in chi ha sete di giustizia un bisogno di contestazione senza sconti contro chi pretende di dettar legge perché più forte. E' vero tuttavia che la coscienza della dignità di ogni essere umano è fortemente cresciuta. Quale può essere oggi il punto di equilibrio tra la "pazienza del tempo" e la drammatica pressione della violenza dei padroni? La storia ha dimostrato con sempre maggiore evidenza che la risposta violenta non paga, ecco perché nella società civile responsabile si sta diffondendo l'orientamento verso la nonviolenza attiva. Ciò significa dimostrare all'avversario, con il massimo di lucidità di analisi quanto sia grave il suo comportamento e, di fronte a possibili incallite sordità, essere disposti a quei sacrifici che l'Amore della Verità può comportare. Facile a dirsi, difficile a farsi: proprio perché siamo coscienti di questo al nostro Cipax manteniamo attivi lo studio e l'esperienza esistenziale dei valori della nonviolenza attiva.

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Approfondimenti
L'appuntamento di luglio a Genova non scatterà solo per gli otto paesi più ricchi del mondo (il famoso G8), ma anche per l'eterogeneo movimento che maldestramente viene definito "antiglobalizzazione", che sta preparando una "tre giorni" intensa, ricca di incontri, dibattiti, musica, spettacoli dal 19 al 22 luglio. Perché tanto lavoro? I contenuti sono chiari, tanto che non sembrano possibili mediazioni e sono condivisi dai vari protagonisti della società civile: cancellazione totale del debito, tassazione delle speculazioni finanziarie, regole commerciali più eque e paritarie, sviluppo rispettoso dell'ambiente e delle persone. Su questi temi si sono impegnate anche le congregazioni religiose con un coraggioso appello delle Commissioni di Giustizia e Pace, che saranno a Genova per digiuno e preghiera. A luglio tutti i movimenti della società civile dovranno dimostrare che sanno stare in piazza per chiedere una nuova politica globale pacifici. Nelle varie città e al Cipax si stanno promovendo iniziative di formazione alle azioni nonviolente: uscendo dalla logica del nemico, favorendo il dialogo, il confronto per il cambiamento. Per informazioni e documenti: www.retelilliput.org, www.genoa-g8.org, per le congregazioni religiose mc@pcn.net.


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In Agenda
Pregare per la pace a Roma.

Gli appuntamenti previsti dal programma di preghiere ecumeniche proposto all'inizio dell'anno in questi ultimi mesi sono stati sostituiti dalla partecipazione alle veglie di preghiera organizzate dalla Commissione Giustizia e Pace dell'Unione Superiore/ri Generali che si svolgono nella chiesa di S. Marcello al Corso alle ore 19.00. I prossimi sono venerdì 25 maggio e venerdì 22 giugno.

Pregare per la pace a passo di Danze.
con successo ed entusiasmo confermiamo gli incontri di Danze Sacre presso la Scuola Maria Ausiliatrice (Via Dalmazia, 12) un sabato al mese dalle ore 15.30 alle ore 19.00. Vi aspettiamo per il 19 maggio ("La danza, l'amore e la vita"m conducono S. Lepore e M.) e il 9 giugno ("La danza e i simboli", conducono C. Flumeri e S. Lepore). E' preferibile annunciare la propria presenza in sede o a Stefania Lepore (0676963043).

Armonie e differenze: Cristiani, Ebrei e Arabi nella Spagna medievale. Un concerto ecumenico per sostenere i progetti del Cipax. Mercoledì 6 giugno 2001 alle ore 21 alla Chiesa valdese di Piazza Cavour, esegue il gruppo "L'Amoroso Cantar".

Incontri del venerdì nella sala della Comunità di S. Paolo via Ostiense 152 b.
Il 25 maggio alle ore 18.30 presentazione del libro di Sergio Tanzarella "La purificazione della memoria. Il compito della storia fra oblio e revisionismi". Oltre all'autore saranno presenti Maria Bonafede, pastora della Chiesa valdese di Piazza Cavour e il teologo mons. Carlo Molari, coordina Roberto Mander rappresentante per l'Italia della "Pacemaker Community".
Il 1 giugno alle ore 18.30 presentazione del libro di Carlo Crocella "Il cattolico e il mago. Viaggio di un cattolico nei mondi sella spiritualità contemporanea". L'autore, scrittore di etica nella politica e di spiritualità, sarà intervistato da Anna Colombo.


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ANTONIO THIERRY
Invito alla lettura
Cipax e Lega per i diritti dei popoli hanno pubblicato Plan Colombia. Progetto dell'imperialismo e risposta popolare di Giulio Girardi. E' un esame attento del piano che propone il superamento delle varie forme di guerriglia e il finanziamento (da parte di USA, Colombia e Comunità Europea) di progetti d'investimento nelle zone colpite dalla violenza e dalle coltivazioni illecite. Il piano è stato elaborato da gruppi di esperti in forma segreta e antidemocratica e i suoi obiettivi dichiarati differiscono dagli obiettivi reali, che mirano a sconfiggere militarmente la guerriglia e a promuovere un'alleanza politica, militare ed economica latinoamericana sotto la leadership nordamericana. Rimangono inesplorati i problemi cruciali: la povertà e le ingiustizie sociali provocate dal modello neoliberista, la corruzione, gli interessi delle multinazionali, l'alleanza tra esercito e paramilitari, la promozione della democrazia, la garanzia dei diritti umani, i negoziati di pace. Le pagine finali contrappongono al piano di guerra un autentico piano di pace nonviolento.

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