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In questo numero


Per una cultura di pace e nonviolenza

Il 2000, anno internazionale per una cultura della pace; 2001-2010, decennio per una cultura della pace e della nonviolenza per i bambini del mondo.
Con questa dichiarazione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che ha accolto l'appello sottoscritto da 23 premi nobel per la pace e da tante altre personalità di fama internazionale, ci apprestiamo ad entrare nel nuovo millennio con un sentimento di rinnovata speranza e fiducia. Si tratta infatti di un riconoscimento molto importante, di grande valore simbolico, che sostiene e rafforza l'impegno di tutti coloro che credono nella nonviolenza. Ora, per tradurre la dichiarazione in progetti e azioni educative, l'Unesco e il comitato organizzativo che ha sostenuto l'appello dei nobel per la pace ha costituito una rete mondiale di cui l'associazione PeaceLink è referente per l'Italia (e il Cipax farà certamente la sua parte). La realizzazione di questa straordinaria dichiarazione d'intenti richiede anche il contributo di ognuno, e a tale scopo è stato elaborato il seguente testo "Commitment 2000 - Impegno per una cultura della pace e della nonviolenza": come dire, facciamo anche noi le nostre dichiarazioni di impegno e mostriamo di saperle mantenere.
L'anno 2000 deve essere un nuovo inizio per noi tutti. Insieme possiamo trasformare la cultura della guerra e della violenza in una cultura della pace e della nonviolenza. Questo richiede la partecipazione di ciascuno. Ciò dà ai giovani e alle future generazioni valori che possono ispirarli a dare forma ad un mondo di dignità e armonia, un mondo di giustizia, solidarietà, libertà e prosperità. La cultura della pace rende possibile lo sviluppo sostenibile, la protezione dell'ambiente e il soddisfacimento personale di ciascun essere umano. Riconoscendo la mia parte di responsabilità per il futuro dell'umanità, specialmente per i bambini di oggi e per quelli delle future generazioni, io mi impegno - nella mia vita quotidiana, nella mia famiglia, nel mio lavoro, nella mia comunità, nella mia nazione e nella mia regione - a:
1) rispettare la vita e la dignità di ogni persona senza discriminazione o pregiudizio;
2) praticare attivamente la nonviolenza, ripudiando la violenza in tutte le sue forme: fisica, sessuale, psicologica, economica e sociale, in particolare verso i più' poveri e vulnerabili come i bambini e gli adolescenti;
3) condividere il mio tempo e le mie risorse materiali in uno spirito di generosità per porre un termine all'esclusione, all'ingiustizia e all'oppressione economica;
4) difendere la libertà di espressione e la diversità culturale, dando sempre la preferenza al dialogo e all'ascolto piuttosto che al fanatismo, alla menzogna e al rifiuto dell'altro;
5) promuovere un comportamento nel consumo che sia responsabile e uno sviluppo di pratiche che rispettino tutte le forme di vita e preservino l'equilibrio naturale nel pianeta;
6) contribuire allo sviluppo della mia comunità, con la piena partecipazione delle donne e il rispetto dei principi democratici, al fine di creare insieme nuove forme di solidarietà.
Ciascuno si può impegnare personalmente, indicando l'ambito del suo impegno, nome, cognome, età, sesso, indirizzo, firmarlo e inviare la dichiarazione a: Appeal of the Nobel Peace Prize Laureates for the children of the world, B.P.20797, 60207 Compiegne Cedex, France


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Ecumenismo per il 2000

Quando personalmente penso all'ecumenismo, la mia mente si illumina di infinite presenze, nell'ambito umano e non; la memoria si ritrova abitata da molte persone differenti tra loro, da gesti, da timide preghiere di offerta avvolte nell'incenso. Mi vengono alla mente le infinite possibilità che la creazione stessa porta con sé, il suo potere di sanarci, di alimentarci o solo di essere luogo inedito.
L'ecumenismo si costituisce a partire dal rifiuto di comprare o scambiarci interi popoli e culture in nome di facili conversioni. Oggi l'ecumenismo ci chiede una profonda conversione, non come cambio di appartenenza a una religione o a una chiesa, ma come conversione alla vita dell'altro, che ci provoca a comprendere il bello e il buono che possiede e che la differenza rivela.
Allora, ecumenismo sarà il lento farsi delle nostre relazioni che cercano la pace, sarà intraprendere cammini di riconciliazione delle idee e delle persone, entrare in tempi nuovi di umili ascolti. Ecumenismo sarà stare attenti, vigilanti all'economia, alla Terra e a tutta la creazione, ma anche alle culture, non solo per imparare, perché ancora una volta vogliamo essere i primi della classe, ma perché le sapienze che aiutano a costruire il" tempo nuovo" e a vedere Dio, possano restare presenti per purificare la nostra postmodernità.
Antonietta Potente (dal volume "Un tessuto di mille colori")

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Un augurio

Il secolo che sta per finire può essere ricordato come un periodo di grandi scoperte, all'insegna del Progresso che infiammò al cadere del XIX° secolo. Il rovescio della medaglia: due guerre mondiali, dittature, persecuzione del popolo ebraico, sfruttamento degli esseri umani, nessun rispetto per la natura. "Quanto i testimoni di Cristo sono stati presenti per combattere queste ingiustizie e violenze?"
La stessa domanda dobbiamo farci all'alba del XXI° secolo. Esso si apre con minori esaltazioni, il clima è ovunque di ricerca, di incertezza, in qualche caso anche di paura. In una simile situazione è più forte l'annuncio evangelico: un annuncio di amore, che deve calarsi nella realtà della globalizzazione. Questo Giano bifronte, ancora di salvezza o mostro distruttivo, può essere "usato" per migliorare la vita e chiedere giustizia sociale e libertà. Libertà dai bisogni più elementari, ma anche libertà da costumi che umiliano, ad esempio, le donne (velate in Afganistan, mutilate in Africa, schiave del commercio del sesso in Europa). Possono le comunità cristiane "globalizzare" l'Evangelo?
Quale augurio migliore per il 2000 di riscoprirci fratelli e sorelle, al di là delle differenze di sesso, di etnia, di religione, di cultura? Doriana Giudici

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Gli incontri del venerdì

Riprende il ciclo annuale di incontri del Cipax
Venerdì 5 ottobre è ripreso il ciclo degli incontri del Cipax. Il tema generale resta sempre Vivere la riconciliazione nella storia, mentre l'argomento specifico di quest'anno è Il desiderio di "stare bene" in una realtà violenta. La locuzione "stare bene" è volutamente ambigua e durante gli incontri cercheremo di rendere esplicita la nostra capacità di "portare il male" e di "vivere il bene" nella storia, senza falsi moralismi. Il metodo vedrà incontri di testimonianza e incontri di riflessione e coinvolgimento. Non saranno molti incontri per la concomitanza con il giubileo romano. Nel primo il gesuita Javier Giraldo, espulso dalla Colombia ha reso testimonianza della violenza di quel paese; la situazione dell'America latina farà da sfondo agli incontri dal 10 al 14 gennaio con Antonietta Potente (vedi in 4^ pagina). In febbraio sono previsti due incontri con Ettore Zerbino e altri dell'Associazione Medici contro la tortura per dar voce alle vittime della tortura e dell'espulsione che vivono in mezzo a noi. Seguiranno il 3 e 4 marzo due incontri "ravvicinati" con Enrico Euli su Morire di desiderio, per capire perché temiamo tanto le passioni e così iniziamo a morire mentre ancora viviamo. Il 21 marzo incontreremo insieme a Daniele Garrone 4 esponenti della già nota associazione One by one che sta tessendo rapporti riconciliati tra i figli delle vittime di Auschwitz e i figli dei nazisti. Concluderemo in aprile per valutare insieme cosa possiamo e vogliamo fare come singoli e come Cipax.
ATTENZIONE! IL CANTIERE HA BISOGNO DI RISORSE PER CONTINUARE A VIVERE UN ALTRO MILLENNIO. RICORDATEVI LA QUOTA ASSOCIATIVA!!!
(Per mille anni almeno)

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Il Cipax e l'obiezione di coscienza

La legge 230/98 ha finalmente corrisposto al desiderio di molti per una giusta revisione del servizio civile e si sta compiendo il significativo cambio di dipendenza dal Ministero della Difesa all'Ufficio nazionale per il servizio civile. Ma dopo le dichiarazioni del governo sull'abolizione del servizio militare, per passare a un esercito di professionisti, c'è da chiedersi che fine farà il neonato Ufficio e che fine faranno i progetti di chi ha creduto e investito nell'obiezione di coscienza. Di questi problemi hanno discusso a lungo, manifestando tutte le loro preoccupazioni, gli esperti che hanno guidato a metà novembre ed all'inizio di dicembre il corso per formatori di obiettori presso l'Unip di Rovereto. Tutti sono stati concordi sull'esigenza di dare un peso notevole alla formazione dei giovani obiettori, per inserirli adeguatamente negli Enti che si convenzionano. Il Cipax ha sempre creduto al valore nonviolento dell'obiezione di coscienza e ha deciso di investire in essa, aprendo da dicembre uno sportello informativo (tutti i giovedì dalle 15,30 alle 19,30) per informare, informarsi e proporre iniziative in argomento.
Raffaella Cenci

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L'appello per la pace dell'Olanda

Nel maggio di quest'anno è stata celebrata all'Aia, in Olanda, la più grande conferenza internazionale per la pace. Vi hanno partecipato oltre 8000 persone che hanno dato vita a 400 gruppi di studio, seminari e tavole rotonde. La conferenza è stata promossa da una rete internazionale di associazione e movimenti che si richiamano alla Prima Conferenza Internazionale sulla pace che si tenne all'Aia nel maggio 1899 e che portò a risultati di grande importanza, come la Corte Permanente di Arbitrato, la Corte Internazionale di Giustizia e la stessa Lega delle Nazioni.
Al termine ha lanciato sette iniziative chiave per dimostrare che "a partire dal prossimo secolo la guerra non è più necessaria e legittima". Eccole, telegraficamente:
1) "Rete internazionale di azione sulle armi leggere" (in inglese Iansa), che prolificano e uccidono soprattutto nei paesi del Terzo Mondo. L'indirizzo internet è: www.Iansa.org.
2) "Campagna mondiale per l'educazione alla pace": per promuovere l'introduzione della pace e dell'educazione ai diritti umani in tutte le istituzioni educative.
3) " Campagna di ratifica della Corte Criminale Internazionale", che è nata nel luglio 1998 ma attende la ratifica di almeno 60 paesi prima di entrare in funzione. Indirizzo: www.iccnow.org.
4) "Campagna per la messa al bando delle mine antipersona". Indirizzo: www.icbl.org.
5) "Campagna per l'abolizione delle armi nucleari": si ricollega alla richiesta dei sette governi della Coalizione Nuova Agenda (NAC) che nel 1998 hanno sfidato i possessori di armi nucleari a impegnarsi per la loro abolizione.
6) "Azione Globale per Impedire la Guerra". E' un programma in varie fasi per abolire i conflitti armati. Indirizzo: www.ddh.nl/org/ialana.
7) "Basta ai bambini soldato". E' un coordinamento di ONG formatosi nel maggio 1998 per mettere fine al reclutamento militare al di sotto dei diciotto anni. Indirizzo: www.child-soldiers.org.
Per maggiori informazioni ci si può rivolgere alla Segretreria JPIC, Via Aurelia 476, 00165 Roma, e-mail: jpicusguisg@rm.nettuno.it.

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Misericordia e giustizia, letture sul perdono nei due testamenti

Arrigo Cavallina, Misericordia e giustizia, letture sul perdono nei due testamenti, con una lettera del Card. C.M. Martini
Casa editrice Il segno, Verona. L. 18.000
Arrigo Cavallina con uno stile semplice e scorrevole dialoga con il lettore sul tema del trovare, oggi, percorsi onesti e concreti per una giustizia di riconciliazione Ciò è frutto dell'elaborazione della sua personale esperienza di ex terrorista. Con molte citazioni dall'Antico e dal Nuovo Testamento, quale filo conduttore delle sue riflessioni, l'autore ci accompagna in una stimolante rilettura del modo di gestire la giustizia da parte delle società arcaiche, della società ebraica e della nostra società. Si tratta di giustizia riparatrice, attraverso la pratica del capro espiatorio, piuttosto che giustizia di riconciliazione. Al sistema attuale di giustizia punitiva, e come tale incapace di produrre cambiamento/guarigione nel singolo/cellula e nella società/organismo, Cavallina oppone la visione per la quale "si dovrebbe invece aprire un dialogo con il colpevole perché si dissoci dai comportamenti malvagi e impari a fare il bene, cioè a sentirsi un valore e non un peso per sé e per gli altri". E aggiunge: "più che un ritorno del 'malvagio' alla società 'buona', va perseguito un ritorno al dialogo nella trama di relazioni, nel punto dove questa si è interrotta".

(Anna Colombo)


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Liberare il lavoro dal mercato

La benevolenza degli amici del Cipax mi consente di proseguire nell'illustrazione delle tante, troppe contraddizioni del sistema economico dominante, caratterizzato tra l'altro dalla centralità del fattore capitale e dalla subalternità del fattore lavoro.
Nell'ultimo ventennio l'indebolimento del fattore lavoro ha conosciuto una tendenza allarmante. Hanno contribuito la rivoluzione informatica, che espelle lavoro (disoccupazione strutturale) e la mondializzazione dei mercati, che consente all'imprenditore il ricatto della delocalizzazione verso aree a più bassi salari.
Poiché l'alibi delle "leggi del mercato" libera l'imprenditore da tutte le sue colpe, rimanendo in questa palude di cinismo, continueremo nella strada del crescente impoverimento e della precarietà di vita della stragrande maggioranza dell'umanità (siamo ai 4/5?).
Reagire duramente non è frutto di delirio anarchico o di narcisismo culturale, ma "terra terra" è necessità di sopravvivenza (e di sottrazione a una forma di "rincretinimento" di massa).
Sul tema del lavoro, a parte una convergenza diffusa (anche dei padroni) sulla necessità di formazione permanente, la cultura alternativa si è posta due domande (dando le relative risposte):
a) come ripartire il monte ore in modo tendenzialmente decrescente? b) come far fronte alla precarizzazione dell'impiego, consentendo una continuità di reddito? La prima risposta è abbastanza nota e consiste nella riduzione generalizzata dell'orario di lavoro per via legislativa, secondo il modello francese: è strumento di giustizia distributiva e libera tempo da dedicare allo sviluppo personale. Meno nota la seconda. Il valore aggiunto, che la tecnoscienza applicata ai cicli produttivi consente, è così elevato da permettere che una parte, anziché data ai padroni, possa essere ripartita tra tutti i cittadini, per assicurare loro una base sobria ma sufficiente per vivere. Si tratta del reddito "di cittadinanza", un diritto che ogni persona acquisisce, per il solo fatto di essere al mondo, in modo da essere più libero dal potere di ricatto del capitale. Oggi il lavoro dipendente ha contenuti di conoscenza, che lo distinguono da quello ripetitivo di stampo "fordista". Esso è ottenuto con un forte apporto collettivo di educazione e formazione che, come frutto di un "intelletto generale", non può andare tutto ai padroni. La loro domanda furbetta è "chi paga?", visto che ritengono di mantenere la collettività con i "loro soldi" e rifiutano di ridurre i profitti per effetto delle imposte.
La battaglia sarà lunga e difficile visti gli attuali rapporti di forza. Ma, se è vero che questi padroni "ingrassando" fanno soffrire la maggioranza dell'umanità, riconoscere l'elementare diritto alla vita è un'ineludibile questione di giustizia. Stando "da questa parte" dobbiamo lottare: la rosea concertazione sociale non basta. I veri strumenti sono: la Tobin tax sulle speculazioni valutarie, adeguate imposte sulle rendite finanziarie e sui profitti, l'eliminazione dei paradisi fiscali, la drastica riduzione delle spese militari. Quante sofferenze potrebbero essere alleviate!
Cesare Frassineti

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Ladri di carrozzelle

Nell'estate 1989, in un soggiorno per portatori di handicap, alcuni ragazzi scoprono la comune passione per la musica e tornati a Roma decidono di dare vita a un gruppo musicale. La formazione presenta alcune particolarità: quasi tutti i musicisti sono affetti da distrofia muscolare, una malattia che debilita progressivamente i muscoli.
L'attività della band in questi anni è consistita in centinaia di concerti in scuole, teatri, piazze, 8 dischi, 2 video, tanta radio e TV. Ripercorriamo le date più significative del loro impegno, per ricostruire la storia di questa singolare esperienza:
1994 Roma: Piazza del popolo - Manifestazione "La solidarietà non è un lusso" - esibizione davanti a più di 50.000 persone. 1° Maggio 1995 partecipazione al concerto organizzato dai Sindacati a Piazza S.Giovanni: suonano di fronte ad oltre 150.000 persone. Novembre 1995 i Ladri di Carrozzelle si costituiscono in cooperativa sociale - la prima formata da artisti portatori di handicap - e diventano a tutti gli effetti dei professionisti. 1996 L'abituale Tour estivo per tutta la penisola arriva anche all'estero: in Svizzera a Lugano. Aprile 1998 ancora Piazza S.Giovanni, stavolta di fronte al Papa, 50.000 persone e in diretta televisiva. 1996/99 Scuolatour: concerti nelle scuole romane per portare attraverso la musica una serie di riflessioni sulla diversità. 1992/99 Discografia: Distrofichetto 92, Chi non salta... 93, Diversi da chi 96, Cambio di rotta 97, Regina Coeli 98, 1998 Live, Anima mia 99, Scuolatour 99.
Per saperne di più
Ladri di carrozzelle via F. Valentini 3, 00044 Frascati (Roma)
Tel & fax 069417383 http://www.ladri.com email ladri@ladri.com

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Agenda Cipax

Laboratori di formazione

Pregare e operare per la pace a Roma
L'invito del Cipax ad una veglia ecumenica di preghiera per la pace assume quest'anno la forma di peregrinazione nelle varie chiese cristiane romane per riflettere e pregare sul vangelo della pace e della nonviolenza. Dopo la chiesa battista e quella valdese, l'appuntamento sarà per la sera del 17 dicembre, alle ore 20,30 nella chiesa metodista di via XX Settembre (angolo con via Firenze 38).
Gli incontri successivi saranno il 17 gennaio del duemila nella parrocchia cattolica di S.Romano (Largo Beltramelli 1, vicino alla via Tiburtina) e il 25 febbraio presso la chiesa battista di Via Pullino 20, alla Garbatella.

Corso per insegnanti
Un gruppo di educatori che collaborano con il Cipax ha preparato il programma di un corso di aggiornamento per insegnanti (e non) dal titolo "Per una società dal volto umano". Il Provveditorato di Roma ha dato la sua autorizzazione. Si tratteranno tutti i temi dell'economia alternativa. Inizierà il 17 gennaio e continuerà, in nove incontri settimanali, fino al 20 marzo. Le lezioni si terranno nella sede del Cipax, dalle ore 16 alle 19. Costo di partecipazione £. 50.000.

Danze per la pace
Sono ormai tre anni che Stefania Lepore, collaboratrice del Cipax, propone un appuntamento mensile per "Pregare per la pace a passo di danza". Gli incontri prossimi sono quelli del 18 dicembre, del 22 gennaio del duemila e del 26 febbraio. Si svolgono presso il Collegio dei Verbiti, in via dei Verbiti 1 (piazzale Ostiense) dalle ore 15 alle 19. E' necessario prenotarsi presso Stefania stessa (06/76963043) o al Cipax.

Venti fa l'assassinio di mons. Oscar Romero
Il 24 marzo del duemila ricorre il ventesimo anniversario dell'assassinio di mons. Oscar Romero, arcivescovo di San Salvador. La sua memoria è sempre più viva sia nell'America Latina che in tutto il mondo. Forse un giorno arriverà anche la canonizzazione ufficiale del Vaticano intanto da tutti è già riconosciuto come "martire della giustizia e della pace". A Roma da diciotto anni per iniziativa del compianto direttore della Caritas mons. Luigi Di Liegro il Cipax promuove una grande concelebrazione nella basilica dei Santi Apostoli. Per questo speciale ventesimo anniversario la diocesi di San Salvador ci ha rivolto uno speciale invito a partecipare alle celebrazioni che si terranno sulla tomba di "Monsignore" a San Salvador. La Pax Christi italiana ha promosso un viaggio-pellegrinaggio dal 18 al 28 marzo, con visite in Guatemala e San Salvador (per informazioni telefonare al numero 080/3953507). Ci sarà pure una delegazione romana. La solenne celebrazione a Roma sarà pertanto al ritorno della delegazione, la sera del 30 marzo, alle ore 18,30 sempre nella basilica dei Santi Apostoli. Si tratta di un giorno altrettanto significativo quanto quello dell'assassinio perché in tale data fu celebrato il funerale di mons. Romero trasformato anch'esso in strage ad opera dei militari.
Chi può collaborare alla preparazione dellacelebrazione, in qualunque forma, si metta in contatto con il Cipax.

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Novità editoriale del cipax


Antonietta Potente

UN TESSUTO DI MILLE COLORI
Riconoscere le differenze
di genere, di cultura,
di religione

Prefazione di Dalmazio Mongillo

Dalla prefazione
Le pagine di questa breve raccolta possono essere lette senza forzature come l'autobiografia di un lungo cammino....sono eco di una voce che parla per nostalgia di armonia tra diversi, che evoca unione senza confusione, senza fusione, che prospetta pace senza violenza, accoglienza senza invadenza, condivisione senza invasione, coinvolgimento senza evasione, sintonia nella verità nella quale ogni persona è se stessa con tutte le altre, al posto di nessuna e senza escluderne alcuna......
Chi è troppo legato al desiderio di comprendere tutto della persona, di percepire anche quello che essa intuisce soltanto e di cui balbetta ancora, troverà sempre difficile capire quanto essa a fatica riesce a dire, insisterà nel chiedere spiegazioni....
Siamo grati per questa bella iniziativa editoriale che ancora una volta permette di prolungare il dialogo con Antonietta, ci tiene in condizione di crescere nella sintonia con lei... La fontana lontana è più bella di un mondo senza fontane (Saint Exupery)

Collana Strumenti di pace n. 7 Edizioni Anterem 80 pagine L. 7.000


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