IL SECOLO XIX - DOMENICA 3 GIUGNO 2001

la rete LILLIPUT

Un manuale

per l’assalto pacifista

 

 

Massa Carrara.

Botteghe solidali, associazioni cattoliche, ambientalisti e pacifisti da tutta Italia aderenti alla Rete Lilliput ieri in assemblea nella pineta di Marina di Massa. In 150 hanno studiato tutte le strategie possibili per affrontare la contestazione al prossimo G8 a seconda delle condizioni in cui si svolgerà. La ricetta dei "lillipuziani ",a esempio, in caso Genova fosse completamente blindata è quella di muove si con largo anticipo verso la città, magari con una lunga marcia non violenta con partenza da Chiavari. Con un ’adeguata scorta di viveri ed equipaggiamento da campeggio per scongiurare i fatti di Ventimiglia quando i contestatori diretti a Nizza furono bloccati alla frontiera impreparati. In ogni caso nascerà il "Manuale del manifestante ",indispensabile per realizzare l ’assedio pacifico alla "zona rossa " e per gestire il difficile rapporto con i centri sociali dopo la "Dichiarazione di guerra "ai G8.

la convention LAICA

E Lilliput studia in pineta

il negoziato con le Tute Bianche

In maglietta e sandali, sotto gli alberi o gli ombrelloni una due-giorni per mettere a punto gli obiettivi. Nei progetti anche un "manuale del manifestante "

 

Massa Carrara. Lavorano sodo i lillipuziani. Sono arrivati alla fresca pineta di Marina di Massa in 150,da tutta Italia, in rappresentanza di 500 associazioni nonviolente e solidali per organizzare il loro "altro "G8.Ci sono gli ambientalisti, i cattolici, i commercianti delle botteghe solidali e i pacifisti. Raccolti in un ostello con piscina a studiare le migliori contro-manifestazioni, di come contaminare Genova del loro dissenso. Hanno in mente anche un "Manuale del manifestante " :per arrivare al prossimo luglio forti, uniti e determinati al riparo dal rischio scontri.

Genova è lontana, con i suoi cantieri e i suoi ritardi, da questa pacifica pineta. I turisti, già moltissimi, scorrazzano attorno agli attivisti della rete Lilliput: vanno in costume verso il mare o la piscina, divorano colossali gelati ,si godono il sole. Gli anziani sono rintanati al fresco di una tettoia attaccati alle immagini del Giro d’Italia e della Nazionale. Ma loro, i lillipuziani, non si lasciano distogliere. Quelle sirene non intaccano la loro assemblea. Li vedi discutere ordinati di "zona rossa "e di "blocchi ".

Il loro compito è di capire (e prevedere) cosa potrebbe succedere in caso di tre possibilissimi e diversissimi scenari: primo, tensione alle stelle ma manifestazioni consentite; secondo, il grosso dei manifestanti bloccato fuori Genova; terzo, città aperta ma cortei non autorizzati. Ogni scenario porta a un gruppo di lavoro: chi si sistema sotto un grosso pino seduto a gambe incrociate sul prato; chi sceglie una selva di ombrelloni a bordo vasca; chi dirotta sui tavolini sottratti al gruppo toscano dello Scopone.

In maglietta e sandali, i lillipuziani conoscono il problema più grave: che la gente, spaventata, decida alla fine di disertare Genova pur avendo un grande desiderio di contestare i padroni del mondo. Il verbale dei gruppi è vergato con grossi pennarelli in giganti fogli di carta: tutto molto schematizzato, per parole chiave, in modo da renderlo comprensibile nelle "plenaria "del dopo cena e di oggi. Il quesito ricorrente: "E ’grave se la contestazione arriverà divisa davanti al G8?" .La risposta non arriva, ma c ’è la proposta di una mediazione, di un "negoziato ",con quelle Tute Bianche che la settimana scorsa hanno "dichiarato guerra "al ’Italia e agli Stati Uniti.

Il "Manuale " serve a questo: che tutto vada bene il 20 luglio (giorno dei blocchi e dei presidi attorno alla "zona rossa ")affinché non fallisca il super corteo da centomila persone del 21.Il sogno resta quello di un grande sit-in silenzioso e pacifico attorno al fortino dei Grandi."Mano nella mano, solo con i nostri corpi ". Le prime conclusioni, riflessioni su strategie e rischi, arriveranno oggi. Ma saranno tenute in continuo aggiornamento grazie a internet:"Tutti a Lilliput hanno la e-mail ".

Sono gente operosa, quelli di Lilliput. Anna Fazi viene da Milano, ha 37 anni e insegna al liceo. Aderisce alla Casa della Pace, coordinamento di cinque associazioni pacifiste lombarde."L ’unità delle manifestazioni è il nodo più aperto; molto dipenderà dalla forza del Genoa social forum, che già è un grande miracolo essendo riuscito a mettere allo stesso tavolo realtà normalmente distanti. L ’assedio con un grande sit-in pacifico alla "zona rossa " è un traguardo formidabile. Ma è anche il più rischioso. Magari finisci in mezzo alla rissa ".

Seduta vicino a Alessandro Braggio, ricercatore di Fisica, Patrizia Morgante, romana di 33 anni impiegata al Centro interconfessionale per la pace e attivista della campagna "Bilanci di Giustizia "per la revisione dei consumi, giudica il movimento: "Il G8 sarà un momento fondamentale che porterà la contestazione dall’adolescenza alla maturità. Ci prepariamo da otto mesi e non era mai successo. Finiremo di inseguire ogni vertice possibile e daremo forma a una vera alternativa politica per cambiare l ’economia. Sì, cambiarla: centinaia di persone sconosciute ci telefonano per venire a Genova con noi .La "Dichiarazione di guerra "delle Tute Bianche? Neanche tra loro è condivisa ".

Per Treviso, città leghista, c ’è Anna Franceschini, medico psichiatra di 34 anni:"Vivo la contestazione anche sul mio posto di lavoro. E ’una scelta di vita radicale, quella di mobilitarsi per i problemi del mondo. Specie nella realtà del nord-est dove alla cecità dei leghisti è opposta una grande forza di associazioni e laboratori culturali. Anchè il nord-est sarà a Genova. Eccome ".Il tuttofare dell’ostello, Oscar, abbronzatissimo, rastrella la ghiaia e innaffia l ’erba. Pulisce la piscina con cura .Ma i lillipuziani sono già dentro in Aula magna: a disegnare quei tre giorni del caldo luglio genovese.

Giovanni Mari

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