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Saggi sul fascismo

Disposizioni del Minculpop sulla fotografia

A cura di Stefano Mannucci

 Le seguenti disposizioni alla stampa sono il frutto di uno studio effettuato sia attraverso la comparazione di libri in essi contenute, pubblicati successivamente alla fine della guerra, sia attraverso una mia ricerca nelle buste dell’Archivio Centrale di Stato, estrapolando soltanto i passaggi concernerti la fotografia ed il suo eventuale utilizzo.

I libri comparati sono stati i seguenti:

Cesari Maurizio, La censura nel periodo fascista, Napoli, Liguori Editore, 1978.

Coen Fausto, Tre anni di bugie, Milano, Pan Editrice, 1977.

Flora Francesco, Ritratto di un ventennio. La stampa dell’era fascista, Bologna, Edizioni Alfa, 1965.

Matteini Claudio, Ordini alla stampa, Roma, Editrice Polilibraria Italiana, 1945.

Schwarz Angelo, «Fotografia del Duce possibilmente con l’elmetto», in Mignemi Adolfo, L’Italia s’è desta. Propaganda politica e mezzi di comunicazione di massa tra fascismo e democrazia, Torino, Gruppo Abele, 1995.

Qualche disposizione è riportata anche in Cannistraro Philip V., La fabbrica del consenso. Fascismo e mass media, Roma-Bari, Laterza, 1974; e in Biondi Dino, La fabbrica del Duce, Firenze, Vallecchi, 1967.

Per quanto concerne l’Archivio Centrale di Stato, ho consultato essenzialmente il materiale contenuto negli archivi del Minculpop (Gabinetto e Reports), della Segreteria Particolare del Duce (carteggio ordinario e riservato), e dell’Agenzia Stefani-Carte Morgagni.

Per non appesantire la lettura, ho preferito non indicare per ogni disposizione la provenienza. Ho fatto eccezione per le prime tre fonti, indicandone subito l’origine documentaria, essendo esse diverse dalle altre disposizioni raccolte sia per la loro provenienza.

I primi due telegrammi appartengono a Luigi Federzoni, al tempo in cui deteneva la carica di Ministro degli Interni, e rientravano nell’ambito della lotta contro la «cronaca nera». Il terzo documento è una circolare di Graziani, diramata ai tempi in cui era vice-governatore in Cirenaica.

Per quanto concerne il sistema e le modalità delle ulteriori disposizioni riportate, interessante è la testimonianza di Gastone Silvano Spinetti, che da giovane aveva lavorato per l’Ufficio Stampa, e che in una lettera inviata a Storia Contemporanea, così descriveva:

«Al mattino Mussolini riceveva a turno i ministri, i dirigenti dei più importanti enti pubblici e delle maggiori organizzazioni o aziende private, ma riceveva tutti i giorni il Capo dell’“Ufficio Stampa”, il sottosegretario o il ministro “della Cultura Popolare” al quale, verso le ore 13, consegnava tutti i documenti che gli erano stati consegnati da lui modificati o abbreviati, se non li aveva cestinati, oltre che le disposizioni per la stampa.

Al suo ritorno in sede, si dovevano quindi diffondere in velocità i comunicati modificati da Mussolini e si dovevano dare le disposizioni per l’Agenzia Stefani e per i giornali del pomeriggio. Non potendosi usare il ciclostile per ragioni di tempo, i comunicati si battevano su una comune macchina da scrivere con più fogli di carta carbone e si davano in “velina” ai giornalisti, mentre le disposizioni “di massima” si comunicavano ai giornalisti in attesa ogni giorno del “rapporto” quotidiano con il Capo dell’Ufficio Stampa oppure per telefono alle redazione, mentre quelle “riservate” oppure destinate a singoli giornali si davano a voce a parte dell’On. Polverelli o per telefono dagli addetti alle sezione.

“Veline” con disposizione non sono state date mai o quasi mai dal 1933 al 1940, ma i quotidiani che ricevevano le disposizioni dai giornalisti tornati dal rapporto o per telefono le battevano in più copie e distribuivano le “veline” ai responsabili dei singoli settori. Di qui l’imperversare delle “veline” con ordini e raccomandazioni che rendevano la stampa quotidiana pressoché uniforme.» (Vedi Cannistraro P., La fabbrica del consenso, pag.194; Storia Contemporanea, II, n.1, marzo 1971, pag.223-225.)

Inoltre, prima di elencare le disposizioni emesse, ho ritenuto utile riportare le diverse denominazione assunte dal Minculpop, ed i nomi dei relativi ministri competenti, succedutesi nel corso della sua esistenza politica :

 

 

 

 

 

 

 

 

Cronologia del Minculpop.

 

Denominazione.

Anno.

Nome.

Ufficio Stampa del Capo del Governo.

1922                    

Mussolini Benito              

Ufficio Stampa del Capo del Governo.

Giugno 1924

Rossi Cesare             

Ufficio Stampa del Capo del Governo.

1926                  

Capasso Torre di Pastene

Ufficio Stampa del Capo del Governo.

Settembre 1928

Ferretti Lando                 

Ufficio Stampa del Capo del Governo.

Dicembre 1931

Polverelli Gaetano               

Ufficio Stampa del Capo del Governo.

Agosto 1933

Ciano Galeazzo           

Sottosegretariato di Stato per la Stampa e la Propaganda.

Settembre 1934

Ciano Galeazzo             

Ministero per la Stampa e la Propaganda.

Giugno 1935

Ciano Galeazzo             

Ministero per la Stampa e la Propaganda.

Giugno 1936

Alfieri Dino                   

Ministero della Cultura Popolare.

Maggio 1937

Alfieri Dino                     

Ministero della Cultura Popolare.

Ottobre 1939

Pavolini Alessandro        

Ministero della Cultura Popolare.

Gennaio 1943

Polverelli Gaetano               

Ministero della Cultura Popolare.

Settembre 1943

Mezzasoma Fernando

 

 

Elenco disposizioni.

 

 

« 1925 »

 

Telegramma n.12286 del 31 maggio 1925 del ministro degli Interni Luigi Federzoni.

Oggi mattina 31 maggio è stato rinvenuto greto Tevere cadavere bambina Berni Elisa con evidente tracce stupro strozzamento (…) Astenersi dare eccessiva pubblicità truce delitto mediante diffusione fotografia vittima (…)

(ACS, MCP, Gabinetto, b. 3, f. 11, sf. Cronaca nera)

 

Telegramma n.17916 ai prefetti del 31 luglio 1925 del ministro degli Interni Luigi Federzoni.

Con riferimento disposizioni vigenti che vietano pubblicazione atti istruttori richiamo attenzione SS.LL. su grave sconcio che si verifica quotidianamente ad opera dei giornali mediante riproduzione fotografie di delinquenti arrestati sotto imputazioni gravi reati. Tutti i giorni accade di veder riprodotte fotografie di omicidi, ladri, adulteri, ecc., che sono così elevati agli onori della più biasimevole pubblicità. (…) Poiché tali fotografie sono consegnate ai giornali o dagli uffici di questura o da funzionari stessi che compiono servizi di polizia, provvedere che tale abuso cessi immediatamente vietandosi altresì ogni amplificazione di notizie che riesce a deviare opinione pubblica e a rendere più difficile compito magistrati inquirenti. Riterrò personalmente responsabile i Sigg. Questori di ogni colpevole infrazione alle norme della presente circolare.

(ACS MCP Gabinetto, b.3, f. 11, sf. Cronaca nera)

 

« 1930 »

           

Circolare di Graziani datata 1930.

Tutte le autorità cui mi rivolgo sanno che è proibito assolutamente prendere fotografie di esecuzioni capitali, e pertanto responsabilità morale di un tale delitto contro la Patria ricade su chi per debolezza, incapacità, incomprensione dei propri doveri non sa fare rispettare ordini di così grave importanza.

(Goglia L. Colonialismo e fotografia. Il caso italiano, pag. 37)

 

« 1931 »

 

Direttive per la stampa di Polverelli 1931

E’ un errore politico pubblicare sui giornali fotografie di ricordi socialisti, comunisti, ecc. “Il Lavoro Fascista” ha pubblicato una fotografia della testata dell’“Avanti!”, col risultato di richiamare sul giornale sovversivo anche l’attenzione dei giovani che non lo lessero e neanche lo conobbero (…)

Vanno quindi assolutamente eliminati i disegni di figure artificiosamente dimagrite e mascolinizzate, che rappresentano il tipo di donna sterile della decadente civiltà occidentale (…)

Le fotografie di avvenimenti e panorami italiani devono essere sempre esaminate dal punto di vista dell’effetto politico. Così se si tratta di folle, scartare le fotografie con spazi vuoti; se si tratta di nuove strade, zone monumentali, ecc., scartare quelle che non danno una buona impressione di ordine di attività, di traffico, ecc. (…)

 

« 1933 »

           

           

11 luglio

E’ stato ripreso il Popolo di Roma per aver pubblicato fotografie di donne nude in terza pagina, mentre nella prima pagina vi sono le fotografie col pontefice. L’on. Polverelli ha preso spunto da questa circolare per raccomandare nuovamente ai giornali di non pubblicare fotografie di donne nude perché costituiscono un elemento antidemografico.

21 ottobre

Il Corriere della Sera e il Mattino hanno pubblicato due disegni riproducenti il Duce. Uno è piaciuto, l’altro no; vale quindi, anche per i disegni, la norma vigente per le fotografie e cioè che debbono essere precedentemente presentate all’Ufficio stampa del Capo del Governo per avere l’autorizzazione alla pubblicazione.

 

« 1935 »

 

29 gennaio

Il sottosegretario Ciano ha deplorato l’abitudine dei giornali di pubblicare fotografie, corrispondenze e titoli come questi Freddo intenso a Roma, Napoli sotto la neve, La neve a Palermo. In questo modo si sviano le correnti turistiche del paese.

            1 marzo

E’ stato deplorato Il Piccolo per avere pubblicato fotografie di donne in costume molto succinto, nel numero di ieri. Tali fotografie, ha detto il conte Ciano, sono antidemografiche.

            28 giugno

Non pubblicare fotografie di Carnera a terra.

            11 luglio

Si fa assoluto divieto di pubblicare fotografie di carattere sentimentale e commovente di soldati in partenza, che salutano i loro cari.

            17 luglio

Il Messaggero è stato sequestrato per una foto che si risolveva in propaganda pro Etiopia

           

 

 

 

« 1936 »

 

4 gennaio

Non pubblicare fotografie sul genere di quella pubblicata questa mattina dal Messaggero, che dimostrino intimità dei nostri soldati con abissini. (…)

Si dia l’impressione di benevolenza da parte dei nostri soldati verso gli indigeni ma non di cordialità, di protezione ma non di affetto.

            26 agosto

Non pubblicare fotografie in cui il Duce è riprodotto insieme ai frati, fotografie fatte oggi durante la visita al Santuario di Montevergine.

 

« 1938 »

 

9 maggio

Non pubblicare la fotografia Luce sul saluto del Sovrano e del Duce alla stazione di Termini, pubblicata in prima pagina dal Giornale d’Italia.

            1 luglio

Tutti i giornali debbono riprendere le fotografie Luce pubblicate stamane dal Popolo di Roma in prima pagina “il Duce si prepara a salire sulla trebbiatrice”. Si fa presente che un giornale è stato sequestrato perché ha pubblicato fotografie del Duce alla manifestazione dell’Agro Pontino non autorizzate.

            18 luglio

Giornalisti e fotografi si astengano dall’avvicinare i duchi di Windsor.

            26 agosto

I giornali eseguano una costante revisione di tutte le fotografie di parate militari, passo romano, presentazione alle armi, sfilate giovanili e premilitari, pubblicando esclusivamente quelle dalle quali risultano allineamenti impeccabili.

            31 ottobre

Si precisa che domani la prima pagina dei giornali deve essere impostata sulla rivista di Gaeta e sull’inaugurazione del Centro Prato Smeraldo. Dare molte fotografie e tenere presente che le parole pronunziate dal Duce a Prato Smeraldo non vanno pubblicate nel testo integrale, ma nel sunto che darà la “Stefani”.

           

3 novembre

La notizia dello scoprimento di una statua del Duce a Tripoli va data nella cronaca, senza alcun sottotitolo. Non definire monumento la nuova statua. Non pubblicare fotografie della suddetta statua.

            4 novembre

Entro domani o dopodomani pubblicare qualche bella fotografia di funzionari in uniforme. Non scrivere sotto le fotografie a quale Ministero appartengono.

            21 novembre

Non pubblicare fotografie con strette di mano, anche se tali strette siano fra altissime personalità.

            12 dicembre

Non pubblicare troppe fotografie su divi e stelle del Cinema.

 

« 1939 »

 

26 giugno

Non pubblicare fotografie distribuite dal Luce nelle quali si vede Donna Rachele Mussolini tra i contadini di Forlì che si recano a Pomezia.

            5 luglio

Tutti i giornali debbono riprendere le fotografie Luce pubblicate stamane dal Popolo di Roma in prima pagina: il Duce si prepara a salire sulla trebbiatrice.

            10 luglio

Nessun giornale, compresi gli illustrati, deve pubblicare le fotografie del Duce allo spettacolo di ieri sera alle Terme di Caracolla, nemmeno le fotografie Luce.

            13 luglio

Si riconferma la disposizione di non pubblicare più fotografie di donne in costume da bagno.

            17 luglio

Non pubblicare fotografie e disegni di donne raffigurate con la cosiddetta vita di vespa. Disegni e fotografie debbono rappresentare donne floride e sane.

            28 settembre

“Minimizzare” quanto più è possibile, sia per la estensione che per i titoli, gli avvenimenti internazionali, soprattutto per ciò che si riferisce alla Russia.

La disposizione vale anche per le fotografie.

            1 ottobre

Riprendere fotografie pubblicate ieri sulla Stampa su Londra senza automobili.

            2 ottobre

Si può pubblicare qualche fotografia della partenza di Ciano, purché bella. Nei titoli si può fare accenno di simpatia alle accoglienze fatte a Ciano in Germania.

            4 ottobre

Per la visita del Duce alla via Imperiale i giornali di Roma diano il servizio su tre colonne. Si possono fare fotografie.

            14 ottobre

Le foto delle opere pubbliche messe già in cassetta vanno pubblicate da domani fino al 28 ottobre distribuite nel tempo (a cominciare da domani mattina).

21 ottobre

Non pubblicare la fotografia inviata ai giornali dall’Ambasciata d’Inghilterra raffigurante l’apparecchio tedesco abbattuto sul mare del Nord dopo l’attacco di Scapa Flow.

            27 ottobre

In cassetta vi saranno pure delle fotografie di cannoni di nuova costruzione italiana: data l’importanza si prega di pubblicarle.

            7 novembre

Non pubblicare fotografie della rivista militare di Tirana del tipo di quella pubblicata dal Messaggero di stamane. (…) Pregare i fotografi di inviare subito le più belle fotografie, prese il 28 ottobre e il 4 novembre, al Gabinetto del Ministro Pavolini.

            14 novembre

Non pubblicare più fotografie di soldati ripresi alle spalle durante parate o sfilate, anche se dette fotografie siano state diramate dal Luce.

            16 novembre

Per desiderio di S.E. Starace, i giornali sono pregati di designarlo sia nel titolo che nel testo delle notizie, soltanto con il nome di “Capo di Stato Maggiore della Milizia” senza aggiungere “Achille Starace” o “S.E. Starace”. Così pure non pubblicare fotografie del Capo di Stato M. della Milizia se non quando in mezzo a reparti numerosi.

           

 

 

23 dicembre

Dare il nome del redattore e del fotografo che si recheranno domani all’arrivo dell’apparecchio della linea aerea Rio de Janeiro-Roma, all’Aeroporto del Littorio. Mandare subito a ritirare i biglietti relativi.

26 dicembre

Dare immediatamente il nome del redattore designato per il servizio in Quirinale. Tener presente che nessun fotografo potrà entrare nel palazzo e che i posti disponibili sono soltanto dodici.

            30 dicembre

Impostare il giornale di mezzogiorno sull’avvenimento della giornata, cioè la neve, dedicando a questo avvenimento spazio, fotografie, articoli di colore. Trattarlo anche dal punto di vista dell’interesse turistico.

I giornali di Roma saranno impostati sulla neve, ma anche i giornali di fuori diano rilievo alla eccezionale nevicata a Roma sotto il profilo artistico, turistico  pubblicitario. Belle fotografie di Roma sotto la neve.      

 

« 1940 »

 

1 febbraio

(…) Si dice per esempio di pubblicare fotografie di carattere militare non si tratta di attenersi a questa disposizione per un giorno o due e di fare una dimostrazione fotografica, ma si tratta di pubblicare settimana per settimana fotografie prevalentemente di carattere militare. Anche in questo caso si tratta quindi di una direttiva permanente. Allora occorre che le fotografie che l’Istituto Luce trasmette non abbiano un carattere simbolico (come per esempio quelle fotografie che si prestano ad avere per titolo “Potenza Guerriera”), ma viceversa ci vogliono delle fotografie militari in cui, nei limiti del possibile, si dica “rivista di tal Reparto passata il giorno X nel tal paese”, oppure “esercitazioni dei carri armati nel tal posto ecc.”, serbando così il carattere di attualità. Quello che si dice per la parte militare vale per tutte le fotografie anche per quelle riguardanti l’autarchia. Non si tratta di fare fotografie con una dicitura “tipi di operai al lavoro”, ma fotografie che illustrino i lavori fatti in determinati centri e che abbiano un carattere di attualità. Per quello che riguarda le fotografie non vi raccomanderò mai abbastanza alcune direttive che il DUCE stesso ama ripetere e a cui prego di conformarvi. E cioè:

1)       Quando si tratta di cerimonie, avvenimenti, ecc, in linea di massima non fotografate i personaggi che inaugurano, ma le cose in sé. Il giorno in cui il Ministro X inaugura il lavoro Y si vorrebbe vedere quel lavoro in fotografia e non la faccia del Ministro che interessa poco, specialmente se è in primo piano.

2)       Per parlare di primi piani non è necessario far vedere un determinato tipo fisico di bersagliere o di operaio o di marinaio, ma sempre fotografie di masse, di avvenimenti, e di cose.

3)       Per quanto poi riguarda le truppe non farle mai vedere di schiena. Noi abbiamo la predilezione di far vedere una fungaia di berretti. Viceversa le truppe vanno prese di faccia in modo che si vedano anche i tipi e siano messi nella giusta luce.

6 febbraio

Non è tollerabile che, specie i giornali di mode, pubblichino fotografie di donne magrissime.

9 marzo

Le fotografie debbono riguardare  più i mezzi che gli uomini, giacché il fine che ci si propone è quello di mostrare al popolo italiano che esso è bene e sempre meglio armato.

Ora far vedere dei reparti serve a dimostrare ciò fino a un certo punto, perché che noi abbiamo uomini tutti lo sanno, ma l’importante è documentare che noi abbiamo buoni cannoni, mitragliatrici, ecc.

Le fotografie di uomini è bene farle quando si tratta di masse imponenti e comunque in questi casi debbono essere tali da mostrare questa nostra razza armata nella sua espressione di fierezza, baldanza e gioventù e non come una fotografia apparsa sulla copertina della rivista Tempo che credo sia stata presa ad un funerale.

            5 aprile

Si è notato che molti quotidiani e alcuni periodici illustrati pubblicano da tempo fotografie, e non sempre felicemente scelte, di reparti di truppe in armi, sia in occasione di parate militari, che durante esercitazioni di campagna.

Si prega, pertanto, di voler invitare la stampa periodica a rivedere con maggiore cura le fotografie militari, astenendosi dal pubblicare non soltanto quelle in cui i reparti siano presi di spalle, ma anche quelle in cui non abbiano un atteggiamento ed un allineamento impeccabile, nonché quelle in cui i fucili di “present’arm” non siano in perfetto allineamento e quelle in cui i reparti non abbiano quell’atteggiamento marziale, che è proprio dei nostri soldati.

Ai fini della selezione del materiale fotografico, dovranno essere preferite fotografie di materiali a quelle di truppe, salvo in occasione di importanti cerimonie militari o quando le truppe stesse siano impiegate per la messa in opera del materiale.

            6 aprile

E’ desiderio Superiore che il Messaggero pubblichi domattina due o tre fotografie (una specie di fotocronaca) della visita del Duce a Nettunia. Si tiene particolarmente alla pubblicazione delle fotografie in cui si vedano i pezzi di artiglieria in postazione.

            8 aprile

Niente fotografie di cerimonie religiose nelle caserme. I soldati siano sempre presentati in esercitazioni militari e al maneggio delle armi.

            19 aprile

Pubblicare le fotografie inviate ieri sera riguardanti cannoni italiani.

22 aprile

Non occuparsi dell’arresto di un impiegato dell’Istituto Luce, infedele.

            25 aprile

Una fotografia che manda ora il Ministero deve essere pubblicata domattina. Ce l’ha solo il Messaggero (Trofeo Luigi Toscano).

            7 maggio

Dare il nome del redattore e del fotografo che si recheranno il 9 maggio alle 9,30 al Vittoriano. Divisa fascista. (…).

Non pubblicare una foto Luce che raffigura il Duce circondato dai dirigenti della Federazione Artigiana, perché non sarà diramato il relativo comunicato.

            9 maggio

I giornali pubblichino le fotografie dei quattro condottieri della guerra africana Duce, De Bono, Badoglio e Graziani. (…)

Pubblicare tutti insieme o nelle diverse pagine molte fotografie della manifestazione di stamane. Tutti i giornali pubblichino la fotografia del Duce tra Badoglio e Muti. (…)

Alla notizia del volo di Bruno Mussolini, pur nel limite di una colonna, dare rilievo fotografico di adeguata impostazione.

            11 maggio

Dare rilievo su tre colonne alla visita al Duce dei notabili libici e dell’Impero a Palazzo Venezia e pubblicare fotografie.

 

19 maggio

APRIRE con le notizie della guerra; sempre in prima pagina, taglio o di spalla, forte rilievo e fotografie per la visita di Ciano a Milano; far seguire la cronaca delle manifestazioni cremonesi.

            25 maggio

Pubblicare con maggiore attenzione il notiziario sulle visite degli ospiti giapponesi. Dare maggiore rilievo tipografico alle notizie riguardanti la loro permanenza in Italia e pubblicare qualche fotografia scelta fra quelle che ogni giorno la Luce dirama.

            7 giugno

Le manifestazioni maltesi a Roma vanno date con rilievo con titolo su tre colonne, ma non in prima pagina. Si potrà pubblicare in prima pagina una fotografia senza la cronaca.

10 giugno

Nell’edizione straordinaria non fare assolutamente anticipazioni neanche fotografiche sulla costituzione dell’Alto Comando.

            20 giugno

Da domani o dopo la Luce diramerà quotidianamente un largo materiale fotografico sulla nostra guerra. Si prega di pubblicarlo, tanto più che in questo momento le notizie sono molto scarse e per ragioni di riserbo lo saranno per qualche giorno.

            22 giugno

Nessuna notizia sul nostro eventuale armistizio con la Francia, sull’arrivo dei plenipotenziari ecc., all’infuori di quanto comunicherà la Stefani. Nessun giornalista sul posto, e niente fotografie. (…)

Le fotografie Luce riguardanti la rivista dei giornalisti stranieri a Milano vanno riprodotte con la didascalia indicata sul retro della foto.

            23 giugno

Le fotografie dei giornalisti stranieri a Milano distribuite dalla Luce vanno assolutamente pubblicate con didascalia indicata sul retro della foto. (…)

Impostare la prima pagina sulle notizie di guerra. Il comunicato Stefani sulla consegna delle condizioni italiane di armistizio ai plenipotenziari francesi e il comunicato Stefani sull’arrivo, vanno dati “a taglio” con titolo a non più di quattro colonne. In argomento limitarsi assolutamente ai due comunicati senz’altra cronaca, senza commenti e senza fotografie.

           

24 giugno

Il comunicato sull’armistizio e sulla cessazione delle ostilità va dato “a taglio” con titolo a non più di tre colonne. Nessun commento, nessuna cronaca, nessun sunto di commenti esteri. Si può pubblicare una fotocronaca di non più di tre o quattro fotografie. Anche nelle didascalie fotografiche, come nei titoli, non parlare di storico incontro e non usare altra espressione consimile.

            8 luglio

Tutti gli articoli e le fotografie di carattere militare, anche se non inviate dai corrispondenti di guerra, debbono essere sottoposte alla preventiva approvazione del Ministero della Cultura Popolare. (…)

L’elenco dei caduti va pubblicato collezionandolo con attenzione, integralmente, in prima pagina, su tre-quattro colonne. Le parole introduttive del comunicato vanno pubblicate in grassetto. Si possono aggiungere fotografie dei cimiteri di guerra.

            12 luglio

Seguire attentamente la cronaca relativa alla Commissione tedesca di studio giunta ieri a Roma. I giornali di Roma devono dedicare alla Commissione per tutto il tempo della permanenza nella Capitale almeno due colonne, con foto, di cronaca.

            6 agosto

Si riconferma la disposizione di non pubblicare fotografie di militari in ginocchio durante la Messa.

            15 agosto

Non pubblicare più la foto pubblicitaria del film “Scarpe grosse”, in cui è riprodotto il Prefetto Orazi tra i realizzatori della pellicola.

            16 agosto

Pubblicare più di una fotografia della visita del Duce alla GIL a Macchia Madama.

            28 agosto

Forte rilievo all’incontro di Salisburgo e di Vienna. Tenersi ai comunicati e alle fotografie.

            29 agosto

E’ fatto assoluto divieto di pubblicare fotografie riguardanti la GIL e le sue manifestazioni che non siano controllate dal Comando Generale (controllo che è dimostrato da un timbro sul retro della fotografia ed alla precisa didascalia sull’argomento) o dall’Istituto Luce la cui sezione fotografica è in diretto contatto con il servizio stampa del Comando Generale della GIL.

            3 settembre

Fonogramma della R. Questura di Roma. Pregasi disporre che sia vietata la riproduzione fotografica dei danni riportati da stabilimenti industriali ed edifici civili in seguito ad incursioni aeree, lasciando tale eventuale documentazione all’esclusiva competenza di Enti appositamente autorizzati da Autorità Centrali.

4 settembre

Pubblicare la foto diramata dalla Luce sul bombardamento della nave inglese, lasciando integrale la didascalia.

14  settembre

L’Eccellenza il Ministro raccomanda quindi di pubblicare le fotografie relative alla inaugurazione della premilitare. Il direttore del “Lavoro Fascista” avverte che nelle fotografie distribuite dall’Istituto Luce si vedono alcuni giovani in divisa ed altri in borghese.

            14 settembre

Dare rilievo alla inaugurazione dei corsi premilitari e pubblicare molte fotografie dell’avvenimento.

            19 settembre

Per Ribbentrop abbondare nella cronaca e nelle fotografie. (…)

Poiché le case produttrici americane non hanno aderito alla regolamentazione stabilita dalle nostre leggi sul monopolio cinematografico, i giornali si astengano dal pubblicare fotogrammi dei film prodotti negli Stati Uniti e fotografie di attori o di attrici di Hollywood.

            22 settembre

A completamento della disposizione relativa alle fotografie riguardanti il cinema americano, si aggiunge di non pubblicare più neanche notizie relative ai film nonché alla vita di attori e di attrici e di cineasti di Hollywood. Ci si limiterà a recensire le pellicole americane che dovessero essere proiettate in prima visione. Questa disposizione vale anche per la stampa cinematografica e per le riviste.

            23 settembre

La fotografia dei bombardieri tedeschi non è piaciuta perché è evidentemente truccata e sproporzionata.

 

 

 

9 ottobre

Domani i giornali debbono pubblicare d’obbligo quattro o cinque fotografie della rassegna alle truppe. Basta una sola fotografia del Duce. Le altre debbono riprodurre schieramenti, cannoni, reparti in marcia, ecc. (…)

Curare in modo particolare le fotografie del Duce che passa in rivista reparti dell’esercito, verificandone la nitidezza. Non pubblicare la foto del Duce che saluta le truppe con la mano alla visiera.

            10 ottobre

Impostare tutta la prima pagina sulle manifestazione della Gil. Molte fotografie.

13 ottobre

Pubblicare, se ben riuscite e se mettono bene in luce l’imponenza delle manifestazioni, le fotografie delle adunate di propaganda di sabato e di domenica.

            7 dicembre

Sensibilizzare con fotografie, interviste, ecc., i viaggi delle coppie prolifiche di ciascuna provincia per essere ricevute dal Duce.

 

« 1941 »

 

16 gennaio

Le fotografie di prigionieri vanno pubblicate soltanto se riguardano gruppi numerosi oppure alti comandi, come fu il caso del maresciallo dell’Aria britannico. Ciò in riferimento alla fotografia di soli quattro prigionieri pubblicata oggi da alcuni giornali e che naturalmente non va ripresa.

            30 gennaio

Circa la natura ed il carattere che deve avere la stampa in tempo di guerra, specialmente la stampa fascista, essa non può essere né frivola né scandalistica.

Quindi niente fotografie di donne nude o seminude, niente romanzi scandalistici a sensazione, tipo amanti di Daladier e Reynaud. (…)

A proposito di quanto ho detto circa le donne seminude, accade che queste donne seminude attraggano specialmente l’attenzione degli adolescenti che ne traggono motivo per le solite e note masturbazioni. Questi giovano arrivano poi ai Reggimenti sfibrati e tutto ciò, specialmente in tempo di guerra, non giova alla razza. In Germania alcuni giornali illustrati mettono molto in evidenza donne seminude. La Germania è nostra alleata ma non esito a dire che quello è un pericolo.

2 febbraio

Alcuni giornali hanno pubblicato una fotografia del Duce in visita di ispezione ad un aeroporto in Zona di operazioni. Si ricorda nel modo più tassativo e categorico che notizie e fotografie su visite del Duce non possono essere pubblicate se non con specifica autorizzazione di questo ministero.

12 febbraio

Un giornale ha pubblicato una fotografia di “un” carroarmato catturato agli inglesi. Astenersi da simili pubblicazioni quanto mai inopportune quando si pensi alla massa del materiale bellico che gli inglesi hanno usato contro di noi in Libia. In genere non pubblicare per ora fotografie concernenti la Libia. (Anche dell’Istituto Luce).

            15 febbraio

Ha fatto il giro di molti giornali la fotografia di un carro armato leggero, con due mitragliatrici, carro armato che era definito il più poderoso strumento meccanico di guerra. (…) Sempre a proposito di fotografie, è necessario eliminare quelle inattuali. Ad esempio fotografie di nostre batterie in Cirenaica o di reparti libici potevano andar bene in una certa fase delle operazioni. Oggi sono inattuali e non devono essere più riprodotte.

Vi rinnovo la raccomandazione di controllare le fotografie. E’ successo di nuovo che in un intero giornale vi erano cinque, sei, sette fotografie,   tedesche in maggior parte,poi rumene, ungheresi, ecc, e poi una fotografia italiana di soldati che in un dopolavoro giocavano a bocce. Il gioco delle bocce è favorito dal regime, ma in questo caso si da la possibilità di stabilire dei confronti e si fa dell’antifascismo senza volerlo…. So anch’io che il materiale fotografico, specialmente in questo periodo, non è abbondante, e d’altra parte in un certo senso non può esserlo perché truppe nostre impegnate in forti azioni di guerra non ce ne sono. Infatti dall’Africa Orientale non ne abbiamo (speriamo che arrivino presto); in Africa Settentrionale la guerra è quella che è e quindi non si possono riprendere i soliti moduli fotografici (cannoni che sparano, osservatori, ecc…), sul fronte orientale il materiale è arrivato ma le nostre truppe fino a questo momento non sono state impegnate.

 

 

 

 

15 febbraio

Esercitare un’attenta revisione delle fotografie e delle relative diciture. (Anche del Luce).

1941

Le fotografie sulle operazioni militari tedesche saranno vistate da Berlino e potranno quindi essere pubblicate dai giornali italiani senza il nulla osta del Ministero della Cultura Popolare.

            1 marzo

E’ fatto divieto di pubblicare, articoli o notizie riguardanti i seguenti attori stranieri Charlie Chaplin, Erich Von Stroheim, Bette Davis, Douglas Fairbanks junior, Mirna Loy, Fred Astaire e la Casa Cinematografica Americana “Metro Goldwin Mayer”.

16 marzo

Non pubblicare fotografie di cerimonie fasciste se nelle fotografie stesse appaiono individui in abito borghese.

            27 marzo

I direttori e i capi degli uffici romani di corrispondenza si trovino in divisa fascista alle 17,30 oggi al Ministero Aeronautica (ingresso). Possono intervenire anche i fotografi.

            30 marzo

Pubblicare fotografie dell’imperatore del Giappone, di Konoe e di Matsuoka. Si possono pubblicare anche fotografie dei Capi di governo delle altre potenze del Tripartito.

            16 aprile

La biografia di Ante Pavelic, capo del governo nazionale croato, diramata dalla Stefani deve essere pubblicata in rilievo e accompagnata possibilmente da una fotografia.

            23 aprile

Si ricorda che la celebrazione della “Giornata dell’Impero” dovrà assumere quest’anno un particolare valore morale e politico. Predisporre, quindi, articoli illustrativi e fotografie.

            3 giugno

Dare rilievo, in prima pagina, su 3-4 colonne al comunicato sull’arrivo di Bardossy con commenti di simpatia, fotografie e commenti esteri. (…)

Per l’incontro del Brennero pubblicare solo fotografie della Luce.

            8 giugno

ANNIVERSARIO DELLA DICHIARAZIONE DI GUERRA. La celebrazione avverrà nella riunione plenaria della Camera. (…)

Articoli, trafiletti, fotografie, ecc., sul primo anniversario di guerra andranno pubblicati solo dopo la riunione e come commento a quanto in essa verrà detto.