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Diario di guerra

28 ottobre 2001

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Secondo la Tv Al Jazeera almeno 15 persone, tra cui nove bambini, sono rimaste uccise nei bombardamenti americani di stanotte e stamattina su Kabul. I nove bambini, sette di una stessa famiglia, sono morti nel corso di un raid di caccia americani contro una postazione contraerea alla periferia nord-orientale della capitale afghana. La famiglia stava facendo colazione nella sua casa sulla collina di Qalaye Khatir, dove i Talebani hanno piazzato una batteria antiaerea, quando i caccia hanno bersagliato la posizione della milizia integralista distruggendo anche la casa. Il padre dei bambini è sopravvissuto, mentre altri due bambini, che abitavano vicino alla casa colpita, sono stati uccisi.
Secondo altre fonti, due persone sono morte quando un minivan è stato colpito da aerei americani lungo una delle strade che portano a Kabul. I sopravvissuti raccontano che a bordo del mezzo si trovava una famiglia che cercava di abbandonare la capitale afghana.
E' ancora incerto invece il numero delle vittime civili delle bombe alleate sganciate ieri per errore sul villaggio di Ganikhel nei pressi di Jabal Seray, una zona controllata dalle forze anti-talebane dell'Alleanza del Nord nella valle di Kapisa: una prima testimonianza, fornita dall'autista di un'ambulanza, aveva riferito di 10 morti. Secondo altre fonti, invece, solo una donna avrebbe perso la vita nelle esplosioni. Di questo raid ha dato conferma anche la tv britannica Sky News che ha mostrato immagini di diversi feriti, soprattutto con lesioni da taglio, tra cui una bambina con il volto e le mani insanguinate, stesa vicino alle macerie. Secondo il giornalista, si occupavano di lei i nonni, mentre non si hanno notizie dei genitori. Un comandante locale dell'Alleanza del Nord sostiene però che anche due bambini sono rimasti uccisi, sempre dal 'fuoco amico' nel villaggio di Khan Agaha poco distante da Ganikhel, ad un'ottantina di chilometri da Kabul. Di certo si sa che sabato, tra le 16 e le 17 ora locale, i cacciabombardieri anglo-americani hanno commesso un altro errore che è costato la vita a Koko Gol, una giovane di 23 anni, uccisa nel crollo della sua casa a Ganikhel - a tre chilometri dalla linea del fronte - mentre stava cucendo un abito da sposa per una sua parente.
L'associazione americana per i diritti civili Human Right Watch ha invece raccolto testimonianze su un bombardamento condotto su un villaggio nei pressi di Kandahar, capitale religiosa dei Talebani, e che è costato la vita a una quindicina di persone. I sopravvissuti, quattro donne che hanno portato un bambino di cinque anni in coma in un ospedale pakistano di Quetta, hanno raccontato di essere stati bersagliati dal fuoco di un AC-130 "Spectre", la fortezza volante americana che riversa sugli obiettivi una tempesta di bombe e colpi di mitragliatrici pesanti.

La «vera guerra» agli Stati Uniti deve ancora cominciare, gli americani «non saranno accolti con i fiori e noi infliggeremo loro una lezione più amara di quella data ai russi». Lo ha detto in un'intervista al quotidiano algerino «El Youm» il ledaer spirituale dei talebani, il mullah Omar. Pur riconoscendo la superiorità tecnologica degli Stati Uniti, il mullah Omar ha sfidato Washington a «citare il nome di un solo capo dei talebani che sia stato ucciso».

Intanto in Pakistan - da cui stanno affluendo in Afghanistan migliaia di miliziani per combattere la guerra santa a fianco dei Talebani - col proseguire dei bombardamenti, il clima sta diventando sempre più pesante: oggi 18 cristiani sono stati uccisi da due estremisti islamici nella grande chiesa cattolico-protestante di Bahawalpur, nel est del Paese, e tre persone sono rimaste uccise e 18 ferite nell'esplosione di una bomba su un autobus a Quetta.

(notizie tratte da warnews.it e da corriere.it)

 

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