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Diario
di guerra
26 ottobre 2001

Non cala l'intensità dei
bombardamenti Usa sull'Afghanistan. Quella passata è stata per la capitale afghana
la peggiore notte dall'inizio dei bombardamenti. Una pioggia di bombe si è riversata
sulla periferia nord-orientale della città. Le vittime civili sarebbero almeno sette,
forse nove; di certo tra di esse vi sono due sorelline di 6 e 11 anni: lo hanno riferito
testimoni e anche un ministro dei Talebani, interpellati dall'agenzia France Press. I
cacciabombardieri hanno colpito due depositi della Croce Rossa, distruggendo ingenti
scorte di aiuti umanitari. Qualche bomba sembra essere caduta anche sulle linee difensive
dei Talebani a nord della città.
Colpite stanotte anche Herat, Kandahar, e Mazar-e-Sharif, con il rispettivo corollario -
secondo i Talebani - di 16, 8 e 10 vittime civili. Secondo la televisione iraniana poi
almeno 16 persone sono morte e 25 sono state ferite da raid aerei americani sul distretto
di Kouhsan, vicino alla città di Herat. Testimoni raccontano che vi sono state quattro
ondate di bombardamenti. Ad essere colpiti sono stati soprattutto i fedeli che si stavano
recando in una moschea per pregare. Molte persone - è stato specificato - sono morte
perché mancavano veicoli in grado di portarle in ospedale.
Intanto, mentre a Washington serpeggia un forte pessimismo riguardo alle possibilità di
catturare Bin Laden (il che giustificherebbe agli occhi dell'opinione pubblica mondiale il
prolugamento della campagna militare), Londra annuncia che invierà in Afghanistan 200
soldati dei Royal Marines che partecipaeranno alle operazioni di terra a fianco dei
soldati americani.
Intanto la Gran Bretagna sembra interrogarsi sulla propria partecipazione alla guerra.
Continua a rimandare l'invio di truppe in Afghanistan, non essendo stato ancora definito
il ruolo delle forze britanniche nella guerra di terra. Suscitano scalpore le
dichiarazioni del Segretario alla Difesa Usa Donald Rumsfeld: "Forse non
prenderemo mai Osama Bin Laden". Tutta la guerra
sembra in una fase di stallo. Almeno duemila uomini delle tribù pashtun pakistane hanno
passato la frontiera per combattere insieme ai Talebani contro gli Stati Uniti. L'emiro
pakistano Sufi Muhammad ha lanciato infatti la chiamata alla jihad: "Per i
credenti è obbligatorio partecipare alla guerra santa contro gli aggressori. E' ora di
dare una lezione ai non-musulmani". Negli Usa un dipendente del Dipartimento di Stato
è affetto dalla forma di carbonchio più grave. Catturato e ucciso dai Talebani, Abdul
Haq, storico oppositore del regime di Kabul. Vano il tentativo degli elicotteri Usa di
intervenire. Quando sono arrivati il comandante era già stato preso. Antrace anche alla
Cia. E' stato confermato che, nella polvere inviata alla sede dell'intelligence a Langley,
ci sono tracce di spore di antrace. Le analisi hanno confermato che, seppur minima, la
sostanza trovata nei locali dello smistamento della corrispondenza, presso la sede della
Cia, in Virginia, era infetta.
(notizie tratte da grandinotizie.it e da warnews.it)
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