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Diario di guerra

24 ottobre 2001

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L'opposizione armata al regime di Kabul ha annunciato oggi per la prima volta un'avanzata sulla linea del fronte con i Taleban, con l'appoggio dell'aviazione americana. Lo ha detto all'agenzia France Presse un comandante del Fronte Unito (Alleanza del Nord).

Uno dei principali leader militari del Fronte Unito (Alleanza del Nord), Mohammad Atta ha aggiunto che le sue forze hanno lanciato un'offensiva verso la regione di Keshendeh, nella valle di Dara-i-Suf, nella provincia settentrionale afghana di Samangan, a circa 70 km dalla città strategica di Mazar-i-Sharif.

Atta ha precisato che «con un'ondata dopo l'altra», gli attacchi degli aerei americani hanno permesso ai suoi uomini di prendere il controllodi quattro villaggi e che nei combattimenti sono rimasti uccisi fra i 70 e gli 80 soldati dei Taleban. Ha infine aggiunto che l'opposizione ha fatto 150 prigionieri e che due comandanti taleban e i loro 45 uomini hanno fatto defezione e sono passati nelle fila del Fronte.

L' aviazione americana si è accanita oggi contro le posizioni dei Taleban a nord della capitale, Kabul. Miliziani del Fronte unito, la coalizione dei gruppi afghani anti-Taleban, hanno detto che «almeno» quattro jet hanno partecipato agli attacchi.
«Volavano altissimi, poi improvvisamente uno veniva giù e sganciava la bomba», ha detto uno dei miliziani. La portavoce delle Nazioni Unite Stephanie Bunker ha detto di aver saputo dagli impiegati afghani dell'organizzazione che pesanti attacchi sono stati condotti contro la periferia di Herat, nell' Afghanistan occidentale. Il 75 per cento degli abitanti avrebbe lasciato la città e si sarebbe rifugiata sulle vicine montagne, ha detto la Bunker.
Residenti di Kabul hanno definito «terribile» la notte scorsa, anche se hanno aggiunto che le bombe non hanno colpito il centro della città. In serata bombardamenti sono segnalati anche su Kandahar, la capitale politica e militare dei Taleban nel sud paese. Secondo la milizia, almeno 52 civili sono stati uccisi nel bombadamento del villaggio di Chakor Kariz, 40 chilometri a sudest di Kandahar.

Tra le nebbie della martellante propaganda dei Taleban e del silenzio di Washington qualche verità sull' andamento della guerra - alla quale nessun testimone indipendente assiste, essendo proibito agli stranieri di entrare e agli afghani di uscire dal paese - comincia ad emergere. Funzionari americani hanno ammesso che «qualche errore ci potrebbe essere stato».

Le Nazioni Unite hanno confermato oggi che un bombardamento americano ha colpito una moschea in Afghanistan, all'interno di un recinto militare, così come un villaggio vicino, durante l'attacco a colpi di cannone sulla città di Herat (ovest), nei giorni scorsi.

In una conferenza stampa a Islamabad, il portavoce dell'Onu in questa città, Stephanie Bunker ha detto che secondo informazioni indipendenti provenienti da Herat la moschea si trovava all'interno dello stesso campo militare recintato in cui era anche l'edificio - un ospizio secondo quanto ammesso dal Pentagono, un ospedale secondo quanto accusano i taleban - colpito dagli Usa di cui è stata confermata la distruzione ieri.
Gli Stati uniti hanno ammesso ieri che per errore era stato colpito a Herat un ospizio, e che quindi un numero imprecisto di civili era stato ucciso. I taleban sostengono invece che ad essere colpito è stato un ospedale, e che circa cento persone che vi si trovavano hanno perso la vita.
Anche un villaggio situato tra il recinto militare e la città di Herat è stato colpito nei giorn
i scorsi, ha detto Bunker senza dire se si ha notizie di vittime

I 18 giorni di bombardamenti hanno però fatto pagare un alto prezzo ai Taleban e ai loro alleati. Che le vittime non siano solo civili disarmati - oltre mille, secondo la propaganda della milizia - è emerso con chiarezza oggi quando il gruppo guerrigliero dell' Harakat ul-Mujaheddin ha ammesso che 35 dei suoi militanti sono morti nei bombardamenti contro Kabul e Kandahar, la capitale politica dei Taleban nel sud dell' Afghanistan.
L' Harakat è un gruppo impegnato soprattutto nel Kashmir, nella 'jihad' contro l'India. Nelle sue fila militano kashmiri ma anche molti estremisti pakistani. Il gruppo è stato indicato tra quelli «terroristi» dal governo di Washington dopo che sono emersi i suoi stretti legami con i Taleban e con Al Qaida, l' organizzazione dell' estremista saudita Osama bin Laden ritenuta responsabile degli attentati dell' 11 settembre.
Militanti dell' Harakat in Pakistan nei giorni scorsi si sono più volte vantati del fatto che centinaia dei loro 'mujaheddin' sono schierati con gli arabi di bin Laden nella prima linea difensiva di Kabul, quella che viene colpita da quattro giorni dai jet americani. I bombardamenti avrebbero centrato, secondo fonti degli estremisti pachistani, anche due delle caserme della 'brigata internazionalè di bin Laden, nel quartiere di Dar ul Amman di Kabul e a Kandahar. Residenti di Jalalabad, nell' Afghanistan orientale, hanno riferito di aver visto sette cadaveri di «non-afghani», forse arabi, forse ceceni.

L'Ambasciatore in Pakistan dei Taleban Abdul Salam Zaeef non ha tenuto oggi la sua consueta conferenza stampa ma in una dichiarazione ad un' agenzia di stampa internazionale ha detto che i Taleban «non consegneranno mai» bin Laden «agli Usa», anche se questi «dovessero uccidere tutti gli afghani». Zaeef ha detto che nei giorni scorsi «è stato danneggiato qualche radar» ma che «le nostre forze militari sono intatte».
La morte degli uomini dell' Harakat ha avuto una coda in Pakistan, dove circa tremila estremisti sono stati dispersi dalla polizia mentre protestavano contro il rifiuto delle autorità pachistane di far entrare in Pakistan i cadaveri dei guerriglieri caduti. I cadaveri di otto dei 'mujaheddin' pachistani sono poi stati portati clandestinamente in serata nelle aree tribali del Pakistan del Waziristan e di Mohmand, sempre secondo militanti dell' Harakat ul-MUjaheddin.
La calma è regnata oggi sugli altri due fronti dove sono impegnate le forze dell'Alleanza del Nord col supporto dell' aviazione americana, quello settentrionale vicino alla città di Mazar-i-Sharif e quello di Ghor, nell' Afghanistan centrale.

(notizie tratte da quotidiano.net)

 

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