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Diario
di guerra
23 ottobre 2001

Mentre non si sa più nulla sugli eventuali sviluppi della campagna di
terra, i bombardamenti americani continuano senza sosta.
E continuano le denunce dei Talebani di vittime civili, che secondo loro dopo 17 giorni di
raid sarebbero circa un migliaio: un "genocidio" l'hanno definito.
Solo ieri 120 persone sarebbero peritie nel bombardamento di un ospedale a Herat e di
altre due cliniche della zona. Il ministro della difesa Usa, Donald Rumsfeld, ha negato
tutto, dicendo che i Talebani sono dei bugiardi a cui non si può credere. Tuttavia ha
dovuto ammettere di non avere prove certe al riguardo.
Oggi invece Kabul denuncia che questa notte gli aerei Usa avrebbero sganciato diciotto
bombe su Qalaye Shatir, sobborgo della città occidentale di Herat, che avrebbero colpito
tra l'altro case private e una moschea; 15 i morti e 25 i feriti tra i fedeli in
preghiera.
E a Kandahar le bombe Usa avrebbero centrato, sempre stamattina, un convoglio di
autocisterne, provocando la morte di dieci persone. L'emittente tv Al Jazeera ha mostrato
le immagini dei cadaveri carbonizzati accanto ad autobotti in fiamme, e della strada e
dell'ambiente circostante ricoperti di sostanza nera, presumibilmente petrolio bruciato.
A Darul Aman, località a sud di Kabul le vittime dei bombardamenti di stanotte
ammonterebbero a 25.
Per il terzo consecutivo, bombardamenti contro le postazioni dei Talebani lungo la linea
del fronte settentrionale di Kabul, quella su cui gli ex studenti di teologia coranica si
fronteggiano con l'Alleanza del Nord. Qui, attorno all'aeroporto di Bagram, 30 chilometri
a nord della capitale, i mujahidin anti-talebani, che fino a ieri stavano nelle trincee
col naso in su a guardare i caccia Usa abbassarsi e passare a volo radente sugli obiettivi
talebani, questa mattina hanno sferrato una violenta offensiva che potrebbe rappresentare
l'inizio della "battaglia per Kabul". Durante la battaglia stammatina, su
Charikar, città pochi chilometri a nordovest di Bagram e controllata dall'Alleanza del
Nord, due missili sparati dai Talebani hanno colpito il mercato centrale uccidendo almeno
due persone e ferendone 15, di cui otto in maniera gravissima.
Mujahidin che invece da giorni stanno combattendo senza sosta sul fronte settentrionale,
quello di Mazar-e-Sharif. Anche qui i bombardamenti americani stanno prendendo di mira
direttamente le strutture erette a difesa della strategica città da cui passa la strada
che conduce dal confine uzbeko a Kabul.
(notizie tratte da warnews.it)
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