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Diario di guerra

19 ottobre 2001, parte la fase due

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trangolino.gif (131 byte) Gli armamenti

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La fase due dell'attacco anglo-americano all'Agfhanistan è iniziata, con l'impiego di truppe speciali americane sul terreno. Ma non per questo Washington intende sospendere i bombardamenti su Kabul e sulle altre città principali. Una richiesta in questo senso era stata avanzata nei giorni scorsi da diverse organizzazioni umanitarie, che avevano sottolineato la necessità di fornire aiuto alla popolazione civile. "E' il regime dei Taliban - ha detto George W. Bush per giustificare il suo no - a sequestrare i viveri e impedire una efficace distribuzione del cibo inviato per aiutare il popolo dell'Afghanistan".

Giovedì sera, mentre il presidente americano era a Shangai per rafforzare la coalizione anti-terrorismo, forze speciali americane sono entrate in Afghanistan.

Al momento i militari sono operativi in due zone: a sud, nei pressi di Kandahar, e a nord, dove forniscono supporto alle forze dell'Alleanza del nord che da anni si batte contro i Taliban. La presenza delle truppe speciali Usa, anticipata dal quotidiano Washington Post, è stata confermata dal Pentagono. Secondo il giornale, che cita un anonimo funzionario della Difesa Usa, il numero dei soldati americani in Afghanistan è probabilmente destinato ad aumentare nei prossimi giorni, anche se non si avrà un dispiegamento massiccio come ai tempi della guerra del Golfo.

La funzione delle truppe scelte è quella di individuare bersagli da segnalare agli aerei, monitorare il territorio ed eventualmente portare avanti azioni dirette alla cattura dei leader dei Taliban e di Al Qaeda. I militari devono anche sobillare la popolazione contro i Taliban.

Da Islamabad i rappresentati dei Taliban negano la presenza di militari americani sul territorio afgano, ma la notizia è stata confermata anche da ufficiali militari pakistani all'agenzia Ap. Secondo questa fonte, Washington ha avvisato Islamabad del dispiegamento dei propri uomini, specificando che hanno il compito di portare a termine operazioni "mordi e fuggi" contro Osama bib Laden e i suoi.

Diverso il compito dei militari impegnati nel nord del Paese al fianco dell'Alleanza del nord. Questi uomini, come hanno spiegato gli stessi guerriglieri, sono solo otto e stanno offrendo supporto logistico agli uomini guidati dal generale dell'Alleanza del Nord Abdul Rashid Dostum.

"Sì, sono col generale Dostum a Dara-i-Suf", ha detto all'agenzia Reuters attraverso un telefonino satellitare Ustad Attah Mohammad, uno dei capi dell'opposizione. La città si trova a circa 90 chilometri a sud-est di una città strategicamente fondamentale, Mazar-i-Sharif.

Nei giorni scorsi, l'entrata in azione di queste forze speciali era stata a più riprese ipotizzata o annunciata. Mercoledì scorso, la tv iraniana, citando testimoni, aveva detto che le forze erano già in azione nei pressi di Kandahar e aveva anche parlato di "combattimenti di strada" con la milizia dei Taliban.

Ieri, il segretario alla Difesa americano Donald Rumsfeld, rispondendo alla domanda di un giornalista sull'entrata in azione delle forze speciali, aveva detto: "Abbiamo deciso di non rispondere a questa domanda fino a quando le attività non saranno significative ed evidenti", il che lasciava aperta l'ipotesi che attività non significative e non evidenti fossero già in corso.

Parte l'attacco di terra e, subito, però, ci sono i primi americani morti in azione. Le vittime sono due soldati che erano a bordo di un elicottero precipitato vicino alla base di Dalbandin, in Pakistan, mentre operava nell'ambito di "Enduring freedom" a supporto (o in socorso) di altri elicotteri, quelli che hanno portato circa 200 rangers in territorio afgano a caccia dei terroristi di Al Qaeda e di obiettivi Taliban dalle parti di Kandahar.

I Taliban hanno fatto sapere che l'hanno abbattuto loro. Ma fonti del Pentagono hanno smentito. Tra l'altro il velivolo precipitato non aveva partecipato direttamente all'azione di guerra in territorio afgano. L'elicottero veniva utilizzato nelle operazioni di ricerca e soccorso dei piloti eventualmente dispersi durante le missioni, ha precisato il Pentagono. Secondo la fonte, a bordo del velivolo c'erano altre persone oltre alle due rimaste uccise.

Le cause della sciagura non sono chiare. Così, adesso, le vittime statunitensi salgono a quota tre. Un marine, infatti, era già morto nei giorni scorsi. Ma era stato vittima di un incidente in Qatar. Forse anche per questo, perché quei due soldati sono davvero i primi "ragazzi che tornano nei sacchi di plastica" che tutti gli americani non vorrebbero mai vedere, George W. Bush, dalla Cina, ha fatto subito sentire la sua voce. Il presidente ha parlato da Shanghai dove continua il vertice Apec: "Ciò che per me è importante dire adesso agli americani è che questi soldati non sono morti invano. La nostra è una causa giusta. Ritengo che ora il popolo americano capisca perfettamente che ci troviamo impegnati in una battaglia importante, una battaglia che richiederà tempo, che esigerà momenti di sacrificio".

Poi il presidente si rivolge ai parenti delle vittime: "Il mio pensiero va alle famiglie e agli amici di coloro che hanno perduto la propria vita. E' dura esprimere con le parole adatte la mia gratitudine nei confronti di quelle persone che per la libertà sono disposte anche a sacrificarsi".

(la Repubblica, 19-20 ottobre 2001)

 

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