testatausa.gif (33145 byte)

www.resistenzaitaliana.it  

   

    

Diario di guerra

13 ottobre 2001

soldatiusa.jpg (10291 byte)

Una breve tregua in occasione del venerdì, giorno di preghiera per i musulmani (un atto "di riguardo" verso il  mondo islamico), e poi stamattina, appena dopo la mezzanotte, i cacciabombardieri Usa sono tornati a martellare l'Afghanistan a più riprese. Le bombe sono tornate a cadere sulla capitale afgana nel cuore della notte e alle prime luci dell'alba. Il bilancio temporaneo dei morti sarebbe di quattro civili, secondo l'agenzia Aip, vicina ai Talebani. Verso le quattro della mattina gli attacchi hanno colpito la zona dell'aeroporto, già danneggiato dai raid dei giorni scorsi. Si sono udite almeno otto esplosioni, accompagnate da onde d'urto violente, mentre il tiro della contraerea è stato meno intenso che altre volte. Si entra così nel sesto giorno consecutivo di raid aerei sull'Afghanistan. E di prima mattina è iniziato un nuovo attacco su Kandahar, roccaforte degli "studenti del Corano".

A Kabul le bombe hanno colpito la zona dell'aeroporto, già danneggiato dai raid dei giorni scorsi: ci sono state almeno otto esplosioni. Il tiro della contraerea è stato meno intenso rispetto ai precedenti giorni. Dal fronte afghano vengono poche notizie e frammentarie. Il Pentagono dichiara alcuni successi, con la distruzione all'85% dei bersagli finora centrati, ma nota che li talebani conservano una certa capacità di difesa antiaerea, con missili terra-aria Sam e bazooka anti-aereo Stinger. Secondo fonti talebane, missili cruise (almeno 7-8) e bombe hanno colpito anche l'aeroporto di Kandahar.

Una zona residenziale di Kabul è stata bombardata per errore dall'aviazione americana. Lo hanno ammesso oggi fonti del Pentagono: un jet che aveva come obiettivo l'aeroporto della capitale afgana ha sganciato un missile cosiddetto intelligente e ha mancato il bersaglio. "Ce ne rammarichiamo - hanno detto da Washington - i nostri obiettivi sono esclusivamente militari, ma nel corso di un conflitto gli errori sono sempre possibili". L'errore sembra abbia provocato la morte di decine di civili.

E questa mattina, il presidente George W. Bush ha parlato per radio alla nazione. Ha elencato agli americani tutti i nuovi traguardi raggiunti dall'esercito nella missione in Afghanistan e ha rassicurato la popolazione sui possibili attacchi con armi chimiche e biologiche: fuori dagli Usa la prima fase militare della campagna antiterrorismo è conclusa; all'interno del paese il governo sta prendendo tutte le più forti misure per proteggere la popolazione da eventuali rappresaglie dei terroristi.

"I nostri soldati si stanno comportando con capacità e con coraggio - ha detto Bush - e hanno raggiunto gli obiettivi della prima fase della nostra campagna. Abbiamo smantellato la rete dei terroristi all'interno dell'Afghanistan e il paese ora non potrà più essere usato liberamente come base per le loro operazioni".

E a proposito delle minacce batteriologiche Bush ha aggiunto: "Capisco che molti americani si sentano a disagio. Dovete stare tranquilli: stiamo prendendo le più forti precauzioni, siamo vigili, siamo determinati, il paese è in allerta e si sentirà la grande forza dell'America".

Intanto il segretario americano alla Difesa, Rumsfeld, ha invitato le forze dell'Alleanza del Nord a intervenire contro i talebani nelle zone già bombardate nei raid aerei. Sul fronte diplomatico, il segretario di Stato americano Colin Powell dovrebbe partire per una delicata missione in Pakistan e in India. La settimana prossima il presidente americano George W. Bush parteciperà al vertice dell'Apec a Shangai (Cina): sarà la prima uscita estera di Bush dopo gli attentati dell'11 settembre.

La Croce Rossa internazionale ha condannato il lancio di aiuti alimentari alla popolazione afghana mentre sono in corso i bombardamenti. La confusione fra aiuti umanitari e azioni militari, secondo la Croce Rossa, va assolutamente bandita. Il portavoce dell'organizzazione Roland Sidler, interpellato dall'agenzia svizzera Ats, afferma che tutti gli aiuti sono benvenuti, ma quello americano non corrisponde affatto ai principi della Croce Rossa internazionale che mette in guardia dal rischio rappresentato dai campi minati. Se gli aiuti vengono paracadutati a caso, potrebbero finire su quelle aree, e indurre le persone a recuparli mettendo a repentaglio la loro vita. Per avere la certezza che gli aiuti siano realmente efficaci, è essenziale controllarne la distribuzione direttamente sul territorio.

(notizie tratte da war.news, da corriere.it e da repubblica.it)

 

trangolino.gif (131 byte) Torna al Diario di Guerra

 

home         ricerca        

anpi

        

dibattito

        scrivici

 

.