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Diario
di guerra
12 ottobre 2001

Oggi pausa parziale dei bombardamenti in Afghanistan, per il giorno
festivo islamico. Intanto cresce il numero delle vittime civili in Afghanistan. A Torghar,
nella regione orientale del Paese, sono stati recuperati 160 cadaveri dalle macerie. A
Ningrahar le bombe sono invece cadute vicino all'università. Questi "danni
collaterali" (come li definisce il Pentagono) sarebbero stati causati da
comunicazioni inesatte dell'intelligence. Il presidente Usa George W. Bush ha
dichiarato che "questa guerra non sarà un nuovo Vietnam. Abbiamo imparato la
lezione". Ha poi precisato: "Non so se Osama Bin Laden
sia vivo o morto e non so neppure dove sia ma se i Talebani lo consegnano la guerra è
finita". Ma il Mullah Omar, in un'intervista al quotidiano arabo Asharq al
Aswat ha dichiarato che "la religione e i principi dell'Afghanistan impediscono
di consegnare Bin Laden anche perché ha combattuto la jihad, la guerra santa".
Una sospensione dei bombardamenti era stata chiesta
questa mattina dall'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani,
Mary Robinson. In un'intervista alla radio irlandese, la Robinson ha spiegato che le
agenzie umanitarie sperano in una pausa nell'operazione militare per riuscire ad operare
in Afghanistan prima di novembre. Allora, infatti, "le nevi invernali impediranno
l'accesso" e la gente "morirà di freddo e di fame perché non avrà né cibo
né ripari". Un intervallo, invece, consentirà un intervento umanitario su vasta
scala "e permetterà a un gran numero di afgani di attraversare la frontiera".
Uno stop deciso in una giornata che ha visto gran parte del mondo musulmano
unito nelle proteste contro gli attacchi angloamericani. Violente
proteste contro l'intervento armato in Afghanistan hanno infiammato le strade di Egitto
Iran, Somalia, Pakistan, Indonesia e Filippine. Dopo la tradizionale preghiera del
venerdì, sono scesi in piazza migliaia di manifestanti che hanno inneggiato alla guerra
santa. Corano alla mano e in alcuni casi anche armi in pugno, i dimostranti hanno
incendiato bandiere Usa e inveito contro Bush.
In Pakistan, a Karachi c'è stata una vera e propria sparatoria tra polizia e dimostranti.
In Iran una folla di manifestanti ha attaccato il consolato pakistano di Zahedan, città
del sud-est. Migliaia di persone scandivano slogan contro gli Usa e il governo
"traditore" di Islamabad.
Intanto, quarto caso di antrace negli Usa, stavolta a
New York. Un'impiegata della rete tv Nbc ha un'infezione da antrace assorbita per contatto
della pelle. Un forma virale diversa da quella riscontrata in Florida.
(notizie tratte da grandinotizie e da repubblica.it)
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