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Diario
di guerra
11 ottobre 2001

Il primo morto americano
(cnnitalia)
Nella notte e questa mattina gli Usa
hanno sferrato sull'Afghanistan il più duro attacco aereo dall'inizio
dei bombardamenti, bombardamenti ripresi su Kabul anche oggi pomeriggio poco dopo le 14
(ora italiana). La quinta notte di bombardamenti sull'Afghanistan, iniziata ieri sera
intorno alle 19 ora italiana, si è concentrata nuovamente su Kabul, Kandahar, Jalalabad e
sui campi d'addestramento di Bin Laden e le basi talebane nel nord del paese. Sulla
capitale afghana squadriglie di cacciabombardieri Usa F-14 Tomcat sono stati visti
sfrecciare a bassa quota, sfidando la contraerea talebana - indebolita ma ancora attiva -
e sganciare bombe - quelle nuove che perforano i bunker di cemento - su quello che, a
giudicare dalla potenza delle esplosioni e dai bagliori riportati dai testimoni, poteva
essere un deposito d'armi.
Secondo i Talebani sono 220 le vittime, quasi tutte civili, degli attacchi
angloamericani iniziati domenica sera. Washington smentisce queste cifre, ma non
nega la possibilità di vittime civili tra la popolazione nonostante la precisione dei
raid.
Al quinto giorno di bombardamenti, dunque, si cominciano a contare i morti civili, gli
"effetti collaterali", li chiama il Pentagono, degli sganciamenti di bombe dai
B52 e dai B1 che compiono le loro missioni in Afghanistan.
L'incidente più drammatico sarebbe avvenuto
a Thorgar dove circa 160 cadaveri sono stati recuperati
dalle macerie. Nel villaggio nell'Afghanistan orientale, bombardato nella notte tra
mercoledì e giovedì, secondo i Taliban, ci sarebbero ancora 40 cadaveri sotto le
macerie. Un errore forse dovuto ad un mancato aggiornamento delle carte militari, o forse
dovuto ad errate informazioni fornite dalle spie, fatto sta che una settantina di famiglie
di poveri contadini sono morte tutte assieme dopo un bombardamento del loro villaggio
formato in gran parte da vecchi bunker abbandonati. E questo può aver tratto in inganno
gli strateghi dei bombardamenti che non sapevano che le strutture create durante la guerra
contro i russi erano oggi diventate delle abitazioni per contadini. In verità, come ha
detto l'agenzia di stampa dei Taliban, vicino al paese, "c'era un campo di
addestramento ma domenica sera dopo i primi scoppi gli occupanti avevano abbandonato la
posizione".
E non si tratta dell'unico errore dei piloti americani visto che nella stessa tornata di
bombardamenti 18 civili hanno perso la vita quando le bombe sono piovute nei pressi
dell'università di Ningrahar mentre 15 persone erano state uccise da missili
in una moschea di Jalalabad.
Le bombe sono cadute sull'aeroporto di Kabul, che è in fiamme, e anche sul centro della
città, provocando secondo i Talebani almeno dieci vittime civili.
Una pioggia di bombe anche e soprattutto su Kandahar, feudo dei Taliban nel sud
dell'Afghanistan, dove le bombe hanno colpito edifici governativi e aree residenziali,
causando la morte di almeno 18 civili. Altri aerei americani hanno inoltre bombardato una
base militare dei Talebani distante solo sei chilometri dal confine col Pakistan.
La fase aerea della campagna militare "Enduring Freedom" sta comunque per
terminare e, conquistato il cielo dell'Afghanistan, gli Stati Uniti stanno per far
scattare la seconda fase dell'operazione militare: le forze
speciali Usa sono difatti pronte a dare la caccia ai terroristi di Al Qaeda
proprio tra quelle rocce, cave e gole che i terroristi conoscono bene. Fonti del Pentagono
hanno confermato oggi che il passaggio alla "fase di terra" della campagna è
imminente. E che l'intervento delle truppe sarà limitato per il momento alle forze
speciali incaricate di "azioni lampo" nelle aree dove si nascondono Osama Bin
Laden ed i suoi fedelissimi. Le incursioni dei commando americani saranno
lanciate dalle basi pachistane (ideali per colpire il sud dell'Afghanistan) e da quelle in
Uzbekistan (al confine nord dell'Afghanistan, dove il regime di Kabul ha deciso di
ammassare10mila uomini). Gli elicotteri delle forze speciali potranno decollare anche dal
ponte della portaerei Kitty Hawk, partita dal Giappone con un numero limitato di caccia
proprio per consentire proprio questa operazione. La preparazione delle forze speciali è
in stato avanzato in Uzbekistan, nella ex base sovietica di Khanabad, adesso controllata
dagli americani. Sempre più intenso è qui il traffico dei giganteschi aerei da trasporto
Usa, che continuano a scaricare personale militare ed equipaggiamento da guerra. Nella
base sono già stati trasportati ed assemblati almeno una decina di elicotteri Chinooks e
Blackhawks, in dotazione del 160/mo Special Operations Aviation Regiment di stanza a Fort
Campbell (nel Kentucky), costituito da tre battaglioni in grado di raggiungere qualsiasi
angolo del pianeta nel giro di poche ore. I genieri Usa hanno già cominciato a migliorare
le condizioni della pista aerea della base di Khanabad, trascurata negli ultimi anni dagli
uzbeki. Gli elicotteri delle forze speciali sono dotati di strumenti particolari per il
volo notturno e per il combattimento di notte, di protezione contro il fuoco da terra, di
capacità di rifornimento in volo.
Il Pentagono ha ribadito che gli
Stati Uniti non desiderano occupare alcun territorio in Afghanistan con i soldati Usa,
lasciando questo compito alle forze anti-talebani. Secondo il quotidiano Los
Angeles Times gli strateghi militari Usa non hanno però abbandonato l'opzione di
occupare, con truppe di terra, almeno una delle basi dei Talebani a nord di Kabul che i
guerriglieri dell'Alleanza del Nord potrebbero catturare nei prossimi giorni, con l'aiuto
della aviazione americana, in grado di colpire duramente le linee difensive talebane Il
Pentagono può contare nell'Uzbekistan sulle forze adatte per questo compito. Gli 'alpini'
della Decima Divisione di Montagna sono già dislocati in forze a Khanabad: i 1.000 giunti
con la prima ondata sono destinati ad essere raddoppiati con un secondo arrivo di truppe.
La preferenza dei militari continua ad essere per azioni rapide delle Forze speciali,
precedute da bombardamenti ad alta precisione dell'aviazione americana con missili in
grado di esplodere nelle grotte dove si nascondono i terroristi di Al Qaida e con bombe da
2.500 kg (impiegate ieri per la prima volta in Afghanistan) in grado di penetrare nei
bunker nemici e bombe "a grappolo".
Intanto prosegue l'avanzata
dell'esercito dell'opposizione afghana dell'Alleanza del Nord. L'Alleanza
del Nord, che ogni sera all'arrivo degli aerei americani, dà voce alla sua artiglieria su
tutti fronti, ha ufficialmente accettato la richiesta americana di rimandare
l'offensiva su Kabul fino a quando non sarà pronto il governo da instaurare al posto dei
Talebani non appena conquistata la capitale afghana. La preoccupazione degli Usa
è che lasciar entrare i mujahidin ora a Kabul sarebbe troppo rischioso dal punto di vista
politico perché questi non assicurano una valida alternativa al regime talebano dal punto
di vista della stabilità futura del paese. Soprattutto il Pakistan, che fino a poche
settimane fa dava ai Talebani armi per combattere l'Alleanza del Nord, ha fatto pressioni
su Washington perché limitino il più possibile il futuro peso politico dei mujahedin, e
che si formi invece un governo in cui vi siano anche i Talebani moderati dell'ovest e i
gruppi tribali dell'est. Ma creare una simile coalizione di governo non sarà cosa facile.
Ci si sta già lavorando, e forse presto si terrà un incontro nella Valle del Panshir per
prendere una decisione finale. Ma ci potrebbero volere settimane. E fino a quel momento
gli Usa hanno vietato ai mijahidin di sferrare la loro offensiva su Kabul, e loro hanno
accettato, sperando ovviamente di trarne qualche vantaggio politico.
D'altronde l'intenzione di non spianare la strada all'Alleanza del Nord verso la capitale
afghana è stata evidente fin dall'inizio dei bombardamenti: mai una bomba è caduta sulle
linee talebane a difesa della città proprio per non facilitare l'avanzata dei mujahedin,
che infatti sul fronte a nord di Kabul non sono avanzati di un passo. La linea dei
combattimenti è rimasta a 30 chilometri dalla capitale, come prima degli attacchi.
Mentre su tutti gli altri fronti le bombe americane hanno distrutto le difese talebane
consentendo all'Alleanza del Nord di compiere avanzate poderose e conquiste impensabili
fino a pochi giorni fa.
Stamattina un portavoce della milizia anti-talebana capeggiata da Ismail Khan (finanziato
dall'Iran) ha annunciato di aver preso all'alba di oggi Chagcharan, capoluogo della
provincia di Ghor, conquistando la strada che da Kabul porta a Herat, nella zona
occidentale dell'Afghanistan, e facendo prigionieri numerosi Talebani. La strada per Herat
era rimasta anche l'unica per raggiungere il nord dell'Afghanistan da Kabul dopo che
l'Allenza del Nord ha annunciato ieri di avere il controllo della strada che vie usata per
il rifornimento delle truppe fedeli al regime di Kabul nel nord del paese, la strada che
passa per Baghlan e arriva su fino a Konduz.
(notizie tratte da war.news e da repubblica.it)
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