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Diario di guerra

8 ottobre 2001

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E' cominciato poco prima delle 18 ora italiana la seconda ondata dell'attacco aereo americano sui cieli dell'Afghanistan, dopo il primo bombardamento del 7 ottobre. La notizia, data in diretta dalla Cnn, è stata immediatamente confermata da fonti del Pentagono. Prevista e prevedibile la seconda ondata contro il regime di Kabul segue passo dopo passo il copione di quella di ieri, che ha dato il via "alla nuova guerra contro il terrorismo".
La prima zona a essere colpita, è stata quella di Kandahar, città situata nel sud del Paese. Poi è toccato anche alla capitale Kabul, dove si sono sentite alcune esplosioni ed è presto mancata l'elettricità. Qualche minuto dopo la contraerea afgana è entrata in azione: segno che le difese dei Taliban sono ancora funzionanti. Quattro bombe, secondo testimoni, avrebbero centrato l'aeroporto. E sarebbe stato attaccato anche lo scalo di Jalalabad, centro della parte Est dell'Afghanistan. Dopo è stata la volta di due città del Nord: Mazar-i-Sharif (in questo caso ha partecipato all'attacco anche l'artiglieria dell'Alleanza del Nord) e Kunduz.
Secondo l'agenzia di stampa iraniana Irna il comandante dell'aeronautica militare dei Taliban, Akhtar Mohammed Mansour, è rimasto ucciso sotto i bombardamenti. L'Irna non indica il luogo della morte ma aggiunge che un altro alto esponente militare dei taleban, il gen. Omar Ataie, comandante del primo gruppo di Nangarhar, è morto nello stesso raid aereo che ha ucciso Mansour.

A differenza di ieri, quando i missili sono partiti anche da un sottomarino della Royal Navy, oggi le forze armate britanniche partecipano all'azione solo fornendo supporto logistico.
Un funzionario della Difesa ha raccontato all'agenzia di stampa Reuters che le operazioni anglo-statunitensi mirano a mettere fuori uso la difesa missilistica, i depositi di carburantee le basi aeree. E gli attacchi di questi giorni avrebbero colpito anche truppe dei Taliban addestrate da "al Qaeda", l'organizzazione terroristica guidata da Osama bin Laden: lo ha detto il generale in congedo Wesley Clark, ex comandante delle forze della Nato in Europa e oggi consulente della Cnn, attribuendo l'informazione al segretario alla difesa Donald Rumsfeld.

Gli attacchi sono compiuti con missili cruise tirati da unità navali (15, secondo i dati più accurati disponibili) e con aerei (una quindicina di velivoli): lo ha detto il capo di Stato maggiore americano, il generale Richard Myers. Gli obiettivi centrati, finora, sono trentuno: "Ma non è detto - ha spiegato il segretario alla Difesa, Donald Rumsfeld - che tutti siano stati distrutti". Il numero uno del Pentagono ha ribadito inoltre che l'azione contro le centrali del terrorismo continuerà.
Intanto, riguardo all'attacco della notte scorsa, i Talebani affermano che il numero delle vittimi civili raggiunge il centinaio.
Ovviamente, il Pentagono smentisce categoricamente.

(notizie tratte da war.news e da repubblica.it)

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