La
lettera dell'Anpi di Roma agli ambasciatori Usa e Gran Bretagna su 25 aprile e guerra in
Iraq
Roma, 2 aprile 2003
Illustre Ambasciatore,
con lapprossimarsi del 59mo anniversario della Liberazione, il 25
aprile, noi partigiani sentiamo il dovere di rinnovare i sentimenti di gratitudine verso
la nazione che Lei rappresenta, per il sacrificio di tanti suoi figli nella lotta
intrapresa sul suolo italiano contro il nazifascismo, lotta che ha restituito libertà e
dignità alla nostra Patria. Nelloccasione ci recheremo nei cimiteri di guerra per
rendere omaggio ai Caduti e testimoniare la fraternità tra i reduci dai campi di
battaglia e riaffermare la comunanza degli ideali che ci animarono per la costruzione di
un mondo solidale e comunitario.
Vogliamo con ciò distinguere la nostra posizione fermamente
contraria alla guerra in Iraq che comporta lutti e distruzioni senza eliminare i pericoli
del terrorismo e anzi aggravandoli da una presunta ostilità nei confronti dei
popoli cui siamo debitori della rinascita democratica.
Riteniamo che non vi sia contraddizione nel chiedere di restituire
piena autorità allONU, per bloccare la carneficina e aprire corridoi umanitari,
unendoci a quanti manifestano contro lapertura di un conflitto dalle incognite
catastrofiche, convinti che non siano state esperite tutte le vie pacifiche per abbattere
una tirannia sanguinaria che condanniamo senza attenuanti, assieme, ribadiamo, ad ogni
forma di terrorismo. Nulla può infatti sminuire la nostra riconoscenza e la stima nei
confronti degli Stati Uniti e della Gran Bretagna, dove la democrazia e il rispetto dei
diritti umani hanno fondamenti irrinunciabili e la cui storia assume per noi carattere di
magistero.
Nel respingere pertanto con sdegno ogni illazione che possa vederci
ideologicamente schierati contro lAmerica e lInghilterra, stravolgendo il
senso del nostro impegno per la pace in Iraq come in qualsiasi altro teatro del
mondo ove si compiano stragi di innocenti - , Le assicuriamo, signor Ambasciatore, la
nostra considerazione e Le porgiamo distinti saluti.
Massimo Rendina
Presidente dellANPI di Roma e Lazio
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