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Inchieste
Il Polo boccia la commissione d'inchiesta
parlamentare
(6 febbraio 2002)
Dimenticare Genova. E' l'intenzione dichiarata della maggioranza di
centrodestra. Che ieri ha bocciato al Senato la proposta dell'Ulivo di istituire una
commissione d'inchiesta sulle violenze del luglio scorso.
Sei voti a cinque il margine risicato con cui il disegno di legge presentato dal
centrosinistra è stato respinto in commissione affari costituzionali. Ancor più misera
la motivazione offerta dal relatore, il forzista Gabriele Boscetto: "Non vogliamo
interferire con l'autorità giudiziaria. Si tratta di fatti troppo recenti e una
commissione d'inchiesta parlamentare non riuscirebbe ad avere nessun nuovo elemento
rispetto a quelli già in mano ai magistrati che stanno indagando".
La parola passa all'aula del Senato, cui la commissione guidata da Andrea Pastore di Forza
Italia girerà il parere negativo. "Si è già svolta un'approfondita indagine del
parlamento", ha detto Pastore. Il riferimento è al lavoro della commissione Bruno,
che ha ascoltato tutti i protagonisti delle giornate genovesi, riscontrando numerose
incongruenze nelle testimonianze dei responsabili delle forze dell'ordine, per poi
concludere - anche in quel caso a maggioranza - con una sostanziale assoluzione.
Fu proprio a causa dei limiti nelle conclusioni di quella commissione che l'Ulivo decise
di presentare una sua relazione di minoranza, e altrettanto fece Rifondazione. Poi la
richiesta di istituire una vera commissione d'inchiesta (che ha gli stessi poteri
dell'autorità giudiziaria) dei senatori ds e della margherita. Richiesta bocciata ieri.
"La maggioranza ha evidentemente paura della verità - è stato il commento di Franco
Bassanini, ds -, incurante della domanda di far luce su episodi gravissimi rivolta al
parlamento da vasti settori dell'opinione pubblica italiana e internazionale".
"Ci batteremo in aula perché la commissione si faccia - ha detto Gigi Malabarba di
Rifondazione -, troppe omertà, troppe coperture politiche premono sulla magistratura
perché venga insabbiata l'intera vicenda". Ma la destra non ha intenzione di
concedere nulla. Le uniche commissioni d'inchiesta che le interessano riguardano il caso
Telekom Serbia e l'affare Mitrokhin. Di Genova meno si parla meglio è.
Intanto è salito a tre il numero degli indagati per "tentato omicidio" nei
confronti dei carabinieri di piazza Alimonda. Si è appreso ieri che alle due persone che
si erano spontaneamente presentate in procura perché riconosciutesi nelle immagini
riprese dai fotografi quel 20 luglio pochi attimi prima che Carlo Giuliani fosse ucciso,
si è aggiunto un terzo uomo. Ma le maggiori novità dovrebbero venire dall'inchiesta per
l'omicidio di Giuliani, a proposito della quale oltre alle due perizie balistiche
discordanti (una delle due sostiene che non avrebbe sparato l'arma del carabiniere
Placanica) c'è ora un testimone che racconta di aver visto un quarto uomo nella
camionetta in piazza Alimonda.
(il manifesto, 7 febbraio 2002)
Agnoletto: il Governo ha paura
La decisione del Senato di bocciare la proposta di istituire una
commissione parlamentare d'inchiesta sulle violenze del G8 ''dimostra che la Maggioranza
ha paura della verità''. Ad affermarlo e' Vittorio Agnoletto, portavoce del Genoa social
forum durante il G8. ''Diventa sempre più evidente - prosegue Agnoletto - come quanto
accaduto a Genova non sia una concatenazione di fatti casuali, ma corrisponda invece a una
strategia repressiva preparata precedentemente da settori del Governo in stretto rapporto
con l'Arma dei Carabinieri e di parti dei Servizi Segreti''. ''Continuiamo a chiedere
giustizia e verità: questa, che in qualunque Paese civile dovrebbe essere un diritto di
ogni cittadino, in Italia sembra costituire un traguardo irraggiungibile''.
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