Nella sua formulazione originaria lo statuto prevedeva tra l'altro:

- sussidiare i soci ammalati;

- interessarsi al fine di procurare lavoro o impiego ai soci disoccupati;

- onorare i soci che decedono;

- prendere parte a tutte le cerimonie o feste che esaltano la Fede e la grandezza della Patria e delle Istituzioni;

- tenere il massimo contatto e la massima cordialità con le altre Associazioni;

- mantenersi estranei da attività politiche.

Principi questi che ritroviamo costantemente sanciti nei vari statuti che si sono succeduti nel corso degli anni.

L' iniziativa milanese suscitò subito grande interesse e negli anni successivi vennero costituite sezioni di Monza, Gallarate, Como, Varese e Legnano; il 1905 vide l' inaugurazione delle sezioni a Cremona, Pistoia, Vicenza, Reggio Emilia e Roma e successivamente in tutta Italia.

Il primo conflitto mondiale cementò ulteriormente i vincoli di cameratismo tra i carabinieri i quali una volta in congedo, s' impegnarono per l'unificazione delle varie Associazioni locali in un unica Fondazione Nazionale. Così, il 21 e il 22 novembre 1925, si svolse a Roma presso il teatro Argentina il primo convegno dell' "Associazione Carabinieri d'Italia in Pensione".

Negli anni successivi aumentò sia il numero delle sezioni che degli iscritti , i quali ritrovarono nel sodalizio lo spirito e la tradizione che li avevano accompagnati durante gli anni del servizio.